Horto, Niederkofler lascia a fine anno
Dal 31 dicembre 2026 si chiude la collaborazione tra Horto e Niederkofler. E c’è già chi parla del nome che potrebbe prenderne il posto.
Horto comunica che la collaborazione con Norbert Niederkofler terminerà il 31 dicembre 2026, come previsto dagli accordi iniziali. Dopo quattro anni e due riconoscimenti MICHELIN, il ristorante milanese apre una nuova fase: tra le indiscrezioni sul futuro, c’è il nome di Mauro Colagreco.

L’Ora Etica, la filosofia nata tra Dolomiti e Milano
Si chiude un capitolo fondamentale nella storia del ristorante, che ha accompagnato la nascita, lo sviluppo e l’affermazione di Horto nel panorama dell’alta ristorazione milanese e italiana. Fin dalle origini Norbert Niederkofler, nel ruolo di Head of Culinary Strategy, ha contribuito a definirne l’identità gastronomica, trasferendo nel progetto i principi e le metodologie maturati in carriera e alla base della filosofia Cook the Mountain. Pioniere di una cucina fondata sul rapporto con il territorio molto prima che la sostenibilità diventasse un tema centrale, lo chef ha portato nel cuore di Milano lo stesso principio nato tra le Dolomiti: partire dal luogo, dalle stagioni e dalle persone che lo abitano, lasciando che siano questi elementi a determinare le scelte della cucina. A Milano cambia il paesaggio, non il metodo. Da questa visione nasce L’Ora Etica, filosofia fondante di Horto, frutto dell’incontro tra quella del co-fondatore e CEO Diego Panizza e quella di uno chef che fa della sostenibilità il proprio marchio professionale. Si basa sulla valorizzazione di prossimità, stagionalità e biodiversità e ha guidato lo sviluppo del progetto fin dalla sua nascita, definendone visione, scelte produttive e relazione con il territorio. La prossimità non si misura soltanto in distanza, ma in tempo: un’ora è il raggio entro il quale si costruisce la rete dei produttori, ma anche il tempo necessario per conoscerli, instaurare relazioni dirette e comprenderne il lavoro.

La qualità a non oltre 100 km di distanza
Una regola semplice, «vicino c’è tutto», che si traduce in ingredienti provenienti entro circa cento chilometri dal ristorante e in una cucina scandita dalla disponibilità dei prodotti e dal loro naturale ciclo stagionale. Un percorso che ha consentito a Horto di raggiungere importanti traguardi sin dai primi anni di attività: a poco più di un anno dall’apertura sono arrivate la Stella MICHELIN, la Stella Verde e altri riconoscimenti a conferma della qualità della proposta gastronomica ed anche dell’impegno verso la sostenibilità. Elemento centrale del lavoro di Niederkofler è anche la formazione: trasmettere conoscenze e metodo significa, nella sua visione, creare le condizioni perché una nuova generazione di cuochi e professionisti possa crescere, assumersi responsabilità e sviluppare nel tempo una propria strada. A Horto questo percorso ha coinvolto l’intera squadra, accompagnandola in una continua crescita professionale.

Una nuova fase, tra continuità (e indiscrezioni)
In questi quattro anni Horto si è progressivamente affermato come una delle realtà più riconoscibili del panorama gastronomico milanese, grazie a un progetto che integra cucina, ospitalità, design e una profonda connessione con il territorio. Una crescita guidata dai principi della propria filosofia, che continuano a rappresentare il fondamento culturale e valoriale del ristorante. Con la fine dell’anno, insieme all’incarico di Niederkofler, si concluderà anche la sua responsabilità sulla strategia gastronomica, sullo sviluppo dei menu e sulle scelte di cucina. La brigata di sala, di cucina e tutta la squadra di Horto è invece confermata e continueranno ad avere un ruolo centrale nello sviluppo del ristorante, valorizzandone identità, eccellenza e principi fondanti. Diego Panizza, co-founder e CEO di Horto saluta lo chef altoatesino con parole di profonda stima «a Norbert va il nostro più sincero ringraziamento per lo straordinario contributo professionale e umano che ha dato a Horto fin dalla sua nascita». Nel suo ruolo, ricorda, ha accompagnato il progetto nella fase fondativa, contribuendo in modo determinante a definirne identità, visione e posizionamento. Niederkofler, chef patron di Atelier Moessmer, ringrazia gli imprenditori che hanno riposto in lui la fiducia fin dagli inizi aggiungendo «Horto ha raggiunto una maturità che gli permette di proseguire autonomamente».
E dal primo gennaio 2027, chi dirigerà la cucina di Horto? Nelle note stampa che ci sono arrivate, non è stato dichiarato il nome del successore di Nieferkofler ma da giorni circolano indiscrezioni: a raccogliere il testimone potrebbe essere Mauro Colagreco, chef del Mirazur di Mentone. Al momento però, non ci sono conferme ufficiali.