Vinitaly 2017 – Gli antichi moderni Nebbioli dell’Alto Piemonte

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Vinitaly 2017 sarà un’occasione per conoscere i diversi linguaggi del Nebbiolo di queste terre

 

Novara, gli scorsi 1 e 2 aprile, ha ospitato Taste Alto Piemonte, il primo evento dedicato alle denominazioni a base di uva nebbiolo poste nelle zone più nordiche del Piemonte. Città del riso, posta nella pianura padana, è la frontiera meridionale, insieme alla provincia di Vercelli, di un grappolo di territori dalle condizioni pedologiche diverse che arrivano ai piedi del Monte Rosa, ampia area nordica del Piemonte dove il nebbiolo alligna da secoli, accompagnato talvolta da altri vitigni come vespolina, croatina e uva rara. Alcune denominazioni di origine sono più rinomate, altre meno; nell’insieme possiamo affermare che si tratta di vini moderni, dotati di una bevibilità molto interessante anche nelle versioni più strutturate, che non si manifestano con stili muscolari ormai fortunatamente demodé.

Sono dieci le denominazioni che al Vinitaly 2017 consigliamo di andare a scoprire: Boca Doc, Bramaterra, Doc, Colline Novaresi Doc, Coste del Sesia Doc, Fara Doc, Gattinara Docg, Ghemme Docg, Lessona Doc, Sizzano Doc e Valli Ossolane Doc. Insomma, qui il Nebbiolo conserva la sua proverbiale articolazione e personalità, ma con un atteggiamento meno austero che nella zona delle Langhe. La storia racconta che ai tempi di Cavour, prima dell’esplosione del Barolo, il Nebbiolo migliore venisse proprio da queste terre, dove l’estrema parcellizzazione, dovuta anche alla morfologia del territorio che salendo di latitudine diventa realmente montagnoso, non ha consentito nel secolo scorso di fare massa critica intorno alla qualità, pochi i battitori liberi di fascia alta.

Oggi il Consorzio di tutela nebbioli Alto Piemonte, presieduto da Lorella Zoppis, è un associazione di produttori la cui forza è proprio nella tavolozza di diversità ed espressività, date da terre differenti dove il nebbiolo esprime in modo molto interessante i suoi dialetti con interpretazioni veramente al passo con i tempi: alcune importanti, caratterizzate da tannini vellutati seppur intensi, o altre di stile montano, cristalline e invitanti; di contro esistono ancora letture del vitigno appena aggressive, dove i tannini sona ancora invadenti. Insomma, in alto Piemonte c’è da divertirsi con uno spaccato d’Italia dove la diversità estrema è la chiave del successo.

 

Le nostre degustazioni più interessanti

 

Gioia d’Autunno 2014
Coste del Sesia Nebbiolo Doc
Fabio Zambolin

Molto vitale, gioca tra eleganza e irruenza. È fresco, scuro, inchiostroso di mirtillo, visciola, grafite, ardesia e pepe nero che dialogano con toni leggiadri e croccanti di rosa e peonia. Vibrante, di media tessitura, ha tannini decisi in corso di integrazione e un bel frutto vivo che accoglie con i fiori, lasciando poi spazio a liquirizia, grafite e pepe.

 

Prünent 2013
Valli Ossolane Nebbiolo Doc
Cantine Garrone

Dinamico, vivo e invitante di frutto fresco di ciliegia, marasca, chinotto, fusi con grafite, liquirizia, pepe nero, ardesia cui si giustappongono cenni di rosa appassita, toni dolci di confetture e nocciole tostate, tutti percorsi da respiri fumé. Dinamico, di trama media, è vitale e morbido, dal tannino deciso che sottolinea il dialogo tra frutto fresco e toni scuri.

 

Ciada 2011
Fara Riserva Doc
Vigneti Valle Roncati

Approccia dolce di frutto in piena maturazione e in confettura che sa di ciliegia, chinotto, tamarindo, prugna e fico, fuso con grafite e pepe. Si affaccino poi toni più dolci e golosi di crostate e frutti sotto grappa con speziature di noce moscata e cannella. Voluminoso, morbido, di buona vivacità, cone tannino deciso e integrato, è coerente e in persistenza focalizza su grafite e liquirizia.

 

Bramaterra 2013 Doc
Le Pianelle

Gentile di rosa, viola e peonia che si intrecciano con liquirizia e grafite, poi dolce manifesta il frutto di marasca, prugna, chinotto, arancia con cenni di confettura, toni di cacao, di nocciole tostate, anche in confetto, noce moscata, chiodi di garofano e cannella. Elegante, morbido, fresco, ha tannino deciso e appena irruente che focalizza, in persistenza, i ritorni soavi del naso su note scure.

 

Lessona Riserva Doc 2010

La Badina

Ampio e fascinoso, accoglie speziato di pepe, chiodi di garofano, noce moscata e cannella che accompagnano frutti maturi e in confettura di chinotto, arancia, ciliegia, prugna e fico, e ancora confettura d’uva, cioccolato al latte, tutti percorsi da eucalipto intenso. Morbido, bilanciato, dal tannino smussato, è veramente invitante sui registri del naso.

 

Boca 2011

Poderi Garona

Dolce di nocciole e mandorle tostate e in confetto con prugna, marasca e arancia mature e in confettura, sfumate da gianduia, crostate, vaniglia, cannella, pepe bianco e da respiri balsamici di menta. Bocca morbida, di trama media, dal tannino deciso e appena irruente, mostra adeguata freschezza per un insieme bilanciato sui registri dolci del naso con nuance di grafite e fumé.

 

Ghemme Docg 2010
Ca’ Nova

Gentile e invitante, fonde cioccolato al latte con frutto a piena maturazione e sotto spirito di marasca, ciliegia e prugna, con sfumature di rosa e peonia anche appassite e nuance più scure di grafite e pepe nero. Bocca coerente, bilanciata, di buona eleganza, dal tannino ancora leggermente esuberante, riporta le dolcezze golose del naso con finale scuro di grafite.

 

Ville Pellizane 2010
Ghemme Docg
Torraccia del Piantavigna

Elegante e gentile di rosa e peonia, con pepe nero e bianco, noce moscata, grafite e pietra focaia ad avvolgere marasca, prugna, fico, tutti anche sotto spirito, con cenni di gelatine, e ancor tabacco, grafite, nocciole tostate, sfumati da vaniglia e cannella. Bocca bilanciata, garbata, di trama media, coerente col naso e appena più scura, dal tannino deciso e integrato nella morbida trama.

 

San Francesco 2012
Gattinara Docg
Antoniolo

Elegante, interessante, fonde il frutto con spezie, minerali e tostature: marasca, mora, prugna, fico, chinotto in piena maturazione e confettura con anice, noce moscata, cannella, vaniglia grafite e ardesia, sfumati da eucalipto. Bocca di bella tessitura, dinamica, morbida, dal tannino deciso a centro assaggio, integrato in progressione. Retrolfatto coerente, scuro e dal finale di frutto goloso con menta e grafite.

 

Vigna Molsino 2011
Gattinare Docg
Nervi

Scuro nei toni tostati, di grafite e pepe nero, seguiti dal frutto in confettura e pasticceria che richiama a visciola, fico, mora, chinotto. La bocca è bilanciata, dotata di tessitura media e tannino appena irruente che in progressione disidrata leggermente. Il retrolfatto riprende subito la parte dolce del naso per poi focalizzare su grafite e tostature.

 

Di Francesco D’Agostino

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Valentina Venturato

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Vinitaly 2017 - Gli antichi moderni Nebbioli dell'Alto Piemonte
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Consorzio di tutela nebbioli Alto Piemonte
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