Cecchi, Villa Rosa Chianti Classico Gran Selezione in verticale
Degustazione del grande Sangiovese aziendale, con Andrea Cecchi, patron dell’importante azienda toscana, forte di 130 anni di storia
Chiunque ami il vino conosce il nome Cecchi. In verità per chi non è più giovane una volta l’azienda era legata a vini dal profilo immediato e più facile, vini commerciali come si diceva una volta anche riferendosi alla musica, con un atteggiamento alquanto snob. Avvicinandosi culturalmente al vino a inizio anni Novanta, questa era un po’ la visione dei neo sommelier. Cosa che ho vissuto in prima persona. Poi conobbi da vicino l’azienda e fui ricevuto da Luigi Cecchi, terza generazione alla guida dell’azienda familiare che ha avuto il merito di portarla dal commercio alla viticoltura. Nel 1962 inizia questa avventura per la famiglia Cecchi, quando viene acquisita la tenuta di Villa Cerna. A inizio anni Duemila ebbi la fortuna di salire sul colle della Villa per essere ricevuto da Luigi Cecchi, non posso dimenticarlo. Assaggiai il vino della Villa, la Riserva, in annate vecchie di dieci e venti anni e cominciai a capire cosa animassero lui e i suoi figli, in particolare Andrea Cecchi (nella foto di apertura). Quello spirito di paladini del sangiovese, “di sostenitori di uno stile fatto di carattere e trasparenze non è mai stato abbandonato da Cecchi”, come ricorda Andrea, attuale conduttore della grande realtà italiana. Neanche negli anni Duemila, quando ai rossi si chiedevano colori impenetrabili e strutture impossibili, mentre i Cecchi continuavano a proporre eleganza, grazia e raffinato vigore, ostinatamente per fortuna, anche dopo la scomparsa di Luigi, nel 2004.

Questo legame con il sangiovese ha probabilmente raggiunto la sua vetta nel momento in cui i Cecchi riescono ad acquistare Villa Rosa. Lo suggerì Giulio Gambelli, il maestro storico del sangiovese, compagno di scuola di Luigi, amico di famiglia, scomparso a sua volta nel 2008, non dopo aver insistito con Andrea nel fare acquisire ai Cecchi Villa Rosa, a Castellina in Chianti. Una tenuta di 126 ettari, 30 a vigneto e 15 a oliveto, posta all’interno della cipresseta di Sant’Agnese, una delle più grandi d’Europa, da sempre vitata a sangiovese, condotta tecnicamente per la famiglia Lucherini Baldini proprio da Giulio Gambelli
Un volta acquisita, i Cecchi non hanno potuto non studiare ogni sasso della tenuta per capirne i segreti, con l’intento di non disperdere il patrimonio genetico del sangiovese del luogo. Una parte dei vigneti furono messi in rinnovamento, dando vita al Chianti Classico Ribaldoni, mentre uno dà vita al Chianti Classico Gran Selezione Villa Rosa e gode del recupero del patrimonio genetico della tenuta operato sul vigneto Palagione del 1965.

Chianti Classico Gran Selezione Villa Rosa Docg, la degustazione
È figlio di un unico vigneto, Casetto, posto a 425 metri di altitudine, il più alto della tenuta, e caratterizzato pedologicamente dal galestro. La vinificazione è tradizionale in rosso in acciaio, con una macerazione di quindici giorni e una fermentazione che dura sei giorni. Dopo la malolattica il vino è trasferito in tonneau, dove per le annate 2015 e 2016 è rimasto quindici mesi, per poi maturare tre mesi in cemento e un anno in bottiglie. Dall’annata 2017 il vino è rimasto in tonneau per diciotto mesi, ha maturato dodici mesi in cemento e sei in bottiglia.
2019
14% vol
Bottiglie prodotte: 6.600
Rubino luminoso, è gentile ed elegante di rosa e viola che incontrano ciliegia, marasca, melagrana e granatina, percorse da respiri soavi di foglie di mirto e bacche di ginepro. Coerente nella freschezza al palato, di succosità avvolgente e bella finezza tannica, è caratterizzato da morbidezza e tessitura raffinate. Si ritrova il naso arricchito da una componente scura, che declina pepe, liquirizia e grafite, e da vaghe note fungine, conservando eleganza.
2018
14% vol
Bottiglie prodotte: 2.700
Il rubino del calice ha qualche riflesso granato. Al naso propone subito toni balsamici di menta e alloro che avvolgono il frutto inviante e ciliegioso, dai risvolti melliti, percorso da soffi fioriti in bel contrasto con liquirizia e grafite. Bocca agile e molto succosa, dal piglio sapido, setosa, ricca di frutto, anche croccante, intriso di dolcezze floreali, in una dialettica di chiaroscuri che sviluppa ardesia, liquirizia e grafite, per poi allungare su ciliegia e arancia rossa, con riflessi fungini.
2017
14,5% vol
Bottiglie prodotte: 1.800
Rubino dai riflessi granati, è goloso al naso nella ricca fruttuosità rossa dolce dai riflessi mentolati, invitante di petali appassiti, con cenni di pasticceria alla confetture, tutti vitalizzati da respiri di agrumi rossi. Bocca più sfrontata che negli altri millesimi, anche per un tannino incisivo ma fine, centrata sul frutto con un profilo più scuro, avvolto da toni balsamici che richiamano le caramelle toffee liquirizia e menta.
2016
14% vol
Bottiglie prodotte: 13.000
Cresce il riflesso granato di un vino dal piglio goloso, con intriganti tracce salmastre e umami. Vuole tempo ed ecco i fiori e la succosità del frutto, declinato anche in dolcezze di cotognata in bel contrasto con spunti di liquirizia. In bocca è sapido, succoso, dal tannino incisivo ma ben integrato. Subito si percepiscono note accattivanti di frutto maturo che si distende e si rinfresca gioioso, grazie alla freschezza succulenta che copre la tensione tannica; nel finale si percepiscono anche cenni di salgemma insieme a nuance di sottobosco.
2015
14% vol
Bottiglie prodotte: 13.000
Rubino granato luminoso, al naso è complesso, tra frutto mentolato e cenni inchiostrosi che si evidenziano tra i riflessi più scuri. Riconosciamo marasca, melagrana, bacche di mirto, mora, percorsi da toni di scisto, grafite, liquirizia, pepe che si fondono con le note di crostate alle confetture, tutti percorsi da gentili nuance di petali di fiori freschi e appassiti. Bocca di raro equilibrio, succosa, dal tannino finissimo, giocata sulla dinamica e sull’agilità, per un insieme di grande eleganza e di bevibilità esagerata, lunghissimo di frutto, con tocchi di noce di cola, nuance fungine e respiri vegetali balsamici. Grande assaggio di un vino che si esalta nel tempo.