Cortaccia Rossa. La tenzone tra 5 tagli bordolesi di Cortaccia e altrettanti di Bolgheri

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Seconda edizione di Cortaccia Rossa, il confronto tra i grandi rossi della zona altoatesina con quelli di altri terroir

di Giovanna Moldenhauer

 

Seconda edizione di Cortaccia Rossa, il confronto tra i grandi rossi della zona altoatesina con quelli di altri terroir

 

I produttori altoatesini avevano già realizzato una precedente sfida, comparando loro vecchie annate con quelle di aziende francesi dei comuni di Saint Emilion, Margaux, St.Estèphe, Pauillac (a Bordeaux), spaziando dal millesimo 1995 sino alla più recente 2003. Competizione vinta allora da quattro dei cinque produttori altoatesini che hanno occupato le posizioni ai vertici della graduatoria. Ecco ora una nuova sfida

È necessario premettere brevi presentazioni delle aziende, da entrambe le parti, e dei vini portati alla competizione dai produttori altoatesini.

Gli sfidanti

Peter Dipoli tra gli organizzatori e ideatori di Cortaccia Rossa, presenta le aziende vinicole di Cortaccia e i loro tagli bordolesi.

 

Alfonso Barone Widmann, nonno dell’attuale proprietario Andreas, frequentò alla fine dell’Ottocento la scuola agraria di San Michele all’Adige e, con molta probabilità, portò le prime barbatelle di cabernet franc e cabernet sauvignon a Cortaccia. Infatti in un libro di cantina dell’anno 1903, Widmann cita queste due varietà. L’azienda non ha mai smesso di vinificare almeno una parte delle uve di proprietà, cominciò a imbottigliare la propria produzione nel 1983, periodo nel quale la conduzione dell’azienda era già nelle mani di Andreas Widmann. Per il Cabernet Sauvignon Auhof dell’anno 1997, primo anno di produzione, l’azienda ha ricevuto i 3 Bicchieri dal Gambero Rosso, confermando il potenziale qualitativo di questa varietà nel territorio di Cortaccia. Oltre all’Auhof, imbottigliato soltanto nelle annate meritevoli, l’azienda produce la cuvée Rot, a base di Merlot, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon. Nelle annate meno felici alla cuvée vengono accorpate le uve destinate all’Auhof.

Vigneti a Cortaccia

Nel 1900 viene fondata la Cantina Kurtatsch, che tuttora vinifica la parte più consistente delle uve prodotte sul territorio comunale, dove attualmente vengono coltivati circa 24 ettari tra cabernet franc e sauvignon, e circa 15 ettari di merlot. Nel 1968 venne imbottigliato il primo Cabernet. La svolta qualitativa, avvenuta negli anni Ottanta in Alto Adige, ha portato i suoi frutti anche in questa cantina; infatti i vitigni bordolesi hanno ottenuto riconoscimenti importanti con il Cabernet Sauvignon Freienfeld 1990 e il Merlot Brenntal 1995, entrambi 3 Bicchieri Gambero Rosso. Oltre a questi due vini Cantina Kurtatsch produce una cuvée bordolese denominata Soma (prima annata 1998) a base di merlot (70%) e cabernet franc. Nelle annate problematiche si rinuncia alla produzione del Cabernet Sauvignon Freienfeld e il vino confluisce nel Cabernet Riserva Kirchhügel.

Altro produttore storico è Tiefenbrunner, la cui azienda è situata in località Niclara. Tra i suoi vini più prestigiosi possiamo citare il Cabernet Sauvignon Riserva Linticlarus, prodotto soltanto in annate particolarmente favorevoli e la cui prima annata risale al 1967. Nel confronto con Bolgheri Tiefenbrunner ha presentato la Cuvée Cabernet-Merlot Linticlarus, prodotta sin dal 1995. A partire dall’annata 2015 il Cabernet Sauvignon Riserva Linticlarus sarà sostituito dal Cabernet Sauvignon Vigna Toren.

Nel 1998 il vignaiolo Gert Pomella di Tenuta Milla inizia a vinificare le proprie uve nella cantina situata in località Milla. La prima annata imbottigliata è il Milla 1999, uvaggio bordolese con prevalente presenza di merlot e cabernet franc. Da allora il Milla nasce soltanto nelle migliori annate. Pomella inoltre dal 2004 produce anche l’uvaggio bordolese Centa con 70% cabernet franc e 30% merlot.

Peter Dipoli inizia l’attività di viticoltore nel 1987, vinificando nel 1990 la sua prima annata di Sauvignon Voglar, seguito nel 1995 dall’uvaggio bordolese Iugum. Nel 2003 Dipoli acquista una piccola vigna in località Frauenriegel, dalla quale produce a partire dall’annata 2006 un uvaggio a base di merlot e cabernet franc.

 

I duellanti

Le cinque cantine bolgheresi che hanno aderito alla sfida Cortaccia Rossa hanno avuto nell’enologa Graziana Grassini un’ambasciatrice del loro territorio

 Cà Marcanda è la cantina bolgherese di proprietà di Angelo Gaja dal 1996. La costruzione della nuova cantina è stata interamente diretta dall’architetto Giovanni Bo, suo storico collaboratore, utilizzando unicamente materiali reperiti durante gli scavi per dare al progetto un’armonia con la natura. Gaja ha scelto di rispettare i caratteri più tradizionali della viticoltura locale sui 100 ettari di proprietà, realizzando Camarcanda vino di punta composto da merlot 50%, cabernet sauvignon 40%, cabernet franc 10%, che affina 18 mesi in barrique e poi altri 12 in bottiglia.

 Grattamacco nasce nel 1977 sulla sommità di una collina affacciata sul mare tra Castagneto Carducci e Bolgheri a 100 metri s.l.m., in una zona particolarmente vocata per la produzione di grandi vini rossi. La sua posizione le permette di godere di un clima asciutto, mite, con notevoli escursioni termiche sopratutto alla fine dell’estate. L’azienda, che ha 25 ettari impiantati a vigneto, con un’età media di circa 25 anni, 5 ettari a oliveto con l’area rimanente coperta da boschi, segue i criteri della coltivazione biologica garantita e certificata. Composto da cabernet sauvignon 65%, merlot 20%, sangiovese 15%, il Grattamacco esegue la fermentazione alcolica in tinelli di legno tronco conici aperti mentre la fermentazione malolattica avviene in barrique. L’invecchiamento prosegue per 18 mesi in barrique di primo e di secondo passaggio per poi affinare minimo altri 12 in bottiglia.

La Tenuta Guado al Tasso sita sulla costa toscana vicino a Bolgheri, ha 300 ettari che si trovano al centro del cosiddetto anfiteatro bolgherese dove morbide colline circondano la piana degradando fino al mare. Guado al Tasso, vino bandiera, dopo una prima cernita dei grappoli arrivati da una vendemmia manuale, seguita da quella degli acini migliori, ha una vinificazione parcellizzata per singoli appezzamenti. Dopo la fermentazione e macerazione in acciaio, passa in barrique di rovere francese dove esegue la malolattica e rimane per un anno sino all’assemblaggio delle migliori selezioni. In seguito il vino viene rimesso in legno per altri 6 mesi prima dell’imbottigliamento. Il millesimo 2013 è composto da cabernet sauvignon 63%, merlot 25%, cabernet franc 10% e petit verdot 2%. Il 2007 da cabernet sauvignon 57%, merlot 30%, cabernet franc 10% e petit verdot 3%.

Vigneti di Ornellaia

Fu nel 1981 che il marchese Lodovico Antinori, cugino di Piero Antinori, fondò la Tenuta dell’Ornellaia, nel cuore di Bolgheri, a pochi chilometri dalla costa mediterranea. La filosofia dell’azienda di proprietà della famiglia Frescobaldi, nei suoi quasi cento ettari vitati, è focalizzata sulla qualità. Dopo una raccolta manuale con maniacale selezione delle uve, una doppia cernita dei grappoli, si vinificano le parcelle separatamente. Dopo la fermentazione in tini di acciaio, la malolattica svolta principalmente in barrique, per il 70% nuove e 30% di secondo passaggio, il vino dopo 12 mesi viene assemblato e quindi reintrodotto nelle barrique dove trascorre altri 6 mesi prima di riposare in bottiglia per ulteriori 12 mesi. L’annata 2013 è composta da 45% di cabernet sauvignon, 38% merlot, 10% cabernet franc, 7% petit verdot. Il 2007 da 55% cabernet sauvignon, 27% merlot, 14% cabernet Franc, 4% petit verdot.

La Tenuta San Guido prende il nome da San Guido della Gherardesca vissuto nel XIII secolo. Si trova sulla costa Etrusca tra Livorno e Grosseto, nella Maremma resa celebre dai versi di Giosuè Carducci e si estende per 13 chilometri dal mare fin dietro le colline. I vigneti della Tenuta si estendono su una superficie complessiva di circa 90 ettari e sono suddivisi in zone scelte per le particolari caratteristiche sia di esposizione che di composizione del terreno. Il Sassicaia, vino nato da un’idea di Mario Incisa della Rocchetta, da vigneti impiantati nel 1944, è stato vinificato dal 1948 al 1967, per uso strettamente privato, arrivando al suo debutto solo nel 1968. Negli anni seguenti la cantina venne trasferita in locali a temperatura controllata, tini d’acciaio rimpiazzarono i tini di legno per la fermentazione, e le barrique francesi vennero introdotte per l’invecchiamento. Dopo essere stato citato come sottozona nel disciplinare di produzione del 1994, ha ottenuto nel 2015 la Doc Bolgheri Sassicaia, una denominazione a sé stante. La sua vinificazione avviene in acciaio a temperatura controllata, talvolta senza aggiunta di lieviti esterni, con macerazione media di circa due settimane sia per il cabernet franc che per il cabernet sauvignon con frequenti di rimontaggi dei mosti. Malolattica in acciaio. Dopo l’affinamento in barrique di rovere francese per 24 mesi, passa in vetro per un ulteriore riposo prima della commercializzazione. Entrambi i millesimi sono composti da 85 % di cabernet sauvignon e 15 % di cabernet franc.

 

Gli assaggi della tenzone

Ecco i vini delle due batterie con commenti e i punteggi, espressi in centesimi, sia personali che quelli frutto della media dei voti assegnati a ogni vino dai membri della giuria, composta da giornalisti di settore, responsabili di guide in compagnia dei produttori altoatesini che hanno realizzato il concorso. Sono poi evidenziati i primi quattro piazzamenti delle due batterie.

 Annate 2012 / 2013

1 – Riserva Brenntal 2013 – Cantina Kurtatsch – Un taglio bordolese dal naso espressivo, dall’assaggio equilibrato. Abbiamo dato 88 ed è risultato con il voto complessivo 87.

2 – Camarcanda 2013 – Ca’ Marcanda – Profumi di frutta rossa, 
con leggere note verdi, bocca morbida ed espressiva. Abbiamo dato 90 ed è risultato con il voto complessivo 88.

3 – Riserva Linticlarus Cuvée 2013 – Tiefenbrunner – Per il momento il più equilibrato sia al naso più espressivo che in bocca per l’equilibrio. Abbiamo dato 92 ed è risultato con il voto complessivo 89. 4° classificato

4 – Ornellaia 2013 – Tenuta Ornellaia – È stato necessario attendere che si aprisse. Dopo un inizio olfattivo fruttato sono seguite note speziate e balsamiche. La bocca ha un equilibrio tra tannini e freschezza. Abbiamo dato 92 ed è risultato con il voto complessivo 90. 2° classificato

5 – Guado al Tasso 2013 – Tenuta Guado al Tasso – Indubbiamente per il momento il migliore sia nella degustazione olfattiva, con note di frutta matura, poi spezie, erbe aromatiche e una nota mentolata, sia gustativa, ben equilibrata. Abbiamo dato 92 ed è risultato con il voto complessivo 92. – 1° classificato

6 – Grattamacco 2013 – Podere Grattamacco – Leggermente meno espressivo al naso, ma con un ottimo equilibrio nel complesso. Abbiamo dato 89 ed è risultato con il voto complessivo 90. 3° classificato

7 – Sassicaia 2013 – Tenuta San Guido – La bocca più matura, appena sgraziata, è salvata da un naso di frutta molto matura, da note speziate. Abbiamo dato 85 ed è risultato con il voto complessivo 80.

8 – Iugum 2012 – Peter Dipoli – Note verdi abbinate a frutta rossa matura e spezie. Bocca di ottimo equilibrio. Abbiamo dato 91 ed è risultato con il voto complessivo 89.

9 – Centa 2012 – Tenuta Milla – Profumi non particolarmente sviluppati, assaggio di buon equilibrio, ma non particolarmente emozionante. Abbiamo dato 88 ed è risultato con il voto complessivo 83.

10 – Auhof 2012 – Baron Widmann – Meglio al naso dai profumi diversificati, con accenni terziari, rispetto alla bocca squilibrata dall’alcolicità. Abbiamo dato 89 ed è risultato con il voto complessivo 87.

 

Annate 2007-2009

1- Auhof 2009 – Baron Widmann – Un colore più evoluto, naso con frutta surmatura, spezie, assaggio morbido di media persistenza. Abbiamo dato 90 ed è risultato con il voto complessivo 88.

2 – Sassicaia 2009 – Tenuta San Guido – In generale più evoluto sia al naso che in bocca, ma con un complessivo equilibrio. Il colore ancora bello. Abbiamo dato 91 ed è risultato con il voto complessivo 88.

3 – Riserva Brenntal 2007 – Cantina Kurtatsch – Colore più profondo, note terziarie più evidenti, bocca con tannini appena più ruvidi. Abbiamo dato 89 ed è risultato con il voto complessivo 89. 3° classificato

4 – Iugum 2007 – Peter Dipoli – Di nuovo un colore profondo, dotato di un buon equilibrio gustativo, con tannini presenti. Abbiamo dato 92 ed è risultato con il voto complessivo 89.

5 – Camarcanda 2007 – Ca’ Marcanda – Il colore rimane profondo, vivo. Il naso più sfaccettato dei precedenti, bocca equilibrata con ottima persistenza. Abbiamo dato 91 ed è risultato con il voto complessivo 87. 4° classificato

6 – Riserva Linticlarus Cuvée 2007 – Tiefenbrunner – Come il precedente ha un naso complesso, un assaggio equilibrato con tannini di nuovo in evidenza ma comunque setosi. Abbiamo dato 92 ed è risultato con il voto complessivo 90. 2° classificato

7 – Centa 2007 – Tenuta Milla – Un naso non particolarmente interessante con note terziarie evidenti, una bocca abbastanza equilibrata ma è il meno persistente per il momento. Abbiamo dato 85 ed è risultato con il voto complessivo 81.

8 – Guado al Tasso 2007 – Tenuta Guado al Tasso – I profumi virano da subito su più frutta tra sotto spirito e in marmellata, note balsamiche e mentolate. L’assaggio ha tannini presenti in un generale equilibrio. Abbiamo dato 91 ed è risultato con il voto complessivo 87.

9 – Ornellaia 2007 – Tenuta Ornellaia – Rispetto al precedente le note di frutta a bacca nera sono ancora più evidenti accompagnate da note di spezie e balsamiche. In bocca ha un tannino particolarmente vellutato e levigato, persistenza con ritorno balsamico. Abbiamo dato 93 ed è risultato con il voto complessivo 91. 1° classificato

10 – Grattamacco 2007 – Podere Grattamacco – Degustazione olfattiva meno ridondante del precedente a partire da una tonalità rosso rubino con unghia granata di maggiore trasparenza. Un buon equilibrio anche nell’assaggio. Abbiamo dato 89 ed è risultato con il voto complessivo 87.

 

La nostra personale classifica

Dalla prima batteria:

1 – 92 / 100 Guado al Tasso 2013 – Tenuta Guado al Tasso

2 – 92 / 100 Riserva Linticlarus Cuvée 2013 – Tiefenbrunner

3 – 91 / 100 Iugum 2012 – Peter Dipoli

 

Dalla seconda batteria:

1 – 93 / 100 Ornellaia 2007 – Ornellaia

2 – 89 / 100 Riserva Brenntal 2007 – Cantina Kurtatsch

3 – 91 / 100 Camarcanda 2007 – Ca’ Marcanda

 

In generale le etichette di Bolgheri sono state denotate da una maggiore potenza espressiva, una maturità del frutto più marcata. Quelli di Cortaccia sono stati più fini, in genere con un buon equilibrio gustativo tra tannini e freschezza.

Se nella prima batteria la vittoria di Bolgheri è stata netta, con il vino di Tiefenbrunner a difendere il suo territorio, nella seconda il confronto è stato ad armi più smussate, grazie all’evoluzione in bottiglia, con il vino Linticlarus balzato al secondo posto della classifica con i relativi punteggi espressi in centesimi, frutto della media dei voti assegnati a ogni vino dai membri della giuria.

L’ultimo posto di Tenuta San Guido nell’annata 2013 è dovuto a problemi di tappo e alla scelta, da parte degli organizzatori, di riunire ogni vino, di ogni azienda e millesimo, in magnum con cui effettuare il servizio.

In conclusione gli appassionati dei tagli bordolesi potranno ampliare la loro scelta con i vignaioli di Cortaccia, produttori di ottimi vini con un interessante rapporto tra la qualità e il prezzo.

 

Crediti fotografici: Giovanna Moldenhauer

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