Marche Sparkle 2026
Le bollicine delle Marche in Sparkle 2026, ventiquattresima edizione della guida dedicata ai migliori spumanti italiani
Il vino spumante nelle Marche non è mai stato un prodotto di nicchia, forse perché qui il fenomeno dell’aperitivo non è una tendenza, ma piuttosto una tradizione. Sono decenni infatti che i marchigiani dedicano un piccolo spazio della loro giornata a questo momento conviviale, decisamente in anticipo rispetto a quanto oggi avviene ovunque, coinvolgendo persone di tutte le età. Il fatto incontestabile è che le Marche nell’ultima campagna vitivinicola, dal primo agosto 2024 al 31 luglio 2025 hanno prodotto oltre 12 milioni di bottiglie, che la pongono in testa, nella classifica dei numeri, tra le regioni del Centro Sud, unica oltre i dieci milioni (nostra elaborazione dati Icqrf). Un livello produttivo stabile da almeno cinque vendemmie, che però nasconde un dato su cui riflettere: l’82% della produzione è rappresentato da spumante generico, come a sottolineare quanto importante sia produrlo per rispondere alla domanda di centottanta chilometri di costa che favoriscono il rito dell’aperitivo.
Nell’immaginario collettivo l’uva da vino delle Marche è il verdicchio, vitigno plastico e poliedrico, che dà risultati eccellenti in tutte le versioni, dal bianco fresco e di consumo rapido, al bianco importante in grado di invecchiare, al passito affascinante e immortale, fino al vino con le bollicine, sia spumantizzato con il metodo Martinotti, sia con il classico, ovvero della seconda fermentazione in bottiglia. Probabile che queste uve siano alla base di molto dello spumante generico prodotto in regione. Analizzando il dettaglio dei dati, scopriamo che il Verdicchio Spumante Doc, nelle due denominazioni di Jesi e di Matelica, conta centonovantamila bottiglie nell’ultima campagna vitivinicola, contro una produzione totale a denominazione di origine controllata che vale circa un milione e mezzo di bottiglie! Anche qui, la parte del leone spetta al Prosecco Doc che arriva a quasi un milione e duecentomila bottiglie, prodotte ovviamente da uve o vini base provenienti dall’area della denominazione in Veneto e Friuli Venezia Giulia.
I numeri delle Marche sono molto interessanti perché mostrano che lo spazio per una produzione identitaria più marcata è molto grande: ci sono quasi dieci milioni di bottiglie di spumanti generici a cui i produttori marchigiani potrebbero dare il nome di un’indicazione geografica esistente. Nel campo dei prodotti di alta qualità il Verdicchio comanda e nel club dei 150 trovate il Verdicchio dei Castelli di Jesi Millesimè Pas Dosé 2018 di Mirizzi, azienda sorella di Montecappone, posta a Monte Roberto, uno dei comuni dei Castelli di Jesi. Azienda a sé stante perché caratterizzata dalla cosiddetta viticoltura eroica di tipo montano per la pendenza estrema del vigneto di produzione. Nella guida completa su cucinaevini.it sono sette le etichette marchigiane selezionate e recensite.
Marché Rosé Dosaggio Zero 2020
Perlugo Zero
Rosé Brut 2022
Verdicchio dei Castelli di Jesi ’68 Extra Brut 2021
Verdicchio dei Castelli di Jesi Dosaggio Zero 2018
Verdicchio dei Castelli di Jesi Millesimè Pas Dosé 2018