Il Lison Pramaggiore di Borgo Stajnbech
Esce a due anni dalla vendemmia. Verticale di cinque annate del 150 Lison Pramaggiore di Borgo Stajnbech, vino che ama lo scorrere del tempo
Qui lo chiamano lison, ma basta spostarsi di alcuni chilometri che diventa friulano, sui colli Berici tai bianco e a San Martino della Battaglia tuchì. Tanti nomi per un’uva bianca, leggermente aromatica, il cui vero nome sarebbe sauvignonasse o sauvignon vert. Una varietà di cui l’azienda Borgo Stajnbech, della famiglia Valent (a Belfiore di Portogruaro), è una dei rappresentanti più significativi in questa parte del Veneto.

Quella terra poverissima col suolo di caranto
“Stajnbech nasce una trentina d’anni fa, con l’acquisto dei primi vigneti, – ci racconta Adriana Marinatto – Siamo partiti da zero: senza cantina (costruita nel 1995), senza clienti, solo con un po’ di esperienza in viticoltura ed enologia, perché Giuliano viene da una famiglia di vignaioli”. A oggi gli ettari in produzione sono 18, e la seconda generazione, rappresentata da Medea e Rebecca, figlie di Adriana e Giuliano, la seconda enologa laureata all’Università di Udine, è già scesa in campo. “Pramaggiore è un’area caratterizzata da un suolo molto particolare, il caranto, l’argilla grigia nella quale sono piantati i pali che sostengono Venezia – spiega Giuliano Valent -. È una terra poverissima, ma che dona alle uve una concentrazione straordinaria”. Una certa tradizione bianchista, legata a una cucina regionale di pesce, fa parte del Dna della cantina, e oggi si ritrova perfettamente in linea con le richieste del mercato, che ai vini chiede più bevibilità, leggerezza, e profumi. “Il vino non é più l’alimento di un tempo – sottolinea il produttore -. Oggi gli si chiede di dare emozioni, piacere. Il consumatore di un Lison Classico come il nostro vino é un esperto, ama bere bene. Chi ama il Pinot Grigio lo vuole giovane, ma a un vino come questo chiedono maggiore maturità. Infatti l’ultima annata in commercio è la 2022”.

Lison, vitigno delicato di fiori bianchi e agrumi maturi
La produzione di quest’azienda si compone di numerose etichette di vini sia bianchi che rossi, ma il più importante è il 150 Lison Pramaggiore Docg, che prende il nome dal 150esimo anniversario dell’unità d’Italia, avvenuto nel 2011, lo stesso anno del riconoscimento della Docg. Il lison è un vitigno delicato, con profumi di fiori bianchi e buccia d’agrumi maturi, mentre il gusto ricorda spesso la frutta bianca e gialla, il melone, la pesca, con sfumature di menta fresca. Tra le annate assaggiate, della 2022 ci è piaciuto il gusto rotondo, con ricordi di albicocca, della 2021 la grande eleganza, del 2020 la cremosità. Sorprendente l’annata 2019 con i suoi profumi di pasticceria alle mandorle e di zafferano, il sorso fruttato e di grande persistenza, mentre la 2018 esprime profumi di zafferano che iniziano a virare verso gli idrocarburi e il legno di cedro del Libano (noto anche come cirmolo), mentre in bocca si avvertono spezie dolci. Al di là degli andamenti stagionali, che pure si avvertono, le diverse annate del vino rivelano grande pulizia e una coerenza di stile estremamente rispettosa della varietà. Conclude Giuliano Valent: “In zona siamo stati i primi a uscire con un vino bianco dopo due anni. Non é stato facile, ma alla fine i fatti ci hanno dato ragione. Ora chi conosce il Lison Classico si aspetta un vino più maturo”.