Clematis Ciccio Zaccagnini

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La gioia del viandante

C’è sempre commozione negli occhi e nelle parole di Marcello Zaccagnini quando parla dei suoi vini, quando riceve i continui elogi e riconoscimenti. E non è storia di un giorno. Da quella prima bottiglia di Montepulciano venduta nel 1978 – un tempo per l’enologia così lontano -, da quei primi incoraggianti passi verso il successo, quando ancora in azienda c’era il padre Ciccio, il fulcro della sua vita è stato il vino, ma in una dimensione di così ampio respiro, che ben presto l’ha avvicinato all’arte e agli artisti, fino a rendere l’intera splendida azienda una cantinamuseo, dove ogni anno vengono organizzati premi e incontri internazionali.

Non si fatica a capire perché il vignaiolo di Bolognano nella sua inarrestabile ascesa non smetta di stupire attraverso la melodia delle sue creature. E si ripete l’incanto nei calici di Clematis, già vino dell’emozione in Passiti d’Italia 2008. Se da una parte Zaccagnini continua la nobile tradizione dei vini passiti della zona casauriense, dall’altra esprime nella forza del rosso una speciale e unica densità di emozioni e memorie sensoriali, la stessa che sotto altre forme pervade molti dei suoi vini, fatta di sensazioni preziose, simili ai ricordi, e di sensibilità: un filo sottile che unisce uomo e natura, un gioco di forza e dolcezza. Un vino assoluto. “Non è stato facile domare la durezza del Montepulciano, adattandola al contesto zuccherino – rivela l’enologo Concezio Marulli -, ma dopo tante prove il sogno è diventato realtà ed è nato Clematis”, quel fiore che la tradizione chiama gioia del viandante.

Cresce nel cuore delle sue vigne, grazie all’esposizione a sud e ai benefici venti. Come per altri passiti quando la concentrazione in zuccheri nelle uve ha raggiunto circa il 22%vengono incisi i tralci lasciando esposte a sole e vento le bacche fino a oltrepassare il 30%. Quindi in cantina si lasciano a macerare nel mosto per poi cedere al delicato e alchemico lavoro dei lieviti. Seguono filtrazione, maturazione in carati nuovi da cinquanta litri di rovere francese per tre anni e…bottiglia, bottiglia, ancora bottiglia. In attesa di nuove emozioni da sollecitare, di memorie da risvegliare, di gioia da regalare. Chissà come si sente l’ideatore di tanta soave dolcezza, fiera come la terra d’Abruzzo, nel sapere che a ogni bottiglia stappata il suo sogno incontra quello di un altro e diventa realtà,  pura, sublime, magnifica.

 

CLEMATIS 2005

COLLINE PESCARESI

PASSITO ROSSO IGT

Subito grande, fin da quando gli occhi incontrano il rosso rubino violaceo e denso nel calice. Il naso, ampio e intenso, complesso e intrigante, raffinato e gioioso si dispiega sui sentori di frutta rossa e fiori appassiti dai riconoscimenti infiniti. Mora, ciliegia, amarena, marasca, prugna, declinate in ogni forma. Seguono spezie eleganti di noce moscata, cannella, curry, chiodi di garofano, zenzero che virano in cioccolato, poi in visciola sotto spirito, per arrivare a nocciola tostata, a mandorla pralinata, passando per chiare percezioni di tabacco, menta, liquirizia e…il susseguirsi di ricordi invita a non abbandonare il bicchiere. Complice la bocca che si presenta morbida, con trama tannica imponente, raffinata, non invasiva, completamente integrata e con una grassezza ritmata che riempie tutto il cavo orale. L’equilibrio perfetto sollecita ritorni olfattivi ampi e assortiti sulle note fruttate e speziate del naso, con toni balsamici rinfrescanti e una persistenza infinita. Da accompagnare a salame di cioccolato e noci o più audacemente a formaggio Stilton.

 


 

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Enrico Pozza

enrico


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