Anteprima San Leonardo 2019 e secondo Libro d’Artista
Ancora una volta l’uscita dell’emblematico rosso trentino è accompagnata da un'opera, figlia della relazione tra l’artista e la tenuta
Un grande vino è un’opera irripetibile, figlia della natura e dell’annata. Come un’opera d’arte non è mai uguale a se stesso. I coniugi Anselmo Guerrieri Gonzaga e Ilaria Tronchetti Provera, attuali conduttori della tenuta di famiglia da tre secoli, da questa consapevolezza hanno costruito un progetto artistico con cedenza annuale, implicando come curatrice Giovanna Amadasi, personaggio poliedrico del mondo dell’arte e della cultura. Nel 2023 la curatrice ha coinvolto l’artista Marzia Migliora a creare il suo Libro d’Artista ispirato dalla permanenza in tenuta e come sempre prodotto in duecento copie, insieme a un’etichetta per vestire 999 bottiglie.

Il tema scelto per l’uscita di San Leonaro 2019 è stato “La rivoluzione del tempo profondo” e fa riferimento alla sproporzionata differenza tra i tempi geologici e quelli umani, concetto coniato dal geologo scozzese del Settecento James Hutton. Il tempo trascorso da Marzia Migliora tra natura montuosa e individui a San Leonardo la ha portata a produrre un “leporello”, ovvero un libro pieghevole in duecento copie, e tre etichette, ognuna con un dettaglio tratto dalle tre grandi tavole disegnate dall’artista. “All’interno del profilo montuoso (quello che circonda la tenuta, ndr.) ho disegnato un sistema vivente complesso… un macro e un microsistema, una comunità vivente e le sue relazioni reciproche…”. A collegare le diverse espressioni della natura nelle tavole ci sono radici, fiumi e vene di colore viola, realizzate utilizzando la polvere dei cristalli di tartaro che si formano nei recipienti vinari; una sostanza figlia della sintesi e assorbimento di sostanze minerali da parte delle radici delle viti, trasferita all’uva e quindi al vino, che ne trasporta parte dentro di noi: “È come dire che quello che è fuori da noi è anche dentro di noi. È un grande ciclo: il paesaggio e i nostri organi sono legati, e qualsiasi tentativo di distruggere o avvelenare la Terra è anche un modo per distruggere o avvelenare il nostro corpo”, conclude l’artista, decisamente ispirata dalla lunga permanenza a San Leonardo.

E ora parliamo dell’opera del team di Anselmo e Ilaria Guerrieri Gonzaga per realizzare in simbiosi con la natura il San Leonardo 2019. Blend di cabernet sauvignon, in maggioranza, con carmenère e merlot, nato così dalla prima annata del 1982, nel 2019 ha goduto di un andamento stagionale favorevole: inverno freddo e con poca acqua, presente invece in abbondanza in primavera ed estate dal caldo misurato con sporadiche piogge. La vinificazione in cemento con fermentazione spontanea, la maturazione in barrique e tonneau di primo, secondo e terzo passaggio per ventiquattro mesi, stessa durata per l’affinamento in bottiglia per un millesimo dal profilo diverso dal precedente (vedi qui), caratterizzato da maggiore potenza e fittezza.

San Leonardo 2019
Vigneti delle Dolomiti Igt
13% vol
È un vino di grande gentilezza ed eleganza che probabilmente porterà per sempre con se quel lato giovanile che oggi emerge tra le maglie della complessità. Da non perdere. Ricco di frutto fresco di ciliegia e amarena, con nette note fiorite di rosa rossa in bocciolo e tratti di arancia rossa. Ecco delicate speziature di pepe rosa e ginepro, con cenni di vaniglia e ancora percezioni succose di lampone e mirabelle rossa. Tocchi di noce di cola e respiri mentolati di macchia, insieme a nuance di peperone verde in contrasto con respiri di grafite e liquirizia evidenziano tutta la profondità del naso, seppur sfrontatamente giovane. Bocca succosa, sapida, dal tannino finissimo, gentile ed elegante, invitante la beva per un equilibrio “stabile” estremo. La ricchezza fruttata e fiorita in bel contrasto con grafite e liquirizia è il tema principale in bocca, dove conferma questa sua gioventù innata.