Poggio Canneto di Carlo e Marco Carini: Alla ricerca delle tradizioni

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Poggio Canneto - Agricola CariniPoggio Canneto di Carlo e Marco Carini: Alla ricerca delle tradizioni

L’idea venne circa dieci anni fa a Carlo e Marco Carini: trasformare l’intero complesso di centoquaranta ettari, provvisto di casali e due piccoli laghi, in un’azienda agricola che fosse in grado di ripercorrere le tradizioni umbre. La zona è la piana del lago Trasimeno, quella che lambisce le pendici del monte Tezio, un’estensione a un’altitudine che oscilla tra i duecentosettanta e i trecentosessanta metri, su un terreno marnoso ricco di formazioni arenacee, particolarmente adatto alla coltivazione della vite e degli ulivi. In questo lembo di paradiso furono impiantati lo chardonnay, il cabernet sauvignon, il gamay e il merlot, allevati con il sistema del cordone speronato.

Sin dall’inizio si era alla ricerca della qualità e non della quantità, obiettivo che si è poi perseguito con la gestione del verde, delle potature e dei diradamenti, coadiuvati dalla conduzione con sistema di lotta integrata. Il rispetto delle tradizioni di questi luoghi imponeva anche la coltivazione degli ulivi e l’allevamento, ecco quindi la messa a dimora di duemilacinquecento piante d’ulivo di cultivar leccino, frantoio, dolce agogia, moraiolo e la riscoperta di una delle razze suine d’eccellenza del nostro Paese, la cinta senese. I maiali hanno a disposizione circa dieci ettari di terreno dove ghiande, corbezzoli e castagni forniscono un cibo d’elezione per una carne giustamente grassa, quindi adatta alla stagionatura.

Oggi l’azienda produce quattro oli extravergini varietali e uno frutto del blend dei quattro, mentre dall’allevamento suino si ricavano salumi dal gusto unico e inconfondibile. Eccoci ai vini o meglio al Poggio Canneto, un bianco strutturato e di carattere prodotto con uve chardonnay e pinot bianco. La resa dei vigneti è molto bassa, sessanta quintali per ettaro, e da questi, con una pressatura soffice, si ricavano solo trecento ettolitri. La vendemmia si fa nei primi quindici giorni di settembre mentre la fermentazione del mosto, che dura in media quindici giorni, avviene in acciaio a una temperatura che non supera i 15 °C, solo una piccola parte dello chardonnay fermenta in barrique di rovere francese dalla tostatura dolce. L’imbottigliamento avviene la primavera successiva alla vendemmia, poi il vino riposa ancora tre mesi nelle cantine dell’azienda prima di essere posto in commercio e goduto nei più svariati abbinamenti.

POGGIO CANNETO 2010
UMBRIA IGT
14% vol – € 10,00
Uve: chardonnay, pinot bianco
Bottiglie prodotte: 12.000
www.agrariacarini.it

Un vino strutturato dalla beva piacevole, che non stanca e che lascia ampi spazi alla fantasia di chi è alla ricerca del giusto abbinamento. Di colore paglierino brillante con riflessi che tendono all’oro verde, all’olfatto è fresco di riconoscimenti vegetali di melissa ed erba medica e dolce di fiori e frutti. Camomilla e mimosa anticipano i toni maturi di pesca gialla, anche al vino, pera kaiser e mela, questa anche in nettare, che si rinfrescano con cedro e arancia bionda. I sentori di nocciola e mandorla, anche gentilmente tostate, si fondono a sottili sfumature di pan di Spagna e alla vena minerale. In bocca il vino è morbido ed equilibrato; il corpo fronteggia a dovere la sinergia acido-sapida che è in grado di far passare inosservata l’alcolicità: tutto in una bella progressione gustativa. Un retrolfatto coerente per ampiezza e intensità si arricchisce di sfumature di ananas.

Bene con dei tagliolini, anche velati di pomodoro, alla rana pescatrice oppure con una sella di coniglio al forno nappato con emulsione di extravergine ligure e salsa di olive taggiasche, guarnita con cardoncelli.

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silvio torterolo

280188


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