Numero di Aprile – Maggio 2016

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In questo numero

Festeggiamo il centocinquanta con una nuova rubrica che speriamo apprezzerete: Cronache di cucina racconta un certo tipo di ristorazione molto curata che sta sostituendo quello che era la trattoria trenta anni fa che oggi troppo spesso vuole competere nei prezzi col fast food, con ovvi compromessi a scapito della qualità. Questo nuovo modello di ristorazione attenta, curata, ricca di inventiva, rispettosa delle tradizioni e delle produzioni locali sta prendendo piede e noi la racconteremo attraverso la sua cucina, per darvi degli elementi che possano invitarvi a visitare il locale, riproponendone in famiglia e agli amici le ricette.Siamo andati in Puglia, in Abruzzo e nel Lazio.

Tempo di Vinitaly, il vino ha uno spazio importante che abbiamo voluto dedicare a due vitigni italiani che stanno attirando i riflettori, il grechetto in Umbria, il rossese in Liguria. Non manca uno spazio dedicato all’oro verde italiano, l’olio extravergine di oliva che fa sempre discutere e che raccontiamo con numerosi assaggi in lungo e in largo per l’Italia. La birra raccontata focalizza su una nuova realtà romana che porta nella Capitale la cultura brassicola belga. Passando al turismo goloso, il suggerimento del numero porta in Danimarca, nel meraviglioso Jutland meridionale dove l’ostrica è un prodotto popolare, di cui ci si può cibare anche gratuitamente. Le ricette di questo numero sono figlie della passione e dell’estro di Rocco De Santis che ha portato a Latina una nuova atmosfera gastronomica nel ristorante Vistamare, all’interno del fascinoso hotel Il Fogliano.

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Qualità e tracciabilità

Oggi l’italian sounding, ovvero il valore di mercato dei prodotti che si rifanno a nomi o colori dell’Italia per invitare all’acquisto consumatori poco avveduti all’estero che pensano di comprare italiano, vale sessanta miliardi di euro ed è un fenomeno sempre esistito, probabilmente legato all’emigrazione; la dimensione raggiunta però oggigiorno è colossale ed è senza dubbio legata al miglioramento generale dell’immagine dell’agroalimentare italiano, divenuto ormai oggetto del desiderio dei tantissimi appassionati di cultura enogastronomica che popolano i Paesi ricchi.

Siamo sempre molto stupiti dal fatto che i numeri del nostro export siano inferiori di quelli delle “imitazioni” (non parliamo di frode) e siamo parimenti consapevoli che per combattere il mercato delle patacche le strategie da mettere in campo siano essenzialmente due, diffondere in modo planetario la cultura del cibo italiano, come hanno fatto i francesi da sempre, oppure certificare veramente tutto ciò che viene prodotto realmente in Italia.

Sul primo aspetto siamo partiti con un ritardo colossale e la dimensione del mercato italian sounding lo dimostra inequivocabilmente; un’attività da perseguire, su cui investire molto a livello istituzionale. Le uniche vie che le aziende possono perseguire con le proprie forze sono quella della produzione a indicazione geografica, la cui protezione è nei temi discussi all’interno dei trattati internazionali, e quella della certificazione di prodotto nato e cresciuto in Italia da parte di organismi di certificazione privati, riconosciuti a livello internazionale, come il caso del marchio Food Italy.

Dove non è possibile creare una Dop o una Igp o è troppo oneroso, le aziende individualmente possono ricorrere a questa certificazione per assicurare il cliente straniero, ovunque si trovi, che il prodotto è realmente italiano.

Ecco per il prossimo futuro abbiamo intenzione di dare il nostro contributo in questa ottica. Infatti, l’italian sounding non si può combattere con trattati internazionali: immaginate quanto american sounding gli Usa tollerano nel mondo, basti pensare al mercato del jeans in cui l’Italia è leader con nomi che si rifanno tutti all’America! Entriamo nel diciottesimo anno di vita augurandocene almeno altri diciassette e promettendo di continuare a raccontare il bello e il buono del nostro Paese, aggiungendo al valore della qualità, che promuoviamo da sempre, quello della produzione interamente italiana, come per le nostre Dop, certificabile oggi per qualsiasi bene agroalimentare.

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enrico pozza

Redazione

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Numero di Aprile - Maggio 2016
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Numero di Aprile - Maggio 2016
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Festeggiamo il centocinquanta con una nuova rubrica che speriamo apprezzerete: Cronache di cucina racconta un certo tipo di ristorazione molto curata che sta sostituendo quello che era la trattoria trenta anni fa che oggi troppo spesso vuole competere nei prezzi col fast food, con ovvi compromessi a scapito della qualità

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