Rarity 2009, una magnifica espressione del Pinot Bianco

Presentazione del Rarity 2009, Pinot Bianco di Cantina Terlano proposto a oltre dodici anni dalla vendemmia

Scrivere Rarity e subito il pensiero va istintivamente a Cantina Terlano, all’unicità dei suoi vini bianchi vinificati in botte grande e successivamente affinati per almeno dici anni sui lieviti fini, in cisterne di acciaio da venticinque ettolitri. La prima annata fu la 1979 e ancora oggi vengono custodite le annate reputate grandi in cui, per ognuna, viene scelto il vitigno più idoneo a rappresentare il potenziale evolutivo. L’enologo Sebastian Stocker, dal 1955 al 1993 kellermeister di Cantina Terlano, intuì dalla fine degli anni Settanta la potenzialità di affinamento dei vini di Terlano, dando vita a quello che da allora si chiama Metodo Stocker.
Quell’intuizione è divenuta una profonda consapevolezza che Terlano rinnova, edizione dopo edizione, attraverso l’emozione della linea Rarity in cui ogni vino che ne fa parte affida al tempo la prova di una longevità da primato. Nei vini Rarity, infatti, è catturata l’identità di Cantina Terlano: la forza del territorio, il vitigno e il tempo che, insieme, permettono al vino di raggiungere lo zenit della sua qualità. La presentazione alla stampa di Rarity 2009 di Cantina Terlano, dedicato al Pinot Bianco, ha permesso degli assaggi comparativi con diverse annate della Riserva Vorberg,

terlano gasser
Klaus Gasser

“Nel mondo i grandi vini sono sempre caratterizzati da longevità, complessità e anima – ci racconta Klaus Gasser, direttore vendite di Cantina Terlano – e questo è esattamente il credo che Cantina Terlano ha sempre coltivato. C’è un filo conduttore che accompagna la storia e permea la filosofia della nostra cantina, ossia il valore attribuito al tempo, alla lentezza e alla decelerazione. Questo tempo prezioso è conservato nei vini di Terlano e trova la sua massima espressività nelle bottiglie dei Rarity.

kofler terlano
Rudi Kofler

“Per Rarity 2009 il compito spetta al pinot bianco -spiega Rudi Kofler, enologo della Cantina -, scelto nelle parcelle del vigneto Vorberg generalmente riservate alla produzione di Rarity. Parcelle identificate per l’altissima qualità organolettica delle uve, che catturano i benefici dell’altitudine (tra i cinquecentocinquanta e i seicento metri) e dell’età delle piante (oltre i cinquanta anni), che affondando le radici nel suolo vulcanico, cogliendone l’identità irreplicabile altrove. Ciò che colpisce di questo vino è la freschezza della sua giovinezza, un elemento che rende il Pinot Bianco oltremodo avvincente nonostante gli anni”.
L’annata 2009 è stata caratterizzata da un andamento climatico regolare. La primavera estremamente mite ha favorito una fioritura precoce. Questo fenomeno, unito alle ottime condizioni climatiche nel periodo estivo e alle alte temperature, ha richiesto una vendemmia anticipata ma ha permesso di portare in cantina uve molto sane e perfettamente mature. Premesse che hanno dato vita a vini di notevole armonia, forza ed eleganza. “Rarity 2009 colpisce per la grande struttura del Pinot bianco. La lenta vinificazione e la lunga strada di affinamento offrono dimensione al vino”, gli fa eco Gasser. Nonostante i tanti anni di affinamento è netta e avvincente la sensazione di freschezza derivante da una sapidità che crea ricchezza di tessitura, lunghezza e profondità. Al palato si scopre una sensazione salina, prerogativa di questo eccezionale vitigno e del terroir, che crea all’assaggio una vibrazione, una tensione gustativa che resta stabile nel tempo. “Le parole – continua poi Gasser – che meglio possono descrivere Rarity 2009 sono eleganza ed equilibrio, come un orologio che scandisce il tempo in senso inverso e regala quella straordinaria sensazione di riappropriarsi della dimensione del tempo come il più grande lusso che possiamo permetterci”.

pinot bianco rarity 2009 terlano

Insomma, un altro capolavoro del dream-team di Cantina Terlano che si presenta in una limitatissima tiratura di tremilatrecento bottiglie da 0,75 che è la capienza delle cisterne in lucido acciaio da venticinque ettolitri (nella foto di apertura la sala delle cisterne Rarity). Il team dell’azienda conosce l’interazione tra le proprietà del suolo e le condizioni microclimatiche di Terlano e contemporaneamente un sistema di alta qualità viticola ed enologica permette ai vini di acquisire ancora più sostanza e sostenere la longevità data dalla natura. Il contenuto minerale del suolo di origine vulcanica, chiamato porfido quarzifero, è responsabile delle caratteristiche qualitative essenziali di longevità, complessità e carattere. “Ciò che rende speciale il nostro terroir, è la posizione del bacino ma anche le diverse altitudini che consentono di coltivare varietà diverse e di trovare la posizione ottimale per ciascuna varietà”, spiega Rudi Kofler, con Cantina Terlano dal 2002. È importante precisare che le viti di pinot bianco, di un’età media di oltre cinquanta anni, sono orientate a sud ottenendo così un’ottima insolazione. A questo si aggiunge, durante il periodo di maturazione delle uve, una variazione di temperature tra giornate calde e notti fresche che consentono di dare ai grappoli un alto tenore zuccherino, un’ampia varietà aromatica e una freschezza alpina.

La degustazione

Abbiamo assaggiato quattro Vorberg Pinot Bianco Riserva, del 2019, 2016, 2014 e 2011, tutti serviti in magnum, e il Rarity 2009, poi li abbiamo abbinati ai piatti scultura dell’executive chef Antonio Guida del Mandarin Oriental a Milano.

pinot bianco vorberg terlano

Vorberg 2019
Alto Adige Terlano Pinot Bianco Riserva Doc
14% vol – residuo zuccherino 0,7g/l
Esordisce con un colore giallo paglierino dai riflessi verdognoli, brillante nel calice. Il naso già con un bouquet ricco e variegato, dai profumi intriganti passa ad aromi fruttati di pesca bianca, mela delizia, un tocco di ananas, poi floreali di ginestra e si conclude con sensazioni di miele, un accenno di pietra focaia e di salgemma. L’ingresso in bocca è verticale, elegante, intenso, fresco e piacevolmente sapido, già di buona persistenza.

astice blu guida
Astice blu

Vorberg 2016
Alto Adige Terlano Pinot Bianco Riserva Doc
14% vola – residuo zuccherino 1,2g/l
In quest’annata è stata fatta le malolattica sul trenta per cento della massa. Dopo un colore paglierino con riflessi dorati, brillante, nel calice sprigiona sensazioni di mele e pere mature, un tocco di gelsomino, per poi virare su un toni di spezie tra cui il pepe bianco, a cui si affiancano sentori di grafite e un nerbo salato. All’assaggio tra le componenti gustative fruttate, aromatiche e salate si ripropone per un vino indubbiamente fresco, poi sapido, morbido, già emozionante e lungo con un retrolfatto molto aromatico, persistente e spiccatamente fresco.

tortelli d'anatra guida
Tortelli d’anatra

Vorberg 2014
Alto Adige Terlano Pinot Bianco Riserva Doc
14% vol – residuo zuccherino 2,7g/l
Dopo un colore già più tendente al dorato decisamente brillante, ha un naso dove la mela e la pesca si sposano con le note citrine del lime, seguite da toni speziati dolci dati dalla maturazione in botte grande, per poi sfumare sulla tipica nota salata, con un tocco di miele a chiudere unito a un respiro floreale. Al palato è senza dubbio armonico, elegante, con una struttura accompagnata da una bella freschezza e sapidità, un retrolfatto da toni boisé e di mela, con la consueta grande persistenza.

Vorberg 2011
Alto Adige Terlano Pinot Bianco Riserva Doc
13,5% vol – Residuo zuccherino 3g/l
Qui il primo contatto è con una tonalità leggermente più dorata del precedente, comunque lucente. Il naso è variegato e speciale dalla mela e della pera matura, un tocco citrino di agrumi, poi aromi di gelatine di cotogna e frutta essiccata, pera, arancia e ananas, cui si affiancano sentori di grafite e un tocco di gelsomino, poi il consueto tocco sapido del territorio. Al palato ha in primo piano la struttura, la freschezza, poi diventa ampio, armonico, salato, morbido, con nel lunghissimo finale un ritorno mela in particolare e di note erbacee.

pollo ficatum guida
Pollo ficatum

Rarity 2009
Alto Adige Pinot Bianco Doc
14% vol – Residuo zuccherino 1,7g/l
Una tonalità giallo paglierino chiaro e lucente con tenui riflessi verdognoli, che potremmo definire oro verde, precede un bouquet, come spesso accade con i Rarity, speciale. Dopo sensazioni di fiori di camomilla e melissa, si affiancano le note di mela cotta, di albicocca essiccata, poi di spezie tra cui la cannella, seguita da cacao e albicocca essiccata. Ma anche toni di crosta di pane, insieme ad aromi di pietra focaia e al consueto tocco salato. Al palato si presenta morbido, con un’acidità ancora vivace che lascia in bocca un gusto integrato in modo ideale dalle note salate, per poi avere nel lunghissimo finale un retrolfatto di mela cotta, cannella.

Pranzo in accompagnamento by chef Antonio Guida

Abbiamo cominciato con astice blu con zabaione al passito di Loazzolo, porro e tè matcha, abbinato all’Alto Adige Pinot Bianco Tradition Doc 2021 in anteprima. Il pranzo è proseguito con i tortelli d’anatra con ginepro e fonduta di pecorino di Pienza, serviti con il Vorberg 2014. Infine, con il nasello al vapore con baccalà mantecato e salsa allo shiso e insieme al pollo ficatum al lime con salsa di cannellini alle alghe abbiamo abbinato sempre il Rarity 2009.

terlano vigna vorberg
Terlano, vigna Vorberg