Barolo Vigneto Boscareto 2005

Barolo Boscareto Batasiolo, la degustazione

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A colloquio con Fiorenzo Dogliani dell’azienda Beni di Batasiolo, degustando Barolo Boscareto

Barolo Vigneto Boscareto 2005 di Batasiolo

“Parlare del Barolo Boscareto è come risalire alle origini del mio modo di intendere il vino e la vita”, afferma Fiorenzo Dogliani, patron dell’azienda Beni di Batasiolo, tra le più conosciute realtà vitivinicole langarole, centosette ettari vitati, per due milioni e mezzo di bottiglie l’anno. “La vendemmia 1982 in questo senso è indimenticabile, è stata una di quelle annate magiche, non solo nei due fatidici mesi che benedicono i nebbioli (settembre e ottobre), ma in tutto l’evolversi delle stagioni. Un’annata eccezionale la percepisci, e non è uno slogan, come un qualcosa che senti aprirsi insieme alla certezza che nulla ne turberà l’espressione, la compiutezza.

È come se avessi la sicurezza fin dalla primavera che né grandinate, né piogge, né freddo fuori stagione potranno sorprenderti.In quegli anni non c’erano satelliti a predire il sole e la pioggia, ma gli odori che la natura manda in avanscoperta, o le premonizioni al limite del magico. Era una sera di maggio, io e mio padre eravamo seduti su una panca davanti alla rimessa della cascina che porta il nome del vigneto, Boscareto. Mio padre, le mani appoggiate sul suo bastone e il mento sulle mani, aveva lo sguardo che seguiva come una parabola la geometria della collina. Sospirò dicendo che avevamo una delle vigne più splendide di Serralunga e non avevamo ancora fatto un vino che ne portasse il nome. Ci sarà un motivo? Mi chiese. Il motivo era che volevo essere sicuro delle potenzialità”, continua Dogliani, pensando alle sue insicurezze e al nitore di suo padre che lo ha messo davanti al le sue responsabilità e in qualche modo a sé stesso.

“Il Boscareto è dunque il vino di mio padre, per me lo sarà sempre, anche se oggi io sono nonno. Servono altri motivi da parte mia per amarlo?”. Proprio lì, ventisette anni dopo, attorno a quella panca è nato il Resort Boscareto, un raffinato ed elegante complesso di accoglienza per gli amanti di questo vino e di questa terra, un omaggio ancora più grande alla storia della sua famiglia e alla tradizione del Barolo, al coraggio che suo padre gli ha stimolato. “Quella panca è sempre al suo posto, come in quella sera, su quell’aia”, conclude commosso Fiorenzo Dogliani.

Barolo Vigneto Boscareto 2005

Batasiolo

DOCG

  • 13,5% vol – € 40,00
  • Uve: Nebbiolo
  • Bottiglie prodotte: 19.600
  • www.batasiolo.it

Un vino fine e complesso, moderno e antico come le belle strutture che lo generano. Il bel calice rosso rubino con riflessi granato regala al naso immediati sentori di frutta scura, con una nota balsamica di menta ed eucalipto. Ed è subito cioccolato, che nel legarsi ripropone sentori di after eight, resi ancora più eleganti dai tratti minerali di grafite e ardesia, seguiti da tostature di legno e mallo di noce. Il frutto si esprime su note di sottobosco, prugna, ciliegia, amarena anche sotto spirito e in confettura, ribes, arancia rossa e si amplia alla crostata di frutta, con toni di inchiostro, chiodo di garofano, pepe nero e cardamomo in un’armonia complessa che si concede regale, con raffinata calma. La bocca in piena corrispondenza è morbida, fresca, equilibrata, di bella tessitura acido-sapida, con fini tannini ben integrati. In linea con il naso il finale aromatico che esalta l’elegante mineralità. Abbraccia volentieri piatti importanti o tradizionali come una pastissada di cavallo.

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Enrico Pozza

enrico


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