L’Irpinia al Vinitaly 2014 raccontata dal nostro direttore

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Francesco D’Agostino, storico direttore di Cucina & Vini, ci racconta l’Irpinia del vino scoperta e degustata in occasione dell’appena trascorso Vinitaly

irpinia

Una zona la cui vocazione viticola è cosa plurimillenaria, come tante altre in Italia, ma che manifesta attualmente una particolare attitudine alla vitivinicoltura da parte dei vignaioli. Certo gli irpini hanno una dote in termini di vitigni particolarmente fortunata, ma la loro tensione verso la qualità è un fatto tangibile, tantissimi i vini eccellenti, sia nei bianchi che nei rossi. Raccontiamo gli assaggi di tre realtà sottolineando che esiste un vero movimento di territorio che porta l’Irpinia vitivinicola a livelli internazionali.

 

Nativ

Una coppia del vino gestisce questa azienda, Roberta Pirone con il famoso enologo Mario Ercolino, grande conoscitore delle terre vitivinicole d’Irpinia. Siamo nel cuore della provincia di Avellino, a Paternopoli, in piena zona a denominazione garantita Taurasi, ma l’azienda dispone di vigne sia nella Docg Greco di Tufo che in quella adiacente del Fiano di Avellino e si impegna esclusivamente sui vitigni tradizionali, gli italici greco, fiano, falanghina e aglianico.

 

greco di tufo nativ

 Greco di Tufo Docg 2013

13% vol – € 12,50

Vino di fresca polpa agrumata, sfumata da erbe aromatiche e accompagnata da un’avvolgente nuvola floreale di acacia, ginestra e glicine. Vivo e croccante, bilanciatissimo e vibrante, è progressivo nella tensione di agrumi e pomi mediterranei, con una vena di fiori e salgemma. Piacevole e invitante.

 

 

Irpinia Aglianico Nativ

Irpinia Aglianico Doc 2012

 14% vol – € 14,00

 Un’interpretazione moderna e più immediata dell’aglianico rispetto a quella profonda e da lungo invecchiamento del Taurasi. È intenso di frutto rosso e nero polposo, anche in sciroppo e confettura, con pepe e vaniglia. Diventa goloso di crostata di visciole, cioccolato e tabacco, per un profilo veramente invitante. Piacevole, gustoso, di media struttura e bella lunghezza, è perfettamente coerente al naso. 

 

 

Le Masciare

Gli olandesi si sa sono sempre stati innamorati dei luoghi italiani più ameni e meno conosciuti. Abbiamo incontrato Erik Den Dunne, italiano fluente, passione per la cultura e l’enogastronomia delle nostre terre, cittadino del mondo trapiantato in Irpinia, a Paternopoli, dove fa parte del giovane team di Le Masciare. Azienda gioiello di ottantamila bottiglie di vino, extravergine eccellente, conserve di pomodoro e marmellate prelibate. Abbiamo assaggiato cinque vini, tutti buoni e dalle etichette affascinanti:  Fiano e Greco 2012, l’Aglianico Barbassano 2010, il Campi Taurasini 2011 e il Taurasi 2010. Ne raccontiamo due.

 

fiano_di_avellino_Masciare

Fiano Di Avellino Docg 2012

13,5% vol – € 13,00

Immediato di fiori e macchia mediterranea, fusi con delicati toni melliti e sbuffi minerali, e col frutto di agrumi, pesca, mela, pera, banana, ananas e nespola, con tracce di nocciole  e mandorle. La bocca è fresca, bilanciata, salina, di grande larghezza gustativa e importante progressione aromatica, tutto da bere e ancora giovane.

 

 

 

taurasi_Masciare

 

Taurasi Docg 2010

14,50% vol – € 22,50

Prima annata di Taurasi prodotta, è avvolgente di frutto che si declina fino alle confetture e in pasticceria,  con dolcezze di cioccolato, minerali di grafite e ardesia e decise speziature di cannella, cardamomo e pepe, toni di tabacco e nuance floreali. Di piglio potente, ha tannico deciso ma ben integrato, grazie a freschezza e tessitura. Giovanissimo, manifesta un importante potenziale evolutivo.

 

 

Nardone

Abbiamo incontrato Domenico Nardone, nipote del fondatore dell’azienda di cui porta il nome. Siamo a Pietradefusi, in località Vertecchia. Qui la famiglia vinifica in una moderna cantina realizzata nel 2006 le uve aglianico provenienti da Torre le Nocelle, il fiano da Grottolella, il greco da Prata, falanghina e coda di volpe da Pietradefusi, per un totale di circa dieci ettari di vigneto. Le etichette sono sei, quattro bianchi varietali e due rossi, sempre monovitigno da aglianico, uno più immediato e piacevole, l’altro più importante, complesso e longevo, il Taurasi.

 

greco_di_tufo Nardone

 

Greco di Tufo 2013

13,80% vol – € 9,00

Esuberante ed elegante di acacia e ginestra, con toni di macchia e frutto polposo di agrumi e pesca, con banana e ananas, veramente invitante. Bocca fresca e salina, di bella trama, molto bilanciata, dalla componente alcolica perfettamente integrata, in grado di materializzare l’agrume polposo, vivo e croccante,  con salgemma, fiori e macchia. Tutto da bere.

 

 

 

taurasi nardoneTaurasi Docg 2008

15% vol – € 31,50

Accattivante e goloso, è denso di frutto sciropposo e marmellatoso, fuso con cannella, cioccolato, tabacco; e ancora frutti e fiori appassiti si sposano con golosità di pasticceria da forno alle confetture e con l’articolata speziatura. La bocca è suadente, bilanciata, seducente, allo stesso tempo potente, caratterizzata dagli stessi profili del naso con un frutto lunghissimo. Elegante e veramente invitante.

 

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L'Irpinia al Vinitaly 2014 raccontata dal nostro direttore
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L'Irpinia al Vinitaly 2014 raccontata dal nostro direttore
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Francesco D'Agostino, storico direttore di Cucina & Vini, ci racconta l'Irpinia del vino scoperta e degustata in occasione dell'appena trascorso Vinitaly
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