SanVitis #LazioPreziosoDigital2021

Nasce dalla passione contemporanea per il vino e la sua condivisione a tavola di tre amici, Sergio, Massimo e Riccardo

In azienda i tre soci portano l’esperianza maturata in diversi ambiti lavorativi. La passione che unisce il metodo scientifico all’amore nel fare il vino di Paolo porta SanVitis a interpretare in chiave moderna ed evoluta questo antico e affascinante mestiere. Il loro è un progetto che punta alla riscoperta e valorizzazione di un territorio con una tradizione radicata, per questo SanVitis seleziona una serie di vitigni autoctoni rappresentativi come il bellone, il cesanese, la passerina, la malvasia di Candia e il trebbiano giallo e sceglie anche una viticoltura interamente biologica e naturale con l’intento di produrre bottiglie con un’identità territoriale forte, un’idea di vino sano e nel pieno rispetto delle caratteristiche di questi vitigni storici, raccontandoli con modernità. Sempre più convinti che il vino si fa in vigna e con una grande dose di artigianalità. A Olevano Romano c’è il centro produttivo della SanVitis. Qui si coltiva nella vecchia vigna in Contrada La Torre (sette ettari totali) tramandata da generazioni, un ettaro di cesanese impiantato più di cinquant’anni fa, il terreno è di argilla rossa, molto tenace un po’ come le persone che vivono questi territori. Sullo stesso appezzamento si trovano piante più giovani di bellone e di passerina insieme a una piccola parte di cabernet e petit verdot.

cucina e vini
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Sanvitis – San Vito Romano (Rm)
Cesanese di Olevano Romano Doc 2017
Uve: cesanese
14,5% vol

Di un bel colore rubino, porge immediatamente aromi di marasca, ciliegia, granatina, prugna e chinotto, percorsi dalla speziatura di pepe bianco e noce moscata, tutti avvolti da toni balsamici di menta in bel contrasto con profumi di viola. Si aggiungono percezioni più scure di liquirizia, grafite e incenso, giustapposte a golose note di crostata alla confettura di visciole. Ingresso in bocca gentile, succoso, estremamente bilanciato, dal tannino sottile per un insieme di buon corpo che nasconde la potenza alcolica, tutta sviluppata in morbidezza. Prima il frutto, a cui si aggiungono i balsami e poi le speziature per un finale che vede grafite, menta e liquirizia in primo piano.
Da sposare con oca ripiena di prugne e mele.

SanVitis                        #LazioPreziosoDigital2021