Saladini Pilastri Pecorino: La storia nella bottiglia

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Saladini PilastriSaladini Pilastri Pecorino: La storia nella bottiglia

Possiamo veramente dire che la famiglia Saladini Pilastri oltre la passione, la tradizione e l’amore per il territorio, metta la storia nei suoi prodotti. Quella storia delle origini della famiglia che risalgono all’anno 1000 e nel tempo è stata in grado di annoverare al suo interno condottieri e beati che hanno donato lustro e fascino al casato.

L’azienda agraria di questa nobile famiglia ascolana oggi può contare su una superficie di circa trecentoventi ettari di cui circa la metà destinata a vigneto specializzato, ormai da tempo condotto con sistema biologico. I suoi terreni si estendono dal borgo medioevale di Spinetoli dove ha sede l’azienda e pian piano attraversano le dolci e assolate colline di Monteprandone e Porto d’Ascoli per arrivare sino a pochi metri dal mare Adriatico. Prevalentemente calcarei, oltre al contributo mitigatore del mare, godono delle correnti della valle del Tronto, un apporto naturale che caratterizza i vini aziendali. La produzione totale è di circa quattordicimila ettolitri, la metà o poco più dei quali è composta da vini bianchi, per un totale di circa un milione di bottiglie.

La cantina, recentemente ristrutturata, è il cuore dell’azienda, non solo perché ne è parte produttiva ma perché è interrata al disotto del loggiato dello splendido casale quattrocentesco, sede aziendale. L’ammodernamento ha riguardato anche la parte tecnologica e oggi la cantina può contare dei mezzi più avanzati quali sistemi di refrigerazione per il controllo delle temperature, filtraggio dei mosti, serbatoi inox e, per l’elevazione dei rossi, barrique e tonneau nuovissimi e una secolare e preziosa serie di botti, tutto per salvaguardare le caratteristiche delle uve che la natura fornisce. Tutte queste attenzioni vengono riservate anche al Pecorino, un vino ricco di frutto dalla vena minerale intrigante. Le uve sono raccolte a metà settembre, nei vigneti situati a centocinquanta metri di altitudine, nella zona di Spinetoli-Monteprandone, con esposizione est nord est. Hanno un’età media di dieci anni, una densità di circa quattromiladuecento ceppi per ettaro e sono condotti con sistema di allevamento a guyot, per una resa totale che non supera gli ottanta quintali per ettaro. Se ne ricava un vino denso di frutti e fiori d’acacia, di buona struttura, dalla nota sapido-minerale spiccata che gli regala carattere e spessore.

PECORINO 2011 OFFIDA DOCG
13,5% vol – € 12,00
Uve: pecorino
Bottiglie prodotte: 40.000
www.saladinipilastri.it

Bilanciamento, piacevolezza… e richiama un altro bicchiere. Giallo cristallino con riflessi tendenti al verde. Naso bilanciato di buona intensità, dalla dolcezza coinvolgente. Subito fiori e miele d’acacia, mimosa e artemisia fuse ai riconoscimenti di pesca gialla, mela, pera, ananas, banana, arancia bionda e sfumature di licci, pappa reale, fichi freschi e fiori di campo mediterranei. Seguono nocciola secca, cenni di dolci da forno con farina di mandorle. Le dolcezze arrivano al bignè alla crema con glassa. Ingresso morbido, di grande equilibrio, caratterizzato da un’acidità perfettamente integrata e da un buon apporto salino. Una struttura adeguata facilita una beva dalla sottile presenza pseudocalorica. Il retrolfatto ricorda il frutto polposo che si arricchisce degli altri aromi del naso con l’aggiunta di note di macchia mediterranea.

Servire con eliche giganti al ragù di cernia o sella di coniglio al timo serpillo.

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