Castello di Magione, la storia nelle bottiglie

Il cuore pulsante delle tenute vinicole dei Cavalieri di Malta è in Umbria, le altre sono in Friuli e in Veneto

La sua edificazione risale al XII secolo, con l’intento di assistere e accogliere i pellegrini che attraverso la via francigena si recavano verso Roma o Gerusalemme. Nel ‘300 assunse le caratteristiche di una fortezza, per poi passare a quella di magione, la quale diede poi anche il nome al paese. Al suo interno si trova una cappella dedicata a San Giovanni Battista, dove si possono ammirare due affreschi della scuola del Pinturicchio. La coltivazione della vite e la conseguente produzione del vino si fanno risalire all’inizio del Medioevo, cosi come la produzione dei cereali e dell’olio. Nel tempo oltre ai vitigni autoctoni come il grechetto e il trebbiano, sono stati inseriti uve internazionali a bacca bianca come lo chardonnay e il sauvignon e a bacca rossa quali il pinot nero, il cabernet sauvignon, il gamay, il sangiovese e il canaiolo. Il Castello di Magione, ricade sotto la provincia di Perugia e fa parte della Società Agricola Vitivinicola Italiana (S.Agri.V.It.), che comprende anche Villa Giustiniani, che si trova a Spresiano in provincia di Treviso; Rocca Bernarda, situata nel comune di Premiaracco (Ud), tutte di proprietà dei Cavalieri di Malta, rendendo così S.Agri.V.It una delle più estese realtà agricole italiane.

Una recente visita all’affascinante struttura ci ha consentito di assaggiare vini prodotti nelle diverse tenute aziendali. Partendo dalle bollicine, Villa Giustiniani è un’affascinante dimora seicentesca, posta subito fuori dei confini della Docg Asolo, dove l’azienda ha diversi vigneti, origine della produzione di Asolo Prosecco Superiore, della cui gamma assaggiamo il Brut. La produzione attuale delle diverse tipologie di Prosecco è superiore a settantamila bottiglie, con un potenziale che supera largamente le duecentomila, da un vigneto che super i quindici ettari.

Castello di Magione, la storia nelle bottiglie


Asolo Prosecco Superiore Brut Docg
Gentile appena versato, si allarga lentamente per diventare molto invitante: il frutto di mela, pera e pesca, con netti tratti di arancia si fonde con mineralità di selce e salgemma, con profumi fioriti, dapprima delicati e via via più incisivi, di mughetto, acacia e fiori di mandorlo, accompagnati da cenni di frutta secca. Fresco e salino al palato, di bella morbidezza, ha buon ritmo, sostenuto dalla dialettica tra salinità e acidità che tiene in primo piano i ritorni di salgemma e agrumi.

Rocca Bernarda è una tenuta storica dei Colli Orientali del Friuli, posta su un colle contornato da vigneti che seguono le linee di livello, disegnando un panorama unico al mondo che conserva molto bosco. Qui si fa viticoltura dal sedicesimo secolo e la sua eredità storica più importante è quella di aver consegnato al mondo il Picolit, il vino da uve omonime. Del vino si trovano tracce già in epoca romana, ma viste le difficoltà produttive (il grappolo è particolarmente spargolo) nel settecento viene un po’ messo da parte, pur presente nel vigneto di Rocca Bernarda. Fu la famiglia Perusini, che a inizio novecento gestiva Rocca Bernarda, a rilanciare il mitico vino. Della produzione attuale, basata sia sulle uve tradizionali del territorio che su quelle internazionali tradizionalmente presenti, abbiamo scelto la Ribolla Gialla. La produzione, come per la tenuta in provincia di Treviso, vale circa settantamila bottiglie con un potenziale superiore alle duecentomila da una superficie totale a vigneto che supera i 35 ettari.

Castello di Magione, la storia nelle bottiglie


Friuli Colli Orientali Ribolla Gialla Doc 2022
Particolarmente fuso e gentile, amalgama frutto dolce con toni vegetali secchi e di fiori di campo: nocepesca, mapo, pompelmo, nespola, con tratti di mandorla e minerali di selce. La bocca è vitale e salina, di bella tensione e gioventù, meno ampia, predilige il frutto agrumato, sempre percorso da lunghi sentori di selce.

Chiudiamo con il Castello di Magione che incarna un pezzo importante della storia dell’Umbria, inclusa la tradizione vitivinicola. I vigneti si trovano principalmente nelle Doc Trasimeno, vicina a Magione, ma anche in quella di Torgiano. Sono ben 45 gli ettari in produzione viticola, per un numero di bottiglie superiore a centomila e un potenziale largamente superiore. Il grechetto è l’uva principe, qui vinificata da sempre. Abbiamo voluto scegliere una novità, figlia di un vigneto che non arriva a due ettari, il Belfiore, rosato da uve gamay.

Castello di Magione, la storia nelle bottiglie


Belfiore Umbria Rosato Igt 2022
Vitale, ritmato e profumato a oltre un anno e mezzo dalla vendemmia. Rosa chiaro con riflessi salmone, porge subito la sua freschezza fruttata che amalgama l’arancia rossa, con la pesca, la fragola, il pompelmo rosa, mela percorsi da respiri avvolgenti di salgemma e da tocchi di rosa e timo, seguiti da cenni più dolci di lampone e gelso bianco. La dialettica tra freschezza e salinità tiene banco al palato, dove conferma il frutto, sfumato da sentori netti di salgemma.