Assaggi Irpini

In Degustazione, Protagonisti, Vino by vventuratoLeave a Comment

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      Colli di Lapio L’azienda familiare di Clelia Romano nasce nel 1994, ma la produzione di uve è un’attività che i Romano si tramandano da generazioni: prima del 1994, infatti, erano conferitori di Mastroberardino. Attualmente Colli di Lapio dispone di 8 ettari vitati posti a circa 600 metri di altitudine per una produzione annua di 50-60mila bottiglie. L’azienda si avvale della consulenza dell’enologo beneventano Angelo Pizzi. Ci presenta i vini Carmela Romano, figlia di Clelia, che si occupa di produzione  col fratello Federico.   Fiano di Avellino Docg 2013 – 13,5 % vol ET FIANO DI AVELLINO fust mod  

È in bottiglia da settembre 2014 il nostro campione (l’azienda fa più lotti di imbottigliamento) ed è di un bel giallo intenso. Sa decisamente di fiori di mimosa, acacia e limone che dialogano col frutto polposo, mentre si affacciano cenni si nocciola secca: arancia, pesca, nespola sono sfumati da respiri di cipria e selce. Bocca vivace, sapida, di bella tessitura, rinnova la polpa fruttata con nette sfumature di fiori mentre la salinità crescente sollecita netti spunti minerali.   Andrea 2010 Taurasi Docg – 14% vol Andrea   Rubino intenso, è netto e nitido nel proporre aromi di viola che avvolgono il frutto vivo, inchiostroso e mentolato: marasca, prugna, chinotto e arancia rossa si fondono con le spezia di pepe, noce moscata e liquirizia in radice, mentre si insinuano spunti di grafite. Bocca fresca, elegante, dal tannino vibrante ma ben integrato da struttura e morbidezza, per un insieme dinamico che fa esplodere il frutto e che spinge in progressione il ritorno delle spezie.   Vigna Dei Lupi – Dodiciettari L’azienda agricola irpina si chiama Vigna dei Lupi ed è di proprietà di imprenditori milanesi; il marchio Dodiciettari nasce in seno a questa azienda, che dispone appunto di dodici ettari, con l’intento di esplorare altre zone d’Italia con la stessa filosofia, votata alla ricerca di una forte caratterizzazione dei vini. Incontriamo il direttore di Vigna dei Lupi, Giancarlo Barbieri, tecnico che proviene da Terredora e che gestisce vigne e cantina per una produzione attuale di oltre 30mila bottiglie.   “1” 2013 Greco di Tufo Docg – 12,5% vol Vigna dei lupi 1   Di colore giallo luminoso, è intenso e croccante di frutto, percorso da netti sbuffi minerali: arancia, pompelmo, cedro, mela, pesca e nespola si fondono con toni di fresia, con vegetali di salvia e timo. Al palato è fresco, salino, continuo e vibrante e sviluppa la polpa fresca del frutto, con una scia minerale densa su cui si innestano sentori vegetali e cenni floreali.   “2” 2012 Irpinia Aglianico Doc 14% vol Vigna dei lupi 2 Rubino intenso con riflessi violacei, è spiccato di ciliegia, amarena, lampone, viola, granatina, mora e gelso, sfumati da toni di inchiostro, con belle striature floreali, toni di liquirizia e vaniglia. La bocca è bilanciata, piacevole, ricca di tannino non ancora del tutto integrato che non pregiudica la dialettica retronasale densa di frutto.   Crypta Castagnara Incontriamo Sergio Spiniello della famiglia proprietaria da generazioni le vigne in località Grottolella e Altavilla Irpina. Il marchio Crypta Castagnara nasce nel 1997 con l’intento di commercializzare vino in bottiglia: infatti fino a quell’anno il grosso della produzione di uva era venduto e una parte vinificata e commercializzata sfusa. Oggi l’azienda dispone di quindici ettari di proprietà per una produzione di circa 100mila bottiglie. I vini che assaggiamo provengono da vigne storiche aziendali, su terreni argillosi.   Fiano di Avellino Docg 2012 13,5% vol Crypta FIANO di Avellino Nel calice è di colore giallo luminoso; al naso è polposo e intenso di frutto che sa di pesca, nespola, arancia e gelso, con netti risvolti di nocciola e articolati toni minerali che rivelano argilla e selce. In bocca è spiccata la salinità, integrata da un corpo rotondo e polposo, per un insieme appena calorico dai coinvolgenti sviluppi mentolati.   Cretazzo 2012 Irpinia Aglianico Doc 13,5% vol Cretazzo Di colore rubino con riflessi granati, è etereo al naso nelle note di menta e spezie che riportano a noce moscata e pepe, mentre si avvertono sentori di carcadè e tè. Il frutto si sviluppa nei riconoscimenti di prugna, amarena e chinotto con risvolti anche evoluti che sanno di uva sultanina e fico secco sotto spirito. Al gusto è caldo, tannico, appena spigoloso, sollecita intenso il frutto maturo serrandosi leggermente in progressione.   Cantina Di Prisco L’azienda di Pasqualino Di Prisco, che ci presenta i vini, è di taglio familiare e produce uva da generazioni. Nel 1994 cambia la strategia e inizia la produzione di vino, dai 7 ettari aziendali, e l’imbottigliamento. Da sempre l’azienda è seguita dal valente enologo di territorio Carmine Valentino. L’attività vinicola produttiva comincia con aglianico e poi fiano, seguiti successivamente da greco, proveniente da vigneti che non sono di proprietà.   Pietra Rosa 2012 Greco di Tufo Docg – 13% vol di prisco pietra rosa Di colore giallo dorato luminoso, al naso presenta subito un’ampia articolazione minerale che va dalla selce al tufo, dal gesso al salgemma; l’insieme si fonde con aromi di agrumi, mela, ananas e pesca, con toni delicati di miele, menta e noce, mentre si avvertono nuance di fieno. Bocca freschissima, salina, di bella continuità e grande energia alcolica, riprende la scia minerali, col frutto agrumato e mentolato.   Taurasi Docg 2008 – 14% vol di prisco taurasi Imbottigliato ne 2012, il vino si presenta di colore rubino granato e al naso è dolce e maturo nella sua espressività fruttata che sa di prugna, mela cotogna e cotognata, bergamotto, chinotto e marmellata di agrumi, con cenni di tabacco, grafite e funghi. La bocca è calorica, dal tannino imponente, di buona continuità e morbidezza, sui binari fruttati evoluti del naso, con netti risvolti speziati.  

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