Assaggi in Irpinia al Vinitaly 2018 – Nativ

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Posta a Paternopoli, Nativ è l’azienda di Mario Ercolino, enologo di fama  internazionale, e di sua moglie Roberta Pirone, specializzata in scienza dell’alimentazione

Fondata nel 2008, Nativ si trova sul mercato dal 2011. Nasce con una filosofia ben precisa, parzialmente rivelata dal nome: solo uve tradizionali irpine, “native” del luogo, per proporsi come decisa espressione territoriale; e poi la volontà di portare nella bottiglia le caratteristiche organolettiche dell’uva, la sua intrinseca piacevolezza. Ovvero vini che al palato non hanno spigoli, coniugano freschezza e morbidezza, lasciando quindi anche leggeri residui zuccherini che consentano di ottenere appieno il risultato. Incontriamo Soccorso Ferrillo, appassionato cantiniere di Nativ. Ci spiega che la volontà di tenere strette le radici col territorio viene evidenziata anche nella scelta dei nomi, che  nel caso dei vini provenienti da un vigneto o da una zona circoscritta riportano il nome del luogo o di un particolare dello stesso.

Irpinia Campi Taurasini Eremo San Quirico Doc 2014 – Nativ

 

Cominciamo l’assaggio, partendo dal Irpinia Campi Taurasini Aglianico Eremo San Quirico Doc 2014: da sole uve aglianico, ha 14,5 gradi alcolici e allo scaffale si acquista per 22 euro. Adiacenti ai vigneti, alcuni vecchi di oltre un secolo, si trovano i resti di quello che fu un tempo l’eremo di San Quirico, una zona dove una volta pascolavano i cavalli, ripresi infatti nell’etichetta firmata dall’artista Moreno Bondi. Al naso è dolce di frutto polposo che sa di mora, mirtillo, visciola, espresso anche in nettare con riflessi di confettura, sfumati da vaniglia, noce moscata, da golosità di cioccolato al latte, da cenni di mandorle e nocciole pralinate. La bocca è morbida, bilanciata, strutturata, senza spigoli per un tannino setoso, grazie anche al leggero residuo zuccherino (sette grammi per litro) che dà rotondità e incentiva la beva. Il retrolfatto è ricco di frutto mentolato, percorso da invitanti toni cioccolatosi.

Passiamo al Campania Rosso Suadens Igt 2017, dotato di 13,5 gradi alcol e di un costo allo scaffale di15 euro. È un blend di aglianico, piedirosso e sciascinoso che dichiara i suoi intenti nel nome, puntando a coinvolgere e sedurre. Rubino violaceo dai riflessi neri, di tono intensissimo e vivace. Ricco di frutto fresco vanigliato, dai risvolti in sciroppo e confettura: mora, ciliegia, visciola, lampone, mela, arancia rossa si alternano al naso, sfumati da nuance floreali di rosa, peonia e rincospermo. Bocca morbida, fresca, immediata, dal tannino deciso e perfettamente integrato, dal residuo zuccherino percepibile (dieci grammi litro) che coccola il palato ricco dei ritorni fruttati olfattivi mentre al naso si rivela anche la vivace componente balsamica. E si ribeve. (F.D’A.)

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