Bibi Graetz, verticale di Testamatta, dalla 2000 alla 2019

Il Testamatta cristallizza il tempo di undici città del mondo che assaggiano contemporaneamente, contenute in nove ore di fuso orario

Fiesole, 8 Marzo. “La verticale più ampia mai fatta nella storia della mia azienda e la facciamo in occasione del ventesimo anniversario del vino che la rappresenta da sempre”, afferma Bibi Graetz presentando l’evento. Ci troviamo per assaggiare ben quindici annate, inclusa la prima, la 2000. È un viaggio in Toscana attraverso un vino che ne ha sempre voluto celebrare la ineguagliabile vocazione alla produzione di uve sangiovese. Nomen omen, il segreto dell’uomo è nel nome con cui tutti lo chiamiamo: Bibi Graetz, al secolo Dan Erlan Graetz, in famiglia chiamato Bibi come risultato della distorsione, alla nascita di Dan Erlan, da parte del fratellino di soli due anni della parola baby. E poi è un vero artista, un uomo con lo spirito libero del fanciullo, una persona affabile e molto gradevole che ha voluto mettere tutti i suoi talenti nella produzione di uva e vino. Abbiamo raccontato la sua storia dedicandole molto spazio sul numero 181 di Cucina & Vini, qui ci concentriamo sui vini e sull’evoluzione del suo credo vitivinicolo, approfittando di una degustazione veramente straordinaria, preparata con grande attenzione, dando ai vini il tempo di riprendersi e respirare nei calici prima dell’assaggio.

bibi gratz cantina
La cantina di fermentazione Aurora

La degustazione
La raccontiamo nella sequenza di assaggio, dal vino più vecchio al più giovane. L’annata 2000, definita da Bibi come simbolo della sua passione, è un vino in pieno equilibrio che dichiara di voler ancora durare; oltre al sangiovese, in piccole quantità ci sono canaiolo e colorino. La 2001 è scura potentissima ancora giovane, decretata a Bordeaux il miglior vino del mondo all’epoca, un vero incentivo per incrementare ulteriormente l’impegno di Bibi Graetz nel progetto. La 2002 fu un’annata difficilissima molto umida, una vera scommessa, ma c’è ancora. Con l’annata 2004 Bibi comincia a seguire personalmente ogni attività da solo sempre alla ricerca della potenza, dell’energia, del sole che trova ancor più forte con la 2005, annata che definisce un “razzo”, talmente è potente. Da questa annata si passa al sangiovese in purezza. Il 2006 è un altro vino prestante, energico, decretato vino dell’anno da Wine Spectator. È la volta della 2007, annata molto calda che ha dato un vino potentissimo ancora energico nel tannino. Non abbiamo assaggiato la 2009, il primo vino giocato sulla gentilezza e l’eleganza proprio a causa dell’andamento dell’annata, particolarmente generosa. Ricevette talmente tanti complimenti che in Bibi maturò l’idea di cambiare e di porsi come obiettivo primario l’eleganza. Nella 2010 non ne è ancora del tutto convinto, ma nel suo animo sicuramente il desiderio di cambiare è netto e il vino riesce a unire energia da vendere e una finezza e purezza stratosferiche. Grande vino. 2011 e 2012 sono annate non facili, sfidanti; si cerca la finezza e la prima è seducente al naso e ancora vibrante al palato, la seconda ha un piglio scuro e ancora giovanissimo. La 2013 è una bella annata e Bibi ha la possibilità di lasciare il segno con un vino veramente da non perdere, indimenticabile. La 2015 è l’annata dell’eleganza e il vino è di una raffinatezza e gentilezza non comuni, mentre la 2016 è appena più potente e cupa. 2018 è figlio di una lunga ricerca della migliore espressione dell’annata e il risultato è un vino unico, grandissimo. Con l’annata 2019 si chiude il cerchio dell’eleganza, è giovane ma mostra chiaramente il suo profilo e il suo garbo coinvolgente.
Venti anni di Testamatta ci hanno consegnato un vino caratterizzato da doti evolutive non comuni, basate sulla capacità di conservare integrità anche nelle annate più difficili; una peculiarità che garantisce una degustazione molto coinvolgente e un’attitudine a esaltarsi in abbinamento con il cibo che non flette negli anni, aspetto quest’ultimo che forse è il suo valore più importante.

bibi graetz barrique
Sala di maturazione Leopoldo

2000
Seducente, coinvolgente
Dolce di marasca e viola appassite, di prugna essiccata, carruba. Ecco gli sciroppi con decise speziature di chiodi di garofano, pepe bianco, ginepro e poi note di alchermes, cenni goudron. Tostature e cioccolato… Vivo e di bella potenza, anche nella dote tannica netta, si porge ricco al palato anche in un frutto più fresco che nel finale trova netta la speziatura, con una importante dote di radice di liquirizia.

2001
Molto importante
D’impatto più scuro, amarena, mora, pepe e boero si fondono con note balsamiche e con liquirizia, grafite, ardesia, salgemma, con vaghi profili fumé per un insieme complesso e meno coinvolgente. Polposo, dinamico, dal tannino deciso che sostiene le spezie, integrate con un frutto vitale. Equilibratissimo e di potenziale folle.

2002
Evoluto
Accoglie su toni di umami e pomodoro che incontrano e lasciano il passo a prugna essiccata. Amarena in confettura, sapa, noce moscata, ginepro. Bocca succosa, dal tannino ancora vivace, dotata di una spinta fruttata più fresca, accompagnata da liquirizia e umami.

2004
Esuberante, potente
Il frutto di marasca, chinotto, arancia rossa, mora e melagrana accoglie con i fiori freschi di viola. Ecco le note golose di granatina insieme ai frutti in sciroppo, percorsi da pepe, noce moscata, ginepro, con respiri balsamici mentre scopriamo gelatine, confetture, pasticceria al cacao. Giovane, integrato, potente, succoso, è dotato di un tannino ancora vivace e di una grande lunghezza di frutto e spezie.

2005
Preciso e aitante
Il frutto polposo di amarena e mora è percorso da note nette di pepe nero e da timbri balsamici. Ecco gli sciroppi con le crostate, la vaniglia e la noce moscata di un insieme vivido. La bocca è succosa, salina, dal tannino vivo, corposa, articolata di frutto e spezie senza dimenticare la pasticceria di frolle alle confetture.

2006
Forte e prestante
Ha carattere deciso e accurato, ben amalgamato di frutto maturo, in sciroppo e pasticceria, con note di nocciola in confetto, tabacco, con screziature vitali di arancia rossa spremuta… Potente, dal tannino prorompente, succosa, lunga di frutto e spezia, con la liquirizia a comandare.

2007
Goloso e austero
Avvenente di sciroppi di amarena e mora che incontrano carruba e in bel contrasto scopriamo note fresche di chinotto, toni speziati articolati, cacao, anche in pasticceria e nuance mentolate. Bocca dal tannino deciso, strutturata, caratterizzata dal frutto speziato e percezioni di grafite che ancor comandano.

Bibi Graetz, verticale di Testamatta, dalla 2000 alla 2019

2010
Elegantissima potenza
Grande fusione olfattiva dal frutto fresco allo sciroppo, alla pasticceria, con fioriture nette di viola e peonia e una raffinata e articolata speziatura di pepe, noce moscata, ginepro percorsa da vaghe tostature. Bocca perfetta, bilanciata, viva, succosa, di struttura piena, dal tannino finissimo, lunghissima e viva. Grande.

2011
Seducente e vibrante
Accoglie con le confetture di rose, pomodori e amarene, insieme a timbri di sapa e un’articolata speziatura mentre diventano decise e insistenti le percezioni di prugna secca e cacao, sfumate da respiri di tabacco e percorse da nette note golose di tartufi di cioccolato. Bilanciato, morbido, avvolgente, è dinamico ma dotato di un tannino ancora molto incisivo.

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2012
Scuro, austero, giovanissimo
Accoglie un po’ affumicato e tostato; si aggiunge liquirizia, grafite, pepe, con il frutto dai risvolti agrumati in secondo piano. Bocca potente e ricca di polpa fruttata, dal tannino ancor impegnativo che rapidamente porta la speziatura scura in primo piano, protagonista del lungo finale di grafite, liquirizia e tabacco.

2013
Elegante, complesso, aristocratico, da non perdere
Intenso, deciso e incisivo di frutto sfaccettato e balsamico, spezie articolate, toni di tabacco e pasticceria, timbri di macchia mediterranea scaldata dal sole. Bocca bilanciata, con la succosità e il tannino che gareggiano, integrati dalla struttura importante, fitta ma non muscolare, dotato di una percezione non comune di arancia rossa. Lungo di frutto, spezie e pasticceria.

2015
Dinamico e raffinato
Vivo di rosa, arancia, viola, ciliegia mentre tracce golose di alchermes si uniscono. Ecco mora, amaretto, gianduia, pasticceria di frolle e cacao in un gioco articolato, intenso e persistente. Bocca voluminosa, succosa, dal tannino deciso e integrato dalla bella struttura, elegante e potente.

2016
Complessità e dinamica con vena austera
Una dialettica di chiaroscuri tra frutto e spezie con toni fumé e di grafite: ciliegia, granatina, viola, peonia, liquirizia, ardesia, con nuance di pomodoro e una bella timbrica balsamica. Integrato, è compatto, ancora un po’ ingessato, ma bilanciato, con il finale più sul tannino.

2018
Grande
Gentile, elegante, raffinato nel porgere rosa, viola, peonia, con ciliegia, melagrana, granatina, mora, menta, eucalipto, ginepro, mirto in bacca e foglia… Bocca bilanciatissima, dinamica, succosa, lunga, dal tannino perfetto, in grado di raccontarsi a lungo, coerentemente con il naso e con una freschezza straordinaria.

2019
Elegante e di carattere, coinvolgente
Gentilmente etereo di fiori di viola e peonia, con netti aromi di arancia rossa insieme a chinotto, mora e visciola croccanti, percorsi da minerali di scisto, da nocciola e noce secche, da chiodi di garofano e pepe, da mirto in bacca e foglia. Bocca succosa, d’impatto fine ed elegante, dal tannino sottile e, seppur soffice, meno fascinoso del 2018, con un retrolfatto ricco.

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Un momento della degustazione