Assaggi in Puglia al Vinitaly 2018 – Schola Sarmenti

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Nardò, Salento, a sud ovest di Lecce, Schola Sarmenti è una realtà legata profondamente alla tradizione dell’alberello pugliese, conservato in esemplari quasi centenari, rinnovato nelle giovani vigne

Alessandro Calabrese fa gli onori di casa allo stand di . Casa è una parola quanto mai azzeccata perché si tratta di una cooperativa costruita principalmente intorno a due nuclei familiari, quello dei Calabrese e dei Marra, che insieme a dei produttori di uva hanno rilevato nel 1999 un antico stabilimento vinicolo in Nardò centro, vicino alla ferrovia, e dei vigneti ad alberello che oggi ammontano a 65 ettari. Ovviamente la raccolta è manuale e il grosso della produzione subisce anche la selezione del tavolo di cernita. La quantità di bottiglie prodotte raggiunge il mezzo milione di pezzi, cui si aggiunge una piccola quantità di sfuso, venduto al dettaglio in azienda. Le uve sono negroamaro, primitivo, malvasia nera, susumaniello, fiano e chardonnay per una gamma focalizzata sui rossi, dotata ovviamente di rosati e di bianchi. Da non dimenticare che lo Ionio è a pochi chilometri e l’Adriatico anche fa sentire la sua influenza in questa zona fortunata, baciata dai mari. Bererosa, la nostra manifestazione romana dedicata ai rosati italiani è prossima, il 3 luglio a Roma, e non potevamo non  cominciare con un rosato. Nardò Rosato Òpra Doc 2017, 13,5 gradi alcol e 13,5 euro in enoteca, da alberelli di negroamaro di 45 anni: è diverso ricco di toni di macchia che dialogano con intense mineralità iodate, l’insieme ad avvolgere il frutto freschissimo di arancia rossa, bergamotto, chinotto, ciliegia, susina nera, mela, e poi fiori poco maturi. La bocca è molto dinamica, fresca e salina, invitante, corrispondente al naso nel frutto più dolce e goloso, avvolgente. E poi i rossi, Cominciamo con il Nardò Riserva Nerìo Doc 2014, da negroamaro e malvasia nera, avvolgente di ciliegia, visciola, prugna, mirtillo, fusi con spezie, nocciole, amaretto, cioccolato, percorsi da respiri di iodio. Dotato di bocca bilanciatissima, dinamica, invitante, densa di frutto polposo e croccante. E poi il famoso Salento Primitivo Cucubardi Igt 2015, intenso, potente, goloso, denso e convincente, per finire con un vino unico il Salento Primitivo Diciotto 2015, dotato di ben 18 gradi alcolici e un residuo di otto grammi di zucchero, prodotto, quando possibile, da una vigna di tre ettari con viti di 85 anni, in meno di 4000 bottiglie: sontuoso, concentrato, diverso e, incredibilmente, di beva straordinaria, 50 euro la bottiglia. (F.D’A.)

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