Casale del Giglio #LazioPreziosoDigital2021

È figlia di un progetto di ricerca e sviluppo, nato nel 1985 con lo stesso nome, che coinvolse le più importanti istituzioni scintifiche

Furono presi a modello le esperienze di territori lontani come Bordeaux, California e Australia per implementare una viticoltura focalizzata sulla qualità, in grado di dare voce a quei suoli così particolari in cui convivono, sabbie, argille, terre calcaree e residui delle eruzioni del Vulcano Laziale. Antonio Santarelli, allora venticinquenne, fu coinvolto dal padre Dino in questa avventura che si riassume in questa frase di Antonio: ” Lo sviluppo futuro della vitivinicoltura Italiana non risiede solamente nel consolidamento dell’immagine di zone dalla grande tradizione, ma anche nel raggiungimento, attraverso opportune scelte viticole ed enologiche, di produzioni di alto livello, caratterizzate dal giusto rapporto qualità-prezzo, in territori ancora poco conosciuti dal punto di vista del loro potenziale qualitativo viticolo ed enologico”.

Al team si unì l’enologo trentino Paolo Tiefenthaler per non lasciare mai più questa avventura. I risultati eccellenti portarono ad autorizzare nel 1990 l’utilizzo di molte altre uve nell’area pontina e quella enorme attività portò in produzione ben 180 ettari di vigneto impiantato a filare e spalliera che generano ben diciannove etichette di vino, tre grappe e anche un olio extravergine di oliva. Dopo il consolidamento dell’azienda partirono altri progetti come quello della riscoperta dell’uva biancolella a Ponza, del bellone nelle vigne prossime al mare di Anzio, del pecorino nel comune di Accumoli a ottocentocinquanta metri di altitudine, non lontano da Amatrice come tutti abbiamo imparato, per produrre un vino base per uno spumante metodo classico non ancora uscito.

Casale del Giglio – Le Ferriere (Lt)
Anthium 2020
Lazio Bellone Igt
Uve: bellone
14% vol

Di un bel giallo limone luminoso, ha un piglio leggiadro e invitante al naso nel porgere un blend “luminoso” che fonde profumi di acacia, camomilla, fiore di sambuco e frangipani con aromi di Limone d’Amalfi, ananas, pesca, mango, pera, gelso, mandarino, albicocca, papaia. E ancora percorsi da sentori di nocciola secca, da note vegetali di fieno, melissa, salvia e timo, da respiri minerali di gesso e pietra calcarea. Ingresso vitale e avvolgente, fresco e salino, morbido e di bella trama, che integra le componenti. In progressione il ritmo acido-sapido aumenta, restando succoso e salato, e la dialettica bilanciata con la componente calorica allunga il retrolfatto che parte polposo di frutto e fiori, con una vena dolce e vivace di limone e si allunga sui minerali, conservando uno stile coinvolgente.
Perfetto in compagnia di paccheri ai gamberi e loro bisque.

anthium bellone casale del giglio