Uova e polli: alla Coop sono più “buoni”

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Arriva il premio che riconosce il merito a chi si mette dalla parte dell’animale. A cinque marchi leader l’ambìto riconoscimento.

In molti inorridiamo e ci si spezza il cuore davanti alle immagini delle povere oche ingozzate al fine di ottenere un bel fegato grasso e grosso ma c’è da dire che per polli e galline la vita non è certamente migliore. Non tutti ovviamente, e a attestare che ci sono i grandi marchi che ci tengono a salavaguardare la dignità dell’animale ci pensa la commissione del Compassion in World Farming assegnando 4 categorie di premi: Good Egg, Good Chicken, Good Pig e Good Milk.

Prestigioso riconoscimento è senza dubbio il premio Leader Europeo che per l’anno 2012  va alla Coop grazie alla manifestata tutela del benessere animale perchè – per polli da carne e galline ovaiole –  poichè mette in vendita solo uova di galline non allevate in gabbia e i polli da carne sono allevati con uno spazio maggiore rispetto a quello richiesto dalla legge e vivono con la luce naturale.

Ad Amadori va invece il premio Good Chicken perchè nella nuova nata linea Pollo 10+ molto è stato fatto per migliorare le condizioni di vita degli animali. Assegnato a Barilla il premio Good Egg 2012 perchè per la produzione di pasta all’uovo usa esclisivamente uova provenienti da galline allevate a terra.

E quando si tratta di etica e rispetto non può mancare l’azienda svedese più conosciuta, Ikea, che nei suoi ristoranti propone piatti realizzati con ingredienti la cui origine è tracciabile e assolumente centrata nel peino rispetto dell’animale di provenienza. E infine premiato anche Unilever nella categoria Produttori Alimentari.

Concludendo è bene fare una triste precisazione e non per vis polemica ma solo per essere chiari. In molti paese della comunità europea e non solo, e parliamo ovviamente anche dell’Italia, certe normative che regolamentano le modalità di allevamento secondo criteria etici e di rispetto verso l’animale ancora non sono state attuate da moltissime aziende leader e non. Insomma, questo per dire che sebbene certi premi ci facciano onore c’è ancora tanta ma tanta strada da fare.

 

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