Solare 1998 – Capannelle

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Realtà unica sul panorama nazionale, ha sempre scelto carattere ed eleganza peri suoi vini

Capannelle nasce a inizio anni Settanta, per opera di un uomo visionario, Raffaele Rossetti, che cercava il classico buen retiro e grazie ad incontri fortunati si ritrovò a progettare un’azienda vinicola senza esperienza e quindi senza condizionamenti, cercando “solo” quanto gli sembrava più adatto, da i materiali edili a quelli per la cantina, utilizzando acciaio alimentare e le barrique già nel 1977.

Ne è uscito un gioiello, nascosto nella campagna di Gaiole in Chianti, con a disposizione un puzzle di terreni vocatissimi che sono perfettamente interpretati da Simone Monciatti, enologo dell’azienda dal 1984.

Dal 1997 l’azienda diventa di proprietà di James Sherwood, conservando però tutto lo staff, anche il fondatore in veste di ambasciatore aziendale (Rossetti è scomparso nel 2010, due anni prima il nostro ultimo incontro).

Solare nasce prima per soddisfare una richiesta/idea di Giorgio Pinchiorri che voleva il vino in esclusiva: il vino debutta con l’annata 1990 e diventa subito  un riferimento. Fortunatamente con la vendemmia 1996 Solare entra nella gamma commercializzata, diventando l’etichetta più rappresentativa dell’azienda. Vi proponiamo la degustazione del Solare 1998, conservato nella nostra cantina da circa dieci anni, assaggiato a metà aprile 2020.

Solare 1998
Vino da tavola di Toscana
13% vol
uve: sangiovese 80%, malvasia nera 20%

Impeccabile e molto elegante. Granato scuro, al naso vive di uno straordinario contrasto tra dolcezze spiccate di frutto e articolate e profonde percezioni complesse scure: riconosciamo amarena, ciliegia, prugna, chinotto, espressi anche in sciroppo, e cotognata, percorsi da respiri di viole e rose appassite, da coinvolgenti cenni di patchouli che dialogano felicemente con sentori goudron e  toni vivi di inchiostro e grafite, tutto condito da speziature di pepe, noce moscata, liquirizia in radice e bastoncino, freschezze di cardamomo che alimentano il frutto. La dialettica è articolata e ancora alimentata da sentori di nocciole gentilmente tostate, cacao, tabacco biondo giustapposti a sbuffi fumé. La bocca è viva, setosa, bilanciata, molto elegante e succosa, dotata di una trama tannica finissima e vitale che dà un avvincente grip perfettamente integrato dalla bella tessitura. Ne gode il retrolfatto che ribadisce il felice contrasto tra dolcezza viva e golosa e toni scuri, invitando inesorabilmente al riassaggio. (F.D’A.)

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Francesco D'Agostino

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