Premio Laudemio 2019, alla sua seconda edizione

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di Giovanna Moldenhauer
La serata conclusiva della seconda edizione del Premio Laudemio® svoltasi al Savini Ristorante – in Galleria a Milano – ha incoronato lo chef milanese Claudio Sadler

Laudemio, protagonista della finale del premio

Sul secondo gradino del podio Antonello Sardi, chef uscente del ristorante “La Bottega del Buon Caffè” di Firenze; piazza d’onore per Matteo Grandi, chef patron del Ristorante “DeGusto” di Soave San Bonifacio (Vr).

Claudio Sadler

Antonello Sardi

Matteo Grandi

I tre chef finalisti – selezionati dopo le otto tappe del concorso svoltesi fra gennaio e giugno dello scorso anno in altrettanti ristoranti italiani – si sono cimentati nell’esecuzione dei piatti con cui sono giunti in finale, presentati a una folta platea di giornalisti e opinion leader del mondo enogastronomico.

Protagonista della serata, naturalmente, il pregiato olio Laudemio interpretato in tre superbi piatti d’autore serviti rigorosamente alla cieca ai cinquanta “giudici”.

Ha aperto le danze “Crudo di gamberi rossi, erbe aromatiche, polvere di Laudemio”, antipasto finalista dello chef Antonello Sardi, seguito dal “Pancotto al Laudemio e rosmarino, tuorlo d’uovo cotto nel ghiaccio, croccante di cereali e tartufo nero”, primo piatto proposto dallo chef Claudio Sadler. Quindi il secondo piatto finalista “Crema al Laudemio gratinato, pescato bianco e gambero viola” dello chef Matteo Grandi. Dulcis in fundo “Gocce di Laudemio, mele al Laudemio e lamponi, gelato al Laudemio con gelo di lamponi”, intrigante dessert, fuori concorso, nato dalla creatività di Elena Lanza, pastry chef e consorte di Matteo Grandi, vincitore di un premio speciale.

Ogni piatto aveva in abbinamento un olio di sei produttori diversi che imbottigliano il Laudemio nell’iconica bottiglia ottagonale. Il primo è stato Torre di Galatrona dell’omonima Tenuta, seguito da quello di Antinori più tipico, poi da Fattoria Le Sorgenti. Il quarto olio è stato di San Michele Torri, poi di Frescobaldi, con un’elegante edizione oro per festeggiare i trenta anni, con Frantoio Santa Tea a chiudere.

A proposito di Laudemio

Nella tradizione contadina, che affonda le proprie radici nella società feudale, il termine Laudemio indicava la parte migliore del raccolto riservata e destinata al signore. Sotto questo nome, dal profondo significato evocativo, dal 1988 – quindi in grande anticipo sulla legislazione nazionale ed europea – nel cuore della Toscana, un piccolo gruppo di produttori opera per la tutela e la valorizzazione dell’olivicoltura di pregio allo scopo di evidenziare la più alta qualità e tipicità dell’arte olearia toscana. Il Laudemio è infatti un olio extravergine di oliva di altissimo livello proveniente da un’area particolarmente vocata, un prodotto “unico” capace di esprimere la perfetta fusione tra ambiente, conduzione agricola e trasformazione del frutto in olio. Il marchio Laudemio, quindi, nacque dall’esigenza di garantire ai consumatori un olio di qualità superiore. Fu dunque per contrastare una standardizzazione del prodotto (determinata dall’allora semplice classificazione merceologica) che a Vittorio Frescobaldi venne l’idea di coinvolgere alcuni produttori nel progetto di proporre sul mercato un olio che fosse in grado di esaltare tutte quelle caratteristiche organolettiche che derivano dai micro-ambienti delle singole fattorie, dalle cultivar di lunga tradizione toscana e dalle tecniche di produzione affinate in secoli di esperienza. Sono trascorsi trent’anni dal primo raccolto e il Laudemio è oggi riconosciuto e apprezzato per la sua eccezionale qualità dagli chef e dai gourmet di tutto il mondo.

Diana Frescobaldi con Caudio Sadler

foto di Gabriella Gargioni
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