Feudo Stagnone, la forza del luogo
Feudo Stagnone è il marchio territoriale di Cantine Birgi: vino, ospitalità, ristorazione nella Riserva dello Stagnone, ovvero saliturismo
È la laguna più vasta della Sicilia, una riserva naturale più unica che rara che racchiude anche quattro isole (tra cui quella di Mozia, antica colonia fenicia). Per la gente del posto però è semplicemente “lo Stagnone”. Un pezzo di mare poco profondo (uno-due metri, ma spesso anche solo cinquanta centimetri nel territorio del comune di Marsala (Tp), che ancora oggi ospita attività tradizionali come la pesca e soprattutto l’estrazione del sale marino, a oggi unico sale italiano a denominazione d’origine protetta. Ed è lo Stagnone il protagonista principale dell’evento Trame di Vino, giunto alla sua seconda edizione e organizzato da Cantine Birgi con l’intento di lanciare il brand territoriale Feudo Stagnone.

Cantine Birgi
È una cooperativa fondata nel 1960 a Marsala, in Contrada Birgi Nivaloro, nel cuore della Riserva Naturale dello Stagnone. Dagli iniziali dieci fondatori, oggi conta ottocento soci e un patrimonio viticolo complessivo di duemilacinquanta ettari, principalmente all’interno della provincia di Trapani. Una parte significativa di questi vigneti, oltre quattrocentocinquanta ettari, pari a circa il 60% della produzione viticola della laguna, si trovano proprio in quest’area. “La nostra azienda si trova immersa nel territorio dello Stagnone, un contesto meraviglioso dal punto di vista pedoclimatico – spiega Giuseppe Figlioli, enologo e direttore tecnico delle cantine –. Qui la natura compie il suo percorso trasferendo al vigneto tutte le caratteristiche del microclima e della straordinaria biodiversità che insiste su questo territorio. Sono elementi che accarezzano gli acini e che ritroviamo poi nel vino”. I vigneti crescono su suoli sabbiosi, calcarei e limoso-argillosi, caratterizzati da una ricca presenza di minerali come potassio e magnesio, e per gestirli la cantina fa ricorso a una viticoltura di precisione: monitoraggio avanzato, scelta del momento della raccolta, valorizzazione della biodiversità locale. Tutto questo si traduce in una serie di vini destinati al canale Ho.Re.Ca. che si distinguono per un’interpretazione contemporanea, in linea con le aspettative del consumatore di oggi. Rispetto alla linea storica dei vini di Cantine Birgi infatti, i vini a marchio “Feudo Stagnone” sono prodotti soprattutto con vitigni locali coltivati nell’area della Riserva (grillo, catarratto, grecanico, zibibbo, perricone, nero d’Avola) e mostrano un inconfondibile profilo sapido, fresco e mediterraneo, come ci si aspetterebbe da uve coltivate a pochi metri dal mare.

Saliturismo
“Feudo Stagnone” però non è solo vino ma, come detto, vuol essere anche un modo di comunicare e far vivere la straordinaria unicità del luogo: “Quando traduci il nome di un territorio in un brand, promuovi tutto ciò che quel territorio rappresenta –continua Figlioli –. Non soltanto il vino, ma anche l’ospitalità, la ristorazione, i B&B, gli hotel e tutti gli operatori che contribuiscono alla sua crescita”. È la nuova dimensione dell’enoturismo, che al vino come unico e solo protagonista dell’esperienza, sostituisce il suo territorio. In questo caso perciò non si parla solo di eno-turismo, ma anche di saliturismo: un modello di turismo esperienziale che unisce la cultura enoica a quella millenaria del sale marino.

“Come azienda offriamo agli appassionati tre diverse esperienze – continua l’enologo –. Una è l’attraversamento in barca della laguna alla scoperta delle sue piccole isole, un viaggio sensoriale tra mulini a vento, saline storiche e tramonti spettacolari. La seconda è la degustazione all’interno del vigneto, dove facciamo assaggiare i nostri vini accanto ad altri prodotti agroalimentari tipici di questa zona. La terza è l’esperienza di cantina, con la visita all’azienda e il racconto di quello che facciamo”. Facendo tutte e tre queste esperienza il visitatore può così avere una visione d’insieme di territorio, ambiente viticolo e ambiente di cantina. E il cerchio si chiude.