Profili diVini Vintage: Confini 2004 – Lis Neris

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Nel 2007 realizzammo un’avvincente verticale di questo vino. Da quel momento abbiamo conservato la seconda bottiglia del millesimo 2004 nella nostra cantina. L’abbiamo riassaggiata a inizio maggio e la presentiamo oggi nella sua affascinante e indimenticabile espressività

di Francesco D’Agostino

Siamo in Friuli Venezia Giulia, nella valle disegnata dal fiume Isonzo. Confini nasce nel 1997 e nel suo nome c’è sia il territorio che il progetto del vino: guardando a est da San Lorenzo Isontino, dove ha sede l’azienda, si vede il profilo alpino che percorre il confine geografico con le Slovenia; il vino nasce come espressione estrema di pinot grigio, ispirata a quelle delle valli del Reno francese e tedesco, come ricerca del limite di questa uva alle nostre latitudini. I risultati della prima annata, basata sulla surmaturazione delle uve, spinsero Alvaro Pecorari, patron e anima dell’azienda, a cercare sostegno in altre uve da aggiungere. Il gewürztraminer per dare un’ossatura più solida, il riesling renano un bagaglio di acidità maggiore. Non solo, il residuo zuccherino da 14 grammi per litro fu limitato a 6-8 grammi, in funzione dell’annata. In questo modo Pecorari è riuscito a dare al vino uno spessore salino che ha dimostrato di non estinguersi affatto a distanza di ben sedici anni dalla vendemmia, anzi crediamo che il vino avrebbe tranquillamente riposato in cantina per altrettanto tempo. Quanto al processo di vinificazione, è stato svolto separatamente per ciascuna varietà in botti di rovere usate da cinquecento litri; qui i vini sono restati un anno in presenza delle fecce fini. La cuvée è stata realizzata in acciaio e presto il vino è andato in bottiglia.

 

Confini 2004
Venezia Giulia Igt
14,5% vol
uve: gewürztraminer 50%, pinot grigio 30%, riesling renano 20%

Giallo dorato, è esplosivo al naso, articolato, ammaliante e profondo nell’espressione olfattiva che accoglie  con toni di zenzero fresco e candito insieme a fiori appassiti di sambuco e petali di rosa; dialogano con sentori di salgemma che si fondono con miele, mandarino, albicocca matura ed essiccata, ananas, nocciole secche e tostate, pan di spezie, percorsi da golosi sentori di gianduia, da timbri netti di licci e di frutto della passione, da cenni di cioccolato bianco, gesso e genziana, da respiri di idrocarburi che percorrono percezioni di croccante, latte e menta, pappa reale, cera… La bocca è avvolgente e dinamica, grazie a una dialettica acido-sapida  che dà spessore e lunghezza insieme alla struttura importante, sollecitando in modo totale il cavo orale. Ne gode il retrolfatto che riprende la larghissima tavolozza del naso con una mineralità salina che allunga il sorso, coniugando nel finale miele, caramello e salgemma con freschezze di mandarino. Indimenticabile! Complimenti Alvaro.

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Francesco D'Agostino

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