#Iltempodelvino – Marramiero Brut, la forza di un progetto di alta qualità in Abruzzo

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È lo spumante più importante della regione e compete con i migliori d’Italia. Nasce negli anni Novanta con l’obiettivo di essere un prodotto eccellente. È diventato uno dei fiori all’occhiello dell’azienda di Rosciano, una espressione top e di grande personalità delle bollicine metodo classico italiane

Di Francesco D’Agostino

Era il 2002 quando per la prima volta ci trovammo a degustare il Brut di Marramiero, durante una sessione di degustazione della prima edizione della nostra guida Sparkle – il cui nome allora era Bere Spumante. Forse perché dall’Abruzzo non ci aspettavamo molto, visto che non c’era e non c’è una tradizione spumantistica condivisa, ma rimanemmo stupiti e ci trovammo a posizionare il vino subito a ridosso dei migliori della fascia subalpina, in sostanza tra i primi venti spumanti d’Italia. Delle duecentotrentadue etichette recensite su quasi cinquecento assaggi, ne premiammo dieci con le 5 sfere e nove si fermarono a 4 sfere e mezza. Il Brut di Marramiero era nel gruppetto delle nove inseguitrici. Un risultato veramente sorprendente per noi all’epoca, ma totalmente giustificabile grazie alla conoscenza del progetto che abbiamo acquisito con il passare delle stagioni. In realtà siamo stati “piuttosto fiscali” ancora per qualche anno nelle nostre valutazioni di questa etichetta, fino ad arrivare ad assegnare finalmente le 5 sfere con l’edizione 2011 della guida, per poi confermarle in ogni uscita successiva.

Giocoforza, le aziende che non appartengono a movimenti produttivi territoriali faticano molto per far capire alla critica e ai consumatori il loro progetto, ancor di più se decidono di cimentarsi nella declinazione del blend chardonnay-pinot nero. In realtà i consumatori, grazie a ristoratori ed enotecari avveduti, hanno accolto quasi immediatamente con piacere la proposta di Marramiero, consentendone lo straordinario risultato che ha ottenuto. Infatti, al Brut si è aggiunto, con la vendemmia 2007, il Rosé Brut, commercializzato per la prima volta a fine 2011. Nell’edizione 2012 di Sparkle Marramiero fa la doppietta, 5 sfere sia al Brut che al Rosé Brut. Per quel che ci riguarda, è stata la definitiva consacrazione di una produzione spumantistica abruzzese di livello mondiale, la pietra angolare su cui l’Abruzzo dovrebbe costruire un movimento spumantistico di carattere invece di scimmiottare il Prosecco Doc con passerina e cococciola.

Il progetto di casa Marramiero sta per festeggiare i venticinque anni dalla sua nascita, quando lo spumante italiano secco aveva una posizione abbastanza marginale, si era lontani dai bei clamori modaioli odierni, e le bollicine italiane di qualità erano un prodotto per veri appassionati che condividevano una naturale convinzione che nel Bel Paese se ne potessero realizzare di molto buone. La stessa ferma opinione, condita da un trasporto inarrestabile, che ci spinse qualche anno dopo a realizzare la nostra guida.

 

Memorie dell’assaggio

Enrico Marramiero, proprietario

Siamo andati in azienda ad effettuare il nostro assaggio, chiedendo un viaggio a ritroso che saltasse le vendemmie più recenti. Il Brut di Marramiero è uno spumante ottenuto con seconda fermentazione in bottiglia; è figlio delle uve e del vino base di un’unica vendemmia anche se non riporta il millesimo in etichetta. In retro etichetta è sempre indicato l’anno di sboccatura e spesso anche la stagione; non trovate invece le lunghezza del periodo di permanenza sui lieviti prima della sboccatura.

Antonio Chiavaroli, direttore

Alla nascita dell’etichetta l’azienda decise di tenere il vino in bottiglia sui lieviti per trentasei mesi mentre oggi si è arrivati a cinquanta. Occorre mettere l’accento su questo aspetto perché è uno dei parametri che possono fare la differenza nelle qualità di una bottiglia, posto che ci sia una materia prima di altissimo livello, idonea alla lunga permanenza. Considerate che nel 90% dello spumante in commercio in Italia, Franciacorta e Trento inclusi, la media è più vicina ai ventiquattro mesi. Insomma, un aspetto primario nella stesura del progetto di Marramiero.

 

Abbiamo cominciato il nostro assaggio dallo spumante “più giovane”, figlio della vendemmia 2011, sboccato nel 2016, per arrivare a una bottiglia sboccata nel 2000, il cui vino base ha fermentato nel 1996. Ventitre anni e non sentirli! Non è una frase di effetto, ma forse il filo conduttore di tutto il nostro assaggio, in cui la vecchiaia del vino ovvero la sua ossidazione non si è mai manifestata veramente. L’integrità dello spumante è stato il lei motiv della degustazione, ma non una proprietà tecnica e sterile perché era ben accompagnata dalla piacevolezza e dalla sensualità, dal compiacimento di avvertire la propria sensibilità sollecitata da mille aromi

Romeo Taraborrelli, enologo

e sfaccettature gustative. Uno stile coinvolgente già nelle annate più giovani, dove la precisione di assaggio era un parametro che ci aspettavamo, mentre ritrovarla in vecchie bottiglie, insieme a una naturale attitudine a sollecitare il palato in modo più largo, ha fatto vibrare più volte le corde dell’emozione. Un assaggio che è andato oltre la conferma delle nove 5 sfere riportate nella storia della nostra guida Sparkle, che ha rafforzato la nostra consapevolezza che lo spumante eccellente e di altissima qualità non sia figlio naturale della latitudine, quanto piuttosto il risultato di un grande progetto, inseguito con conoscenza, rigore e passione sconfinata.

 

(L’articolo completo su Cucina & Vini n° 169)

 

La degustazione del Marramiero Brut

A cura di Francesco D’Agostino, Fabio De Raffaele, Antonio Pellegrino

Sboccatura 2016 – vendemmia 2011
Inverno piovoso, primavera fresca, umida e tardiva. Estate regolare e grande impegno nella lotta fitosanitaria hanno consentito buona maturazione
Eleganza minerale e golosa, bocca tesa e invitante

Di un bel giallo con riflessi dorati, è invitante e dolce di agrumi, mela, pera, arancia, mandarancio, nespola, albicocca, pesca, fico con sfumature di miele e pappa reale e fiore d’acacia mentre cresce la fragranza di pane e lievito di pane, con declinazioni fumé, risvolti di pietra focaia e polvere da sparo. Il profilo di chiaro scuri è alimentato dalle dolcezze di gelatine di agrumi, dai toni di frutta secca che ricordano nocciola e mandorla insieme a sentori di torrone bianco mentre si rivelano delicate le tostature percorse da sentori di anice. In bocca è cremoso, bilanciato e molto fresco, di effervescenza sottile e bella struttura; presenta una progressione sapida larga e un profilo retronasale molto fresco sui toni del cedro e del pompelmo, che dialogano con la grande dote minerale di salgemma, selce e scisto, mentre la fragranza insieme a mandorla e la nocciola secche fanno da quinte.

Sboccatura autunno 2015 – vendemmia 2010
Inverno freddo e poco piovoso, stessa tendenza in una primavera tardiva. Estate regolare ha consentito un ottima maturazione
Coinvolgente, bilanciato, largo e balsamico

Giallo vivo e dorato con perlage sottile, al naso è dolce di frutto nei riconoscimenti di mela, pera, kiwi,pesca, anche in sciroppo, sfumati da toni di anice, rosmarino, zenzero anche candito, con nuance di curcuma, e poi lime, cedro, melone, albicocca, ciliegia Ravenna sono percorsi da respiri balsamici di eucalipto; si scurisce e ingolosisce nei toni di chinotto, rabarbaro, prugna, mentre si avverte una nota dolce di panforte che si giustappone a sentori di scisto. Si allarga su toni di maggiorana, erba medica, caramella d’orzo e confetti. Fresco, cremoso, di effervescenza sottile, morbido e vibrante, sollecita largo il palato riportando il naso, ma con un piglio più ampio. Infatti il retrolfatto gode di questo bilanciamento gustativo, sostenuto dalla salinità, riuscendo a declinare il frutto fresco, in sciroppo, gelatine e confetture, con una vena balsamica che è la cifra del vino, dall’eucalipto alla macchia mediterranea di rosmarino, mirto.

Sboccatura autunno 2014 – vendemmia 2009
Annata ricca d’acqua, seguita da estate calda e priva di precipitazioni per uve sane
Mineralità sensuale e gioventù fruttata

Giallo dorato brillante con bollicine sottili, accoglie coinvolgente di tostature gentili dai risvolti fumé, di mandorle e nocciole, con toni minerali di pietra focaia e polvere da sparo, mentre la dolcezza ricorda la pasticceria alla crema e la zuppa inglese per un insieme fresco ed elegante che si apre al frutto di pesca, mela, ananas, banana, pera, albicocca, declinate anche in sciroppo, accompagnate da note di tabacco biondo, con profumi di scorza d’arancia; respiri floreali di pitosforo e di ginestra allargano il quadro che esprime ancora confetti di mandorla e alla cannella, con sfumature di caffè e torrone bianco. Freschissimo, salino, cremoso, bilanciato ed estremamente dinamico, non dichiara affatto i cinque anni dalla sboccatura. Lo spessore salino sostiene un retrolfatto aitante di frutto, fragranze di forno, frutta secca, con una dialettica tra note scure minerali e spunti floreali che arrivano all’acacia. Emozione.

Sboccatura autunno 2013 – vendemmia 2008
Annata altalenante con inverno mite, primavera piovosa e poi bollente; inizio estate fresco con qualche pioggia. L’impegno in vigna ha consentito una ottima vendemmia
Goloso e sensuale, vitale, progressivo e ritmato

Giallo dorato luminoso, al naso fonde subito un’esuberanza dolce e fruttata con toni balsamici di eucalipto, sandalo, legno di canfora: mela, pesca, pera, banana, ananas, cedro, arancia e kiwi sono arricchiti da spunti di zenzero canditi, con nuance vegetali di fieno, anice, rosmarino, mentre rivela la componente agrumata dolce, fresca e polposa; la dolcezza intanto ricorda i bignè alla crema e alla crema di nocciola, insieme alla frutta secca, con timbri di sidro, cenni di gianduia, sostenuti dalla nota minerale di scisto e pietra pomice che diventa protagonista. Bocca piena, salina, bilanciata, freschissima, dalla progressione vitale e ritmata, che sollecita aromi di arancia fresca, insieme a tutti i ricordi del naso e con una verve minerale spessa, elegante, che dà sapore e volume, e un finale tutto agrumi che conserva la nota nocciolosa con vaghi riflessi di gianduia.

Sboccatura primavera 2012 – vendemmia 2007
Inverno normale, da marzo a ottobre molto caldo e scarse precipitazioni. Grande lavoro per portare i frutti a maturazione ottimale
Coinvolgente e freschissimo

Dorato intenso con bollicine sottili, accoglie fondendo minerali e tostature, e poi pasticceria e frutto. Scisto, pietra focaia, polvere da sparo e salgemma dialogano con nocciole, mandorle e pane tostati a cui si affiancano crescendo la mela, l’arancia, la pesca, il fico, l’ananas, la susina insieme a dolcezze “spiritose” di torta diplomatica; l’insieme è sfumato da note balsamiche di eucalipto e menta, con nuance di anacardo e noce, di confetti, mentre si affaccia il pepe, lo zenzero, il timo e l’anice. Freschezza, salinità, effervescenza cremosa e sottile, tensione e tessitura si integrano in modo equilibrato e progressivo, rilasciando sul palato il frutto fresco e croccante: sono gli agrumi a condurre, con la densa mineralità che dà sapore, a gli altri aromi del naso – i confetti netti e decisi -, sostenuti dalla invitante e gentile tostatura.

Sboccatura primavera 2011 – vendemmia 2006
Inverno rigido, con gelate, ricco di precipitazioni come la primavera, fresca e tardiva. Estate adeguata con pioggia solo a inizio agosto. Uve ottime
Emozionante, integro

Giallo dorato, con perlage sottile, è seducente la naso, nel fondere le dolcezze della pasticceria, delle tostature, del frutto con i minerali complessi e invitanti dai risvolti di idrocarburi: arancia, pesca, mela, pera, torta diplomatica, bignè alla crema dialogano con scisto, pietra focaia polvere da sparo, mentre si avverte il Calvados e il frutto arriva ai toni più scuri della prugna e della carruba. E ancora caramella mou, gianduia, miele, torrone bianco, panforte rendono poliedrica la componente golosa, affiancata dalla dolcezza del frutto in sciroppo e disidratato giustapposto a fresche note di mandarino; si aggiungono mandorla e nocciola secche e in confetto con vaghi ricordi di pastiere napoletana e nuance di tabacco biondo. Vitale, vivace, progressivo, dinamico, salino, strutturato e invitante la beva – come tutte le bottiglie assaggiate -, focalizza sul frutto fresco che tiene banco sulla lingua e lentamente si allarga ai riconoscimenti del naso con une progressione quasi giovanile.

Sboccatura autunno 2009 – vendemmia 2005
Inverno e primavera regolari. Estate ha alternato caldo a giornate fresche con poche piogge, arrivate a settembre, seguite dal caldo. Maturazione ottima
Profondità e fascino

Giallo dorato carico e luminoso con bollicine sottili, è intenso, coinvolgente, seducente nel fondere dolcezze di gianduia, mou, caramello con toni affumicati, di funghi, di felce, con sentori di essenze lignee, cenni di ruta e rabarbaro. Poi si entra nel frutto dalle note di carruba, di fichi neri secchi, di chinotto, bergamotto, di prugna, arrivando a mela e ananas, anche disidratate, cui si accostano la speziatura di pepe, insieme a fragranze di biscotti salati con anice, a gentili tostature di frutta secca. E si torna sulla pasticceria di torta diplomatica, di castagnaccio, e ancora uva disidratata sotto spirito… Bocca potente, piena, vitale, dinamica, di effervescenza sottilissima, dal piglio dinamico e progressivo, in grado di ribadire il naso in modo ancora più fresco e coinvolgente nel portare arancia, kiwi, ananas e mela, insieme alle delicate tostature di mandorle e nocciole… per un insieme di grande persistenza con il finale tutto di agrumi dolci, albicocca e ananas.

Sboccatura autunno 2008 – vendemmia 2004
Acqua abbondante in primavera e poi decorso stagionale regolare per ottime maturazioni
Seducente, ritmato e musicale

Giallo carico dorato con riflessi ambra e perlage sottile, è dolce, goloso nel fondere il frutto e la pasticceria: prugna, dattero fresco, fico e chinotto, albicocca e pesca, mature e in nettare, susina, papaia, mango, dolcezze di cotognata, di ananas, mela e albicocca disidratate, sfumate da toni di tabacco bianco giustapposti a fiori di acacia appassiti, si alternano e rincorrono con sentori di zabaione, torta mimosa, miele di castagno, frolla alla crema, crostata con marmellata di agrumi. Il bouquet si allarga su toni di pepe bianco, radice di liquirizia, zenzero candito, noce moscata, alimentati da note eteree di distillato di agrumi. Freschezza, dinamica, salinità, ritmo progressivo, danno verve all’assaggio e tengono banco, per un bilanciamento vivace stupefacente. Nel gode il palato che, largo, ritrova il naso in una veste più fresca di frutto, con le note coinvolgenti del Calvados, le speziature, la golosa e seducente tavolozza di pasticceria, i minerali di grande persistenza che sostengono il frutto fresco.

Sboccatura primavera 2006 – vendemmia 2001
Ottimo andamento stagionale tutto l’anno, primavera precoce, rese inferiori alla media, uve eccellenti
Bella evoluzione speziata, bocca d’insospettabile freschezza

Oro rosso con riflessi ambra luminosi, si rivela lentamente, accogliendo dolce di frutto che presenta aromi dolci di mango, papaia, ananas, cachi, mela e fico, declinati anche in sciroppo, con caramelle, mou e d’orzo, mandorle e nocciole, secche, tostate e in confetto, fico e prugna secchi, datteri, cotognata; le dolci quinte si allargano e trapelano le speziature di origano, mirto e rosmarino, che via via sono protagoniste dando verve. Il frutto si rinfresca e si scoprono mela e pera giustapposte a toni boisé, con sfumature di tabacco biondo, sentori invitanti di delizia al limone, glassa alla crema. Setoso, salino, fresco, dinamico, vibrante, dalla carbonica molto fine, si esprime sul palato con una progressione minerale accompagnata dal frutto fresco, dove la componente agrumata e in bella evidenza, declinato anche in sciroppo e confettura, insieme a cenni di frutta disidratata, spezie e pasticceria come panforte.

Sboccatura autunno 2000 – vendemmia 1996
Inverno e primavera ricchi di acqua. Estate umida e siccitosa in modo alternato. Grande cura del vigneto e ottima maturazione
Complessità e freschezza salina

Oro rosso con nuance ambra, al naso non rivela il tempo, presentando grande complessità. Subito una nota golosa di marron glacé che si integra con il frutto di albicocca secca, e in distillato, pesca in sciroppo, arancia, fresca e candita, percorsi da sentori profondi di sottobosco. E ancora mela, pera, ananas e uva disidratate, mentre la fragranza arriva a sentori coinvolgenti di panettone che si fondono con toni di miele di bosco, di confettura di cachi, di tabacco, di carruba, sfumati da note di erbe aromatiche secche, che si fondono con i confetti, con nuance di rabarbaro e di radice di liquirizia. In bocca associa freschezza, salinità, tensione e morbidezza, per un insieme bilanciato che conserva ritmo e piacevolezza, invitando al nuovo assaggio. Gli agrumi di bergamotto, chinotto, arancia amara, si materializzano insieme a mela, pera, cotognata, a frutti tropicali e tostature di pane e frutta secca, tutti avvolti da note minerali di selce e pietra pomice mentre in progressione i distillati di frutta sono interminabili.

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