La rivoluzione gentile della chef Paris (tra fegato e rognone)

Nel cuore del quartiere Monti a Roma, c'è un ristorante diretto da una giovane chef abruzzese che ha il coraggio di osare.

Uno chef’s table che avvolge la cucina, qualche tavolo sparso nel resto della piccola sala. Parliamo di Futura a Roma, il bistrot di cucina contemporanea nato dalla passione di Anastasia Paris, una giovane chef abruzzese di grande talento.

La rivoluzione gentile della chef Paris (tra fegato e rognone)

Cucina contemporanea nel cuore di Monti

Poco più che trentenne, occhi grandi e sorriso potente, Anastasia Paris a Roma ci ha messo le radici e per quanto ci riguarda, quelle della sua creatività stanno portando grandi frutti. È qui, nel cuore del quartiere Monti al 222 di via Panisperna, che la chef abruzzese ha deciso di dare forma alla sua prima esperienza da imprenditrice aprendo quasi un anno fa, Futura. Ristorante, bistrot piccolo e intimo: un bancone di marmo tutt’intorno la cucina a vista che diventa spettacolo in prima fila per i commensali, visto che a dividere gli uni dall’altra ci sono solo dei vetri. Dall’altra parta Anastasia Paris con Flavia Ercoli, socia e braccio destro in cucina. E poi ad accogliere gli ospiti occupandosi del servizio (e della carta dei vini) c’è Luigi Carofilis altro “partner in crime” di questa piccola brigata che – spolier – emoziona come quelle grandi.

La rivoluzione gentile della chef Paris (tra fegato e rognone)

Abruzzo, Australia, Roma

Anastasia Paris è nata a Celano nel 1994, a 19 anni conclude gli studi liceali e ripone il diploma nel cassetto per percorrere la strada verso la quale forse era predestinata. Parliamo ovviamente della cucina, Anastasia è figlia d’arte: la sua famiglia per anni è stata proprietaria di un grande ristorante lì a Celano e per lei quello è l’habitat natuarale tra fuochi e padelle, tavoli e tovaglie. Come tutti i giovanissimi, scalpita e inizia a viaggiare per formarsi nelle cucine internazionali e vola fino in Australia. Poi ritorna in Italia, un passaggio importante in un hotel 5 stelle sulla costa ligure, poi altre esperienze messe a segno in altre cucine stellate fino poi tornare a Roma, poco dopo il covid entrando all’Osteria della Trippa a Trastevere. Qui Anastasia, stranamente, non lavorava in cucina ma in sala scoprendo peraltro una dimensione che non le dispiacque affatto quella cioè di parlare con il pubblico, stare a contatto con gli ospiti, accoglierli e coccolarli. Ma il sacro fuoco della cucina, è proprio il caso di dirlo, difficilmente abbandona i “passionali” come Anastasia, quel passaggio in sala fu semplicemente un intermedio ma niente di definitivo, il suo posto era ed è in cucina e allora eccoci da Futura.

La rivoluzione gentile della chef Paris (tra fegato e rognone)

Il locale, che anche nella precedente gestione era sempre un ristorante, Anastasia lo conosceva da tempo. Innamorata di Monti e di via Panisperna, la chef abruzzese aveva anche collaborato con la precedente realtà ristorativa fornendo una consulenza e in quella occasione non nascose il suo interesse verso il locale. Passa il tempo, il ristorante si libera e per Anastasia arriva il momento di fare sul serio: chiede supporto a Flavia Ercoli e Luigi Carofilis che accolgono la proposta e sposano immediatamente il progetto di Futura entrando in società con la Paris. Era aprile dello scorso anno e fra poco meno di due mesi, sarà già un anno di Futura.

La rivoluzione gentile della chef Paris (tra fegato e rognone)

La rivoluzione gentile a colpi di fegato

Ma adesso andiamo al sodo, quindi al cibo, parliamo della proposta gastronomica e di come la Paris sia riuscita a condurre la sua personalissima rivoluzione gentile fatta di quinto quarto, fegato, note orientali e studio, tanto studio. Ci dice che da Futura il menu cambia spesso, quello attualmente in corso si chiama Rombo ed è il quarto, fra un paio di settimane, si ricambia. La grafica richiama il cubismo di Picasso, figure geometriche, colori nitidi. All’iterno i piatti, una dozzina in tutto tra “segnature” e 6 fuori menu. Per chi vuole, c’è il percorso degustazione affidandosi totalmente alla cucina che prepara sei piatti per 80 euro a persona che diventano 95 se si gradisce l’abbinamento vini. Prezzo giustissimo.
Si comincia e si chiude con due piatti, ovviamente diversi non fosse’altro perchè uno è un antipasto e l’altro è un dolce, che hanno un insolito filo conduttore. Parliamo del fegato, nell’antipasto arriva con acciuga e uva e poi il dolce, che sembra una parfait ai 3 cioccolati e invece è ai 3 fegati: pollo, fois gras e vitello. Nel mezzo, una serie di piatti che accolgono quasi in modo confortevole come nel caso dell’animella brasata o i tortelli di patate. Ma arrivano anche bocconi che sono quasi un cazzotto al confort palatale, come il rognone funghi e seppia oppure dei capellini al curry rosso e cachi fermentati. Pazzeschi. Per il bere ci si affida a Luigi, che ha messo su una carta dei vini sartoriale: 60 etichette, naturali e biologiche, ma senza troppi estremismi con ricarichi onesti.

La rivoluzione gentile della chef Paris (tra fegato e rognone)

Ecco perché l’abbiamo definita rivoluzione gentile, perché Paris ti prende e ti accompagna in un viaggio che forse neanche desideravi fare – tra fegati, rognoni e note orientali – ma appena finisce, hai voglia di ricominciarlo.

Futura
Via Panisperna, 222/A
00184 Roma
06 01903498
www.ristorantefutura.com