Vinitaly 2017 – Puglia, dodici assaggi interessanti

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 Un viaggio nella Puglia del vino in occasione dell’ultimo Vinitaly, attraverso sei aziende e dodici vini

 Photo Credit: Union Camere Puglia

Botromagno
Siamo in Alta Murgia. C’era una volta la cantina cooperativa di Gravina, dal 1991 c’è Botromagno, l’azienda della famiglia D’Agostino, oggi gestita da Alberto, che incontriamo, e Beniamino, che per il nome si è ispirata al toponimo di una delle colline di proprietà. Questa realtà colleziona oggi sessanta ettari in due zone, una metà a Bosco di Difesa Grande, l’altra a Coluni, vicinissima al Vulture. Dopo analisi geologiche e pedologiche sono stati impiantati principalmente greco, fiano, primitivo, nero di Troia, aglianico, montepulciano e malvasia. Successivamente nasce il marchio Poderi D’Agostino che, attingendo ai vigneti condotti in regime biologico, propone vini certificati bio. Oggi le due realtà producono in tutto 250.000 bottiglie, il 90% a marchio Botromagno.

Gravina Dop 2016

12,5% vol – € 7,50

Botromagno è l’unica azienda a produrre il bianco di questa denominazione (da uve greco 60%, malvasia 40%). Accoglie di polpa fruttata che ricorda mela, pera, arancia, pesca, susina, nespola, uva e ananas, sfumate da sentori floreali di acacia e toni di nocciola secca. Fresco, salino, morbido e immediato, è coerente nella dialettica retronasale e invita al riassaggio

Murgia Rosso Nero di Troia Igp 2014


14% vol – € 9,00
Uva di troia in purezza per un vino tutto acciaio che riposa oltre due anni prima di essere commercializzato. Di un bel rubino intenso, è fresco e deciso di frutto, fuso con toni di ardesia, pepe e grafite. Riconosciamo mora, visciola, arancia rossa e ciliegia, percorse da densi respiri balsamici di menta, anice e liquirizia con cenni di frutto sotto spirito. Al palato è fresco, morbido, dai tannini maturi e fini per un insieme coerente che ben sostiene le componenti più scure.

Cantina Vecchia Torre
Salento, Leverano, vicino Lecce, la cantina cooperativa Vecchia Torre è posta in un territorio dove la frammentazione della proprietà a altissima da sempre, tutti hanno vigna. Nasce nel 1959 per opera di quaranta soci e oggi ne conta 1.200 su 1250 ettari! La sua politica di lavoro e quindi di remunerazione dell’uva (più alta di altre cooperative) l’ha portata a bloccare l’introduzione di nuovi soci da circa vent’anni. La forte frammentazione implica anche una produzione eterogenea di uva e quindi una gamma di vini ampia. Ennio Cagnazzo, enologo di Vecchia Torre, ci spiega che “lo scopo principale resta quello di dare dignità al lavoro delle persone, al sacrifico e alla speranza di raccogliere un buon prodotto”. Oggi è una delle cantine sociali più solide del territorio e ha già vissuto il ricambio generazionale negli incarichi istituzionali e tecnici. Produce circa centoventimila quintali di uva e la metà è imbottigliato in tre milioni di bottiglie, poi ci sono i grandi formati e lo sfuso. Una realtà che per il 75% della produzione è votata all’export con una ventina di referenze.

Salento Rosato Negroamaro Igp 2016


12,5% vol – € 4,50
Prodotto in circa duecentocinquantamila bottiglie tramite breve macerazione di otto ore, accoglie moderno e invitante nei profumi di rosa, peonia, glicine che si fondono con lampone, fragola, pesca, arancia rossa, declinati anche in forma di gelatine. Fresco, salino, morbido, di beva incentivante, conferma la dote articolata del naso dando maggior intensità e lunghezza ai ricordi di arancia rossa.

Salice salentina Riserva Doc 2012

13,55 vol – € 10,00
Prodotto in trecentomila pezzi con 85% negroamaro e 15% malvasia nera, matura per oltre sei mesi in barrique di rovere francese. È intenso, invitante, nitido di frutto polposo di ciliegia, mora, visciola che si rivelano anche in sciroppo, con grafite, pepe, liquirizia, vaniglia e poi arancia rossa, frutta secca, cioccolato in pasticceria. Bevibilità estrema, tannini sottili appena vigorosi per un insieme di bella struttura che ridà tutto il frutto con spezie e minerali.

Conti Zecca
Azienda storica familiare di Leverano, vicino Lecce, vanta un’eredità di cinque secoli. La realtà attuale nasce nel 1935 ad opera di Giuseppe Zecca e oggi sono i suoi quattro figli a gestire tutto il processo, dalla campagna alla commercializzazione, disponendo di 320 ettari vitati. Sono gestiti con agricoltura sostenibile (fertilizzanti recuperati dagli scarti agricoli, acqua quando è indispensabile, trattamenti se necessari) e in delle zone stanno sperimentando quelle biologica. La produzione conta due milioni ottocentomila bottiglie che per il 70% sono consumate in Italia. L’azienda è divisa in quattro tenute, le cui produzioni sono dedicate a mercati diversi: Donna Maria e Saraceno per la Gdo, Santo Stefano per banchettistica, Cantalupi per l’Horeca. Su tutte la linea Selezioni. Oltre ai vini descritti, sempre della linea Selezioni abbiamo assaggiato il vino simbolo dell’azienda, il Nero 2013, blend di negroamaro al 70% e cabernet sauvignon, un calice importante, elegante e complesso e il super Primitivo Rodinò 2014, presentato a fine 2016, fitto, profondo, potente.

Rifugio 2014
Primitivo del Salento Igp


14% vol – € 10,00
Matura in botti di rovere da trenta ettolitri e in vasche interrate di cemento trattato. Accoglie di frutto ciliegioso e balsamico che si allarga su aromi di mora, visciola, prugna, granatina, accompagnati da sentori di grafite, pepe e liquirizia e da percezioni tostate. Di bella struttura e beva invitante, è equilibrato e caratterizzato da una scia tannica virile, quasi del tutto integrata, che dà energia alle componenti scure ben legate alla declinazione fruttata croccante.

Liranu 2014
Negroamaro Roserva Leverano Dop


14% vol – € 10,00
Matura in botti di rovere da trenta ettolitri e in vasche interrate di cemento trattato. Dolce e invitante di frutto fresco e disidratato, sfumato da sentori di rosa appassita; riconosciamo ciliegia, prugna, lampone fusi con toni di pasticceria al cacao e nocciola, percorsi da sentori di ciliegia sotto spirito e speziatura di pepe, liquirizia, noce moscata e chiodi di garofano che ritroviamo in bocca, dove la dinamica gustativa, il bilanciamento e la componente tannica fitta e sottile alimentano il contrasto tra il frutto fresco e appassito con delicate tostature, grafite, pepe e liquirizia.

Coppi
Siamo nella Murgia, tra Gioia del Colle e Turi, la zona dei trulli. Fondata nel 1882, l’azienda diventa della famiglia Coppi quando nel 1979 Antonio Coppi, già enologo della stessa dal 1966, la rileva. Ne è ancora enologo ma è affiancato nella conduzione dalla sua famiglia e in particolare dal figlio Doni che incontriamo. Cento ettari vitati dove il primitivo vince e molti ettari in conduzione per una produzione di seicentomila bottiglie con un potenziale di oltre un milione. I vigneti principali sono nei dintorni, da Conversano a Sammichele e qui nascono le uve per i vini Primitivo più importanti, a partire da quelli della Doc Gioia del Colle Primitivo, il cui consorzio fu fondato proprio da Antonio Coppi. Il primitivo è l’uva più importante del territorio, dove alligna da secoli, regalando vini di grande eleganza e longevità. La bellissima cantina ricalca il progetto che fu implementato nel 1929, basato sulla pietra calcarea bianca di territorio. Un complesso molto bello votato alla qualità e all’accoglienza, aperta come è tutto l’anno alle visite degli appassionati.

Senatore 2010
Gioia del Colle Primitivo Doc


13,5% vol – €25,00
Prodotto in quindicimila bottiglie, matura in botti di rovere da trenta ettolitri per almeno un anno. Ha naso elegante e accoglie fondendo sentori di pepe e toni balsamici che avvolgono il frutto di ciliegia, mora, mirtillo, prugna mentre si riconosce la menta; e ancora cacao, grafite, liquirizia giustapposti a nuance floreali. Poi la bocca, molto fine, è fresca, salina, sofficemente tannica, bilanciata e di bella struttura, ha grande ritmo e ribadisce a lungo frutto, spezie e minerali scuri.

Vanitoso 1999
Gioia del Colle Primitivo Riserva Doc

14% vol
L’annata in commercio è la 2009, ma è disponibile anche la 2005 e in poche unità questa sontuosa 1999. Ha naso elegantissimo di frutto fresco, passito e sotto spirito che dialoga con cacao, cioccolato, grafite, liquirizia, pepe, noce moscata, mentre respiri balsamici di menta percorrono l’insieme; riconosciamo, prugna, ciliegia, chinotto, mora, gelso nero e i toni dolci arrivano a percezioni di cotognata, di frutta secca anche in pasticceria… Aristocratica, bilanciata, dinamica e progressiva la bocca che si manifesta di grande loquacità e persistenza, per un insieme di “pericolosa” bevibilità.

Daniele Marinelli – Giai vini
L’azienda è posta in agro di Carosino, a metà strada tra Taranto e Manduria ed è storicamente dedicata principalmente alla produzione di vini pugliesi ovvero da uve tradizionali di territorio, dalla vigna alla bottiglia. Fondata nel 1943 dal nonno di Daniele Marinelli, attuale conduttore con la moglie Tiziana, l’azienda conta trenta ettari vitati, di cui venticinque in produzione per una quantità imbottigliata di settantamila pezzi. Daniele è giovane e ha le idee chiare sul presente e il futuro della sua azienda vitivinicola che produce principalmente primitivo, negramaro, malvasia nera, un po’ di malvasia bianca e chardonnay. Giai vini è l’azienda proprietaria del marchio Daniele Marinelli che commercializza i vini; presto resterà soltanto il nome Giai, che ricorda una persona importante, purtroppo scomparsa. L’azienda ha aperto recentemente a Castro, in costa adriatica, un punto vendita e ha dedicato una linea di vini al ritrovamento, della scorsa estate in questa località, di un frammento della statua di Minerva.

Castrum Minervae 2016
Salento Rosato Igp


12% vol – €7,50
Diverso, ha naso dolce di frutto fresco e secco, con toni di macchia mediterranea ed erbe officinali molto decisi; lentamente si riconoscono aromi floreali e poi arancia, uva, pesca per tornare sulle erbe. In bocca è morbido, fresco, sapido, di buona dinamica, dotato di una percepibile pennellata tannica. Al palato si avverte un frutto più polposo e definito, sempre sfumato dalle note officinali e di macchia.

Lucré 2015
Primitivo di Manduria Doc

14,8% vol – € 20,00
Matura per dodici mesi in botti di rovere, dove svolge la malolattica. Intenso e loquace di frutto rosso e nero, accoglie sui ricordi di visciola, mora, ribes nero e arancia rossa, declinati freschi e sotto spirito, che si fondono con tostature di caffè e cacao, la cui dolcezza arriva a toni di pasticceria, mentre nuance affumicate percorrono l’insieme. Bocca morbida, golosa, calda, vivace e dinamica, dai tannini sottilissimi, per un insieme minimamente dolce che sollecitano al palato la golosa tostatura, con i frutti anche in confettura e la nota affumicata.

Ognisole
Feudi di San Gregorio vanta in Puglia due tenute, una di cinquanta ettari a Fragagnano, nella zona del Primitivo di Manduria, e l’altra di trenta rilevata nel 2014, quando era già in regime colturale biodinamico, posta a Canosa, tra Foggia e Bari, nella Murgia. Ora le due aziende sono integrate sotto il marchio Ognissole. Due territori distanti e molto diversi che hanno nei vitigni autoctoni e tradizionali la risorsa che l’azienda vuole valorizzare: primitivo e negroamaro nel Salento, nero di Troia, bombino bianco e moscato a Canosa. La realtà salentina è anche dotata di una cantina di produzione in quel di Sava, sempre nel territorio della Doc Primitivo di Manduria. Delle sei referenze disponibili a Sava e cinque a Canosa, abbiamo assaggiato i due rosati, uno per territorio, moderni e profondamente diversi, basati rispettivamente su primitivo e nero di Troia. Ultima cosa, il bel logo presente sulle etichette di entrambe le tenute è la stilizzazione del particolare di un mosaico rinvenuto in una domus del III secolo a.C. del territorio.

Mirante 2016
Salento Rosato Igt


12,5% vol – € 9,00
Prodotto in ventimila bottiglie, è ottenuto da una vinificazione in bianco in acciaio, per questo il bel colore rosa chiaro, e propone al naso un amalgama di frutto e toni di macchia mediterranea, solcato da floreali di rosa e glicine; riconosciamo ciliegia, marasca, lampone, melagrana con cenni di nocciola, e ancora arancia, mandarancio con sfumature di frutti in caramella. Freschissimo, salino, morbido, dinamico e ritmato al palato, focalizza sul frutto rosso e agrumato, con cenni minerali di salgemma e sentori verdi di macchia.

Pontelama 2016
Castel del Monte Rosato Dop

12,5% vol – € 9,00
È prodotto in novemila pezzi da un’attenta selezione di uve che sono diraspate, pigiate e lasciate macerare nel mosto. La fermentazione in acciaio avviene con lieviti autoctoni. Ha colore più deciso e manifesta un bel bouquet floreale, con toni di acqua di rose, fuso con frutto che sa di lampone, ribes rosso, gelso bianco e nero, sfumati da rosmarino, origano, con cenni mandorla, e ancora mandarino e melagrana. Fresco, sapido, compatto, si caratterizza per una pennellata tannica che sostiene e dà vigore, sollecitando il frutto con salgemma mentre agrumi e fiori vincono in persistenza.

 

Di Francesco D’Agostino

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