Ciccio Zaccagnini – Abruzzo – Bererosa 2020

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Cerasuolo d’Abruzzo Myosotis 2019
Doc

Gradazione: 13% vol
Uve: montepulciano
Il vino: assolutamente fedele alla sua genealogia, ripercorre molti dei tratti cui il Montepulciano (rosso) ci ha abituati, dal sottobosco alla profondità delle spezie fino alla frutta scura, rimarcando la parentela anche nella pienezza dell’assaggio. Apre con un conciliante blend di rosa canina, mora e mirtillo franto, seguiti da profili più scuri, tra ricordi ematici e sentori di mineralità ferrosa. Si affacciano, poi, arancia rossa, ribes nero, china, cera d’api, peperoncino e ricordi di assenzio macerato. Sul finale, chiodi di garofano, bacca di ginepro e un raro sentore di tabacco. Piacevole, profondo, intenso ed equilibrio, approccia il palato con una decisa freschezza, cui si giustappone una proporzionata sapidità, che insieme sviluppano un sorso intenso, pieno e lungo. Al retrolfatto rieccheggia l’austera profondità del ribes nero, del propoli e del rabarbaro, stemperate dalla gentilezza della gelée al lampone.
L’abbinamento: perfetto sull’abbacchio allo scottadito.

Cerasuolo d’Abruzzo Il vino del tralcetto 2019
Doc

Gradazione: 12% vol
Uve: montepulciano
Il vino: “l’apparenza inganna”, recita un proverbio pienamente confermato da questo vino, la cui trasparenza cromatica potrebbe indurre a pensare ad un profilo esile e snello. L’assaggio racconta una storia esattamente speculare, fatta di sorprendenti esplosioni di gusto e aromi. Bel rosa cerasuolo che ricorda la polpa della melagrana. Per come si presenta alla vista, regala imprevedibili sensazioni di rabarbaro, liquirizia grezza e semi di finocchio. Si apre, poi, su note di melagrana, anice, macchia mediterranea e intense intermittenze di menta. Sul finale, sorprende con tocchi di seme di papavero, peperoncino e quest’idea di pietra focaia appena usata per innescare un falò. La freschezza la fa da padrona sin dal principio, lasciando intravedere un enorme potenziale prospettico, considerata anche la categoria. Al sorso raggruppa sapori di ogni etnia, rievocando l’arancia tarocco, melagrana, ribes e lampone da un lato, liquirizia e rabarbaro dall’altro.
L’abbinamento: bene insieme a dei filetti di pesce spada in crosta di pistacchio.

 

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Francesco D'Agostino

editor


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