Castello di Fonterutoli, Siepi in verticale
In occasione della presentazione en primeur dell’annata 2020 di Siepi , abbiamo assaggiato gli ultimi cinque millesimi del grande vino
Per gli appassionati di vino è una etichetta iconica, quasi che la famiglia che ne gestisce la vigna da quasi seicento anni passasse in secondo piano. Parliamo del Castello di Fonterutoli e del casato Mazzei. Abbiamo incontrato Filippo, Francesco, Giovanni e Lapo Mazzei, le due generazioni che oggi conducono l’azienda, a Firenze, presso il ristorante Chic Nonna di Vito Mollica, all’interno di Palazzo Portinari Salviati. In verità il ristorante apre entro fine giugno, essendo ancora in corso la sua ultimazione, ma lo chef ha voluto ospitare questo incontro, abbinando le diverse annate ai suoi piatti.
Ma veniamo al vino, anzi al luogo che lo genera che dal punto di vista agricolo ha vissuto diversi cicli produttivi. “Era il 20 gennaio del 1985 – racconta Filippo Mazzei, amministratore delegato dell’azienda – quando una gelata colpisce il podere Siepi, dove avevamo olivi e grano. Decidiamo di convertire il grano a vite e impiantiamo circa tre ettari di sangiovese, un ettaro di cabernet sauvignn e 1,2 di merlot, stabilendo di usare per quest’ultimo un clone francese e uno italiano, su suggerimento del nostro agronomo, con una densità di circa quattromila piante per ettaro. Poi, il primo gennaio del 1992 arriva in azienda Carlo Ferrini (ancora oggi enologo consulente di Castello di Fonterutoli, ndr) e lo stesso anno Lapo Mazzei decide che doveva nascere il Siepi. Fu un’annata eccezionale fino al 27 settembre, raccogliemmo un grande merlot, mentre per il sangiovese fu più complicata. Furono fatte tante prove e alla fine il blend paritetico dei due vitigni ci conquistò e furono prodotte cinquemilacinquecento bottiglie”. Oggi Siepi è prodotto da oltre sei ettari di vigneti del podere Siepi e la quantità varia, in funzione dell’annata, da poco meno di trentamila bottiglie a ben più di quarantamila: “Il vino è ormai commercializzato attraverso la place de Bordeaux,un sistema che consente di arrivare nei migliori locali del mondo e che per esempio è stato capace di terminare l’annata 2019 in soli due mesi”, spiega Francesco Mazzei. Nata storicamente per la commercializzazione dei più importanti vini di Bordeaux, questo particolare mercato virtuale, fatto di intermediari e grossisti, si è aperto a poche selezionatissime etichette di tutto il mondo. Ma l’azienda è anche attenta a nuovi metodi di valorizzazione del Siepi che portano ottimi risultati in termini di comunicazione: “Abbiamo ceduto delle bottiglie a una banca cripto- riprende Francesco – che ha emesso degl Nft per l’annata 2018, uno per bottiglia e ne abbiamo ventidue”. Un Nft è una specie di moneta digitale ma unica non sostituibile con un’altra, come avviene per le normali monete o quelle virtuali, la cui unicità è garantità al 100% dalla rete stessa. Un certificato di autenticità che legato alla bottiglia la rende un pezzo unico, commercializzabile su mercati dedicati, dove avvengono scambi e aste. Insomma, qui la bottiglia con il suo Nft potrebbe arrivare a cifre molto alte, con il risultato di produrre comunicazione efficace per l’azienda; ma i numeri veri Castello di Fonterutoli lì fa sulla Place de Bordeaux.

Abbiamo assaggiato le ultime cinque annate di questo particolare supertuscan che ha scelto subito di avere la radice territoriale decisamente presente nella bottiglia e che nel tempo ha avuto ovviamente delle evoluzioni man mano che il trascorrere delle annate incrementava l’esperienza aziendale, ma anche grazie a scelte che lo hanno sempre reso contemporaneo: “Per esempio – spiega Filippo – negli anni Duemila la vendemmia del merlot era ad agosto, mentre negli anni dieci e venti è stata posticipata a settembre”, evidente quindi il lavoro diverso in vigna per arrivare a una maturazione ottimale nonostante il vino si presenti meno muscolare che a inizio millennio. Insomma il lavoro nel vigneto storico Siepi continua a cambiare con l’intento di dare al vino l’espressione intrinseca di quella area.
Come dicevamo i cinque vini sono stati abbinati ai seguenti piatti di Vito Mollica:
Siepi 2016 e 2017 alla gelatina di faraona con mostarda di frutta
Siepi 2018 e 2019 al risotto con zucchine, pecorino e patanegra
Siepi 2020 alla guancia di manzo con salsa di spugnole

Siepi 2016
Toscana Igt
14,5% vol
Elegante
Rubino pieno, è fine al naso, subito scuro di grafite e liquirizia che incontrano mirtillo e mora; e poi mirto in bacca e foglia, ginepro, pepe e balsami mentolati; sempre più gentile, diventa quindi fiorito di viola. In bocca è vitale, succoso, setoso, di bella dinamica e grande eleganza; ne gode il retrolfatto che è più rosso di frutto, più floreale, recependo un quadro progressivo e persistente, percorso da netta speziatura.
Siepi 2017
Toscana Igt
14% vol
Golosamente evoluto
Di un bel rubino vivo, è esuberante e gioioso nel porgere il frutto dolce e di accattivante maturità che si declina in ciliegia, marasca, susina, mora e prugna, sfumate da vaniglia, cannella, cacao per un insieme di stile goloso. L’ingresso in bocca è avvolgente, percorso in progressione da un tannino netto che sostiene un finale tutto di cacao mentre il frutto, anche sotto spirito, si manifesta subito, sulla morbidezza calorica. Bello il sostegno salino.
Siepi 2018
Toscana Igt
14,5% vol
Gentile e complesso
Rubino vivo, porge subito un blend di fiori e frutti: viola, mora, visciola e peonia sono sfumate da note più scure di bacca di mirto, poi grafite, liquirizia, mentre si avverte raffinata la nota di menta e foglia di mirto. La bocca è suadente, di bel grip tannico vellutato che sostiene i toni scuri, in bel contrasto con la dialettica di fiore e frutto, amplificata dalla freschezza succosa che spinge in progressione i ritorni fruttati, percorsi da intriganti note fungine.
Siepi 2019
Toscana Igt
14,5% vol
Equilibrio raffinato
Rubino intenso e scuro, al naso è bilanciato e profondo nel porgere frutto, spezie e fiori che ricordano mora, mirtillo, bacca di mirto, con cannella e vaniglia, rosa e peonia, tutti sferzati da vibranti toni di menta, accompagnati da grafite e liquirizia. Bocca elegante, sapida, bilanciata, di acidità succosa, dal tannino finissimo per un insieme loquace di frutto e spezie, veramente molto lungo.
Siepi 2020
Toscana Igt
14,5% vol
Atletico, scultoreo
In commercio nel prossimo autunno, è rubino con nuance violacee, intenso; al naso è elegante nel fondere frutto, fiore e spezie: rosa appassita, viola, marasca, mirto, pepe, radice di liquirizia, e poi grafite con le immancabile note balsamiche per un finale scuro. Bocca avvolgente e succosa, bilanciata, avvenente, molto dinamica e di grande loquacità retronasale nella esuberante dialettica di chiaroscuri.