Muratori, Franciacorta Millé Extra Brut 2021
Il Franciacorta Millé 2021 della famiglia Muratori in Anteprima. È il millesimato aziendale, figlio delle migliori uve dall’annata
Abbiamo degustato in anteprima il millesimato dell’azienda Muratori, tra le realtà più importanti e rappresentative della viticoltura franciacortina.

Famiglia Muratori, una storia made in Franciacorta
La famiglia Muratori, originaria proprio della Franciacorta, negli anni Novanta acquisisce vigneti nell’area a Docg fino a fondare l’azienda vitivinicola nel 1999. Subito la scelta lungimirante di acquistare terreni in tutte le unita vocazionali definite in Franciacorta, ovvero le zone differenti per caratteristiche del suolo. Ne sono state individuate sei con lo studio di zonazione degli anni Novanta e i Muratori non si lasciano scappare l’opportunità di avere vigneti in zone diverse dal punto di vista pedoclimatico, riducendo enormemente anche i rischi di non produrre nelle annate difficili, oltre a ottenere, evidentemente, uve dai linguaggi diversi (nella foto di apertura il vigneto Fornaci in località Colzano, ad Adro). La cantina fu subito costruita abbondando negli spazi per non avere vincoli, lavorando in profondità su tre livelli per usare la gravità nello spostamento delle masse. All’arrivo in cantina, però, stupisce l’impianto agrivoltaico a vigneto, a fianco dell’ingresso, che consente l’autosufficienza energetica.

Il Millé, nato dalla selezione delle migliori partite
Nella tradizione franciacortina, i vini senza annata sono sempre figli di una vendemmia in maggioranza, con eventuale presenza di vini base di vendemmie precedenti. Come ci ha spiegato Michela Muratori, seconda generazione al comando in azienda, i non millesimati aziendali potrebbero essere proposti con l’annata e risponderebbero alla normativa, ma si metterebbe da parte la loro interpretazione di millesimato, ovvero di un Franciacorta realizzato con le migliori partite di uve di ciascuna zona in una annata. E qui si entra in un altro tema strategico, considerando che l’azienda vanta vigneti in tutte le unità vocazionali franciacortina e questo comporta la possibilità di miscelare diversi linguaggi espressivi al fine di ottenere la propria interpretazione del Franciacorta. Un bel rompicapo tecnico che nel caso del Millé, figlio di solo chardonnay, parte da una selezione delle migliori partite che, dopo la vinificazione separata, entreranno tutte, in parte o per nulla nel blend finale atto a divenire Franciacorta Millé. Infatti l’azienda estremizza questa gestione indipendente nella vinificazione di ciascuna provenienza, producendo dalle 26 parcelle a disposizione oltre 90 vini base diversi, un puzzle che consente una progettazione di dettaglio per ciascun vino, arrivando al bilanciamento estremo e all’eleganza del Satèn, 5 sfere di Sparkle 2026.

L’annata 2021
Meno generosa e polposa della precedente, nel 2021 l’annata è cominciata a rilento, dopo una misurata gelata di inizio primavera e un maggio piovoso. Poi caldo e siccità, interrotti a luglio da piogge decise e anche grandine. Il risultato sono dei vini freschi ed eleganti, meno potenti dell’anno precedente. Insomma vini con caratteristiche tali da richiedere tempo per arrivare all’equilibrio e con capacità di evolvere dopo la sboccatura particolarmente spiccate. L’azienda, con la consulenza di Riccardo Cotarella, interpreta il millesimo con una vinificazione principalmente in acciaio e una piccola frazione, pochi punti percentuali, in barrique. La presa di spuma a primavere 2022 e la sboccatura a dicembre 2025 per una maturazione sui lieviti di quarantaquattro mesi. Nonostante i soli tre mesi dalla sboccatura il vino è già aperto. Riccardo Cotarella spiega che la filosofia è quella di non intervenire in fase di rasatura dopo la sboccatura con altri vini, limitandosi al prodotto stesso, con il minimo di solforosa, a vantaggio di una rapida integrazione e di un legame con le uve di origine più forte e percepibile. Il frutto è elegante e ben evidente nella dialettica agrumata tra Limone d’Amalfi, arancia bionda e cedro, sfumati da respiri gentili di fiori di mandorlo e acacia, mentre si avverte una polposità di pesca. In bocca è avvolgente e dinamico all’ingresso e poi un po’ vibrante e di bella salinità. Promette molto e speriamo di trovarlo in grande forma nei nostri assaggi di fine luglio per Sparkle 2027.