QOCO – Un filo d’olio nel piatto ad Andria il 27 e 28 febbraio

Una due giorni dedicata all'olio extravergine di oliva in questa cittadina pugliese che produce tanto olio quanto l'intera Toscana!

Ulivi a perdita d’occhio. Guardandolo da Castel del Monte, fortezza del XIII secolo unica per la sua forma ottagonale e oggi Patrimonio Mondiale Unesco, appare così il territorio Andriese: una foresta di ulivi secolari. I cui frutti danno vita a un’eccellenza, l’olio extravergine d’oliva DOP Terra di Bari “Castel Del Monte”, massima espressione del territorio dell’Alta Murgia, un’area unica dove la cultivar autoctona Coratina regna sovrana.

Dal 1999 sotto nel segno dell’extravergine

Andria è uno dei territori più olivetati d’Europa, e dunque non è esattamente un caso che proprio qui ad Andria il 27 e 28 febbraio si svolgerà la XVII edizione di “QOCO – Un Filo d’Olio nel Piatto”, ormai tradizionale appuntamento con l’alta cucina, che celebra l’uso sapiente dell’olio EVO nelle creazioni gastronomiche. Un festival longevo senza dubbio, la prima edizione di QOCO risale al 1999 e in questi 27 anni di attitività il Festival ha sempre portato avanti una grande missione: valorizzare il territorio e il suo prodotto più rappresentativo, e lo ribadisce anche quest’anno grazie alla sinergia fra l’Amministrazione Comunale – Assessorato alle Radici –  l’Associazione Nazionale Città dell’Olio, Slow Food Puglia ed altre numerose prestigiose  istituzioni, enti ed organismi pubblici e privati.

Giovani chef provenienti da tutto il mondo

Il concorso vedrà sfidarsi 10 giovani chef provenienti da ogni parte del globo, selezionati da Slow Food Puglia fra i “Cuochi dell’Alleanza ”. Cuochi con storie, culture, profili e cucine molto differenti fra loro, ma che condividono l’impegno per la tutela della biodiversità agroalimentare, per la salvaguardia dei saperi gastronomici e delle culture locali, chiamati ad Andria per ideare e presentare piatti in cui l’olio extravergine non sia un semplice condimento, ma l’ingrediente protagonista, capace di esaltare e definire il gusto di ogni creazione. A valutare i cuochi in gara sarà una Giuria Tecnica presieduta da Oscar Farinetti e composta da prestigiosi chef come Giuseppe Iannotti due stelle Michelin con il suo Krèsios, Antonello Magistà una stella Michelin al Pashà di Conversano e, ancora restando in Puglia ci sarà Domenico Schingaro anche lui 1 stella Michelin al ristorante Due Camini di Borgo Egnazia a Fasano. Sarà presente anche una Giuria di Opinione, presieduta dalla Sindaca di Andria Giovanna Bruno.

Anche il pubblico assaggerà i piatti in gara!

La 2 giorni dedicata all’olio extravergine d’oliva si inaugurerà venerdì 27 febbraio con le Cene di Gemellaggio: i 10 chef in gara uniranno le forze con altrettanti chef locali, ospiti dei ristoranti del territorio, per realizzare una ricetta del Paese di origine rigorosamente a 4 mani. Piatti che rimarranno poi in Carta anche nelle settimane successive, per dare vita a una contaminazione di sapori condivisibile con il pubblico. La gara entrerà nel vivo sabato 28 nella suggestiva cornice di Villa Carafa, ad Andria, dove i cuochi si sfideranno nella preparazione di un piatto creativo che verrà valutato per l’originalità, l’equilibrio dei sapori e la capacità innovativa nell’utilizzo  dell’olio EVO di qualità. La XVII edizione di QOCO si chiuderà ufficialmente sabato sera nella centralissima piazza Catuma, al termine  di una giornata dedicata alla proclamazione pubblica dei vincitori, alle degustazioni di olio nuovo presso un fornitissimo Oil Bar, al buon cibo e all’intrattenimento musicale. Fino al brindisi finale con un calice di robusto Nero di Troia locale. 

Cosa visitare durante QOCO?

QOCO è l’occasione perfetta per scoprire la “città dei tre campanili”. Un dedalo di stradine, vicoli, piazzette, antichi palazzi nobiliari, insediamenti rupestri e chiese rinascimentali, che sorge nel cuore del Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Un centro storico edificato su una rete di percorsi ipogei strutturati intorno a una costellazione di architetture sotterranee visitabili, che vanno dall’età tardo romana al basso medioevo, nato all’ombra di Castel del Monte, vero e proprio lascito di Federico II all’umanità intera. Il Castello si erge in cima a un colle che svetta nella campagna. La struttura stupisce per la precisione delle linee e l’incredibile ricorrenza del numero otto: oltre ad avere la forma ad ottagono, sono otto le torri esterne, otto le stanze per piano, otto i fiori sulla cornice d’ingresso. Il territorio andriese si colloca all’interno del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, area proclamata di recente Geoparco mondiale dell’Unesco. Il 12° in Italia. Lontano dalle spiagge affollate, questo altopiano offre un’esperienza escursionistica che combina natura incontaminata e testimonianze storiche di inestimabile valore. 

Andria e la sua grande tradizione enogastronomica

La Puglia custodisce circa 60 milioni di alberi di ulivo, e la sola cittadina di Andria riesce a produrre la stessa quantità di olio di una regione come la Toscana. Ma Andria non è solo olio, infatti a costituire il ricco paniere di questa cittadina pugliese ci sono tantissime altre eccellenze, la prima tra tutte è certamente la Burrata di Andria IGP. L’idea di questo prodotto caseario nasce dall’ingegno di un “massaro” della zona e risale ai primi decenni del XX secolo quando ci fu una copiosa nevicata che rese impossibili gli spostamenti. Il casaro quindi, per non sprecare la panna d’affioramento decise di aggiungere gli sfilacci di pasta filata e racchiudere tutto dentro uno scrigno anch’esso di pasta filata. Nacque da allora la burrata! Ma Andria è anche ricca di dolcezze, come i confetti che fino ad un secolo fa venivano dati in regalo alle spose, in segno di buon augurio, attraverso il rito della Petresciata: una pioggia di confetti, simbolo di fecondità e di buon auspicio, che veniva fatta cadere sul capo delle ragazze dai loro fidanzati. E per saperne di più, consigliamo una tappa al Museo Andriese del Confetto. E poi, continuando a parlare di bontà made in Andria sono da assaggiare fiordilatte, caciocavallo, scamorze, ricotta e ancora i robusti vini Nero di Troia e Bombino oppure i tanti prodotti da forno come il calzone di cipolla, la focaccia e i taralli. E ancora la carne di cavallo affumicata, la dolce pasticceria di mandorla ed il delizioso e storico cestino gelato Trenocelle…

Info sul programma e prenotazioni www.qoco.info

Chi è la chef Ghedini, ospite al Nite Kong di Roma questo giovedì

Vania Ghedini, porterà la sua personale interpretazione di eccellenza nell’atmosfera intima del Nite Kong da Patrick Pistolesi

Il 26 febbraio la chef Vania Ghedini, alla guida delle cucine di Oro il ristorante stellato dell’hotel Cipriani di Venezia, porterà la sua personale interpretazione di cucina nell’atmosfera intima della MidNite Chef al Nite Kong, la rassegna ideata da Patrick Pistolesi dedicata al food & cocktail pairing.


Dopo Cracco e Guidara, arriva la chef Vania Ghedini

Classe 1987, ferrarese di nascita e veneziana di adozione. Parliamo di Vania Ghedini, la residente chef del ristorante Oro all’Hotel Cipriani a Belmond Hotel Venice, che sarà protagonista del prossimo appuntamento MidNite Chef in calendario questo giovedì 26 febbraio, al Nite Kong di Roma. La chef Ghedini è la prima chef donna coinvolta nelle serate ideate da Patrick Pistolesi; prima di lei i tre appuntamenti precedenti hanno visto protagonisti Edoardo Fumagalli chef di Locanda Margon a Trento, Carlo Cracco e Davide Guidara chef de I Tenerumi, al Therasia Resort di Vulcano, nelle isole Eolie.

Il forno di famiglia a Ferrara e poi Alajmo e Bottura

La chef Ghedini nasce, cresce e muove i primi passi nel forno di famiglia nel centro storico di Ferrara. Da piccola per lei mettere le mani in pasta era un gioco quotidiano e forse, proprio per questa familiarità con la “cucina”, la sua strada in qualche modo era già segnata. Vuole però formarsi tecnicamente, studiare ed essere il più preparata possibile e così da giovanissima s’iscrive all’Alma dove poi, qualche anno dopo tornerà stando dall’altra parte della barricata… come insegnante! La svolta professionale, c’è stata certamente nel 2016 quando la chef Ghedini farà l’ingresso nel Gruppo Alajmo ed entrerà inizialmente nella brigata de Le Calandre, poi trascorrerà un periodo a Grancaffè Quadri di Venezia ed infine dell’apertura di AMO presso il Fondaco dei Tedeschi, dove rimane fino al 2018. A dicembre dello stesso anno sarà la volta del Marocco quando la famiglia Alajimo inaugurerà un ristorante all’interno all’interno del Royal Mansour Marrakech. Resterà in Marocco per cinque anni, nel 2023 arriva infatti per la chef Ghedini il momento di tornare “a casa”. Sarà Massimo Bottura a contattarla: la voleva a Venezia per coprire la posizione di Head Chef di ORO, ristorante con una stella Michelin all’interno dell’Hotel Cipriani.

Piatti lagunari per la serata MidNite Chef

Per la serata di MidNite Chef del 26 febbraio, la chef Ghedini ha pensato ad un percorso degustazione di quattro portate, in cui trovano spazio i piatti iconici della cucina veneziana unitamente a delle creazioni segnature della chef. Si parte con un omaggio a Giusepe Cipriani, patron dell’hotel ma anche del mitico Harry’s Bar, è il Carpaccio tanto caro al patron che la chef Ghedini arricchisce con una nota dolce data da un estratto di fico e un kick acidulo. Un’alternanza dolce/acido che richiama il cocktail al quale sarà abbinato il piatto, che Latin Fever realizzato con rum Santa Teresa 1796, Sherry Mix, Crème Fraîche, Aceto di fichi.  Si continua viaggiando lungo la città lagunare anche col secondo antipasto dal nome evocativo “Laguna”, proposto in abbinamento al drink Shibui preparato con rum Santa Teresa 1796, Maple, Verjus, Nutmeg, Soda. Sarà invece il momento dell’omaggio tutto dedicato a Roma, con l’arrivo del terzo piatto l‘ostrica alla Carbonara, una vera sorpresa per il palato che si incontrerà con un twist sul Dark ‘n Stormy, denominato Stormy Nite (con Santa Teresa 1796, kiwi, pera, homemade ginger beer). Si chiude con il dolce veneto per tradizione, il Tiramisù nella versione dorata della chef Ghedini; il dolce sarà servito in abbinamento ad un Hustler, un drink dolce-amaro a base di Herbal liqueur, Verjus, latte di cocco e caffè.

MidNite Chef un vero e proprio rituale gastronomico


 Il progetto MidNite Chef in questo ultima anno si è totalmente rinnovato, elevando l’incontro tra l’alta cucina internazionale e la mixology d’eccellenza a una nuova dimensione espressiva. Come sottolineato da Patrick Pistolesi, l’esperienza maturata nella prima edizione ha dimostrato che il dialogo tra chef e bartender può generare un linguaggio inedito, capace di fondere sapori, consistenze e ritmo in un’unica visione creativa. Quest’anno la sfida si sposta ancora più avanti: non più solamente l’abbinamento perfetto, ma una narrazione corale in cui ogni piatto e ogni cocktail raccontano la stessa storia da prospettive diverse, frutto di un lavoro condiviso sin dalla genesi dell’idea. L’esperienza sensoriale viene ulteriormente amplificata attraverso un setting quasi teatrale, dove luci e musica si intrecciano al ritmo del servizio per permettere agli ospiti di fare una esperienza completamente immersiva. Con questo ultimo ciclo di appuntamento, MidNite Chef non si limita ad essere una cena accompagnata da cocktail ma si trasforma in un vero e proprio rituale gastronomico.

A giugno la grande chiusura con Giancarlo Perbellini

Dopo la serata del 27 febbraio, il viaggio di MidNite Chef ovviamente continua e il 19 marzo sarà la volta di Domenico Stile, chef dell’Enoteca la Torre due stelle romano; il 16 aprile, Pistolesi accoglierà Nicola Somma del ristorante Cannavacciuolo LAQUA Countryside di Ticciano, tra i colli sorrentini. Il 14 maggio è atteso Valentino Cassanelli, chef di Lux Lucis una stella Michelin dell’Hotel Principe Forte dei Marmi. E poi grandissima chiusura l’8 giugno, con lo chef tre stelle Michelin: Giancarlo Perbellini, patron di Casa Perbellini a Verona.

Tutte le serate, solo su prenotazione (link), prevedono un abbinamento di almeno quattro piatti e quattro drink. Si inizia alle 21,30 e il costo di ciascuna serata è di 150 € a persona.

Nite Kong
Piazza di S. Martino Ai Monti, 8
00184 Roma RM
Tel 06 2348 8666
www.nitekong.com


Lidl Italia: 65 milioni per oltre 23.000 dipendenti

Il colosso tedesco ha siglato il contratto integrativo: impegno economico importante che mette al centro il futuro delle persone

Lidl Italia, catena della GDO insignita per il decimo anno consecutivo del titolo di Top Employer, annuncia la sottoscrizione del rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale. L’accordo, siglato due giorni fa con le Organizzazioni Sindacali di categoria per gli oltre 23.000 collaboratori dell’Insegna, una volta ratificato, introdurrà un ampio pacchetto di misure in materia di sostegno al potere d’acquisto, stabilità lavorativa e conciliazione vita-lavoro.

Sostegno economico e stabilità contrattuale

In risposta all’attuale contesto economico, l’Azienda riconoscerà a tutti i collaboratori, indipendentemente dal livello e dal monte ore, un importo annuale di 650 euro suddiviso tra buoni spesa ed erogazione economica. 
Sul fronte della stabilità, il nuovo accordo segna un passaggio rilevante elevando il monte ore minimo settimanale per i contratti part-time a 25 ore, rispetto alle 18 ore previste dal CCNL applicato dall’Azienda: una misura che rappresenta un unicum nel panorama della Grande Distribuzione e garantisce una base retributiva superiore.
Viene inoltre introdotto ex novo un contratto specifico da 16 ore nel weekend, formula pensata per offrire massima flessibilità a studenti e altre categorie che necessitano di conciliare l’attività lavorativa con altri impegni settimanali.
L’accordo garantisce un trattamento economico migliorativo per il lavoro notturno, riconoscendo una maggiorazione che potrà arrivare fino al 50% rispetto al 15% previsto dal contratto nazionale.

La stabilità per combattere l’incertezza del momento

“In una fase caratterizzata da grandi incertezze e considerato l’aumento del costo della vita, la firma di questo accordo rappresenta un passaggio fondamentale nellastoria delle nostre relazioni industriali” – dichiara Sebastiano Sacilotto, Chief People Officer Lidl Italia. “Abbiamo messo in campo un investimento complessivo che supera i 65 milioni di euro l’anno: una scelta forte e consapevole per sostenere il reddito dei nostri collaboratori e garantire loro una prospettiva di stabilità unica nel settore. Essere l’unica azienda del discount con un Contratto Integrativo dal 2009 è una responsabilità che rinnoviamo oggi con l’obiettivo preciso di valorizzare le nostre persone e attrarre nuovi talenti, mettendo il loro benessere al centro della nostra strategia di crescita”.

Organizzazione, work-life balance e welfare

L’intesa interviene sul miglioramento dell’organizzazione del lavoro per favorire la pianificazione della vita privata: ad esempio, le domeniche lavorative saranno comunicate con due mesi di preavviso. Previste inoltre agevolazioni specifiche sugli orari per i genitori durante il periodo di inserimento dei figli all’asilo nido, alla scuola dell’infanzia e alla scuola primaria. Il capitolo welfare vede un rafforzamento delle tutele sociali. In ambito genitorialità, Lidl integra quanto già previsto dalla normativa, estendendo il congedo di paternità a 25 giorni totali, con 15 giorni aggiuntivi, e integrando l’indennità per il congedo parentale per i mesi in cui l’INPS riconosce il 30%, con un ulteriore 10%, arrivando così al riconoscimento del 40% della retribuzione. L’accordo prevede inoltre il potenziamento della banca ferie e permessi solidali, alimentata anche da un contributo diretto di 500 giorni da parte dell’Azienda, per sostenere i collaboratori che necessitano di assistere familiari in gravi condizioni di salute.
Infine, viene esteso il diritto ai permessi per lutto aggiungendo 1 giorno rispetto a quanto previsto dal CCNL.
L’intesa prevede anche l’istituzione della figura del “Garante di Parità”: un nuovo presidio volto a promuovere la reale parità di genere in ogni aspetto della vita lavorativa e a rafforzare le iniziative dell’Azienda in ambito di inclusione.

N&B Natural is Better: il modello salentino che rigenera terra e comunità

Nel cuore del Salento, esiste un'azienda che utilizza aloe e ingredienti mediterranei per riscrivere le regole della cosmetica bio.

Dalle radici millenarie dell’aloe vera a un ecosistema di business circolare: tutto questo avviene a Martano, un piccolo borgo a pochi chilometri da Lecce nel cuore più autentico del Salento. È qui che sorge N&B Natural is Better, un’azienda che da oltre 35 anni sta riscrivendo le regole della cosmetica bio sotto il segno della filosofia People & Planet First e dove tutto ruota intorno all’aloe, nota in tutto il mondo come Aloe vera del Salento!

Martano: la prima “Città dell’Aloe” al mondo

Definita dagli antichi Egizi come la “pianta dell’immortalità”, l’aloe vera è oggi il cuore pulsante di una rivoluzione industriale verde che parte dal Salento. Con oltre 160 componenti attivi — tra cui l’acemannano, che favorisce l’idratazione e l’acido salicilico eccellente antinfiammatorio — questa pianta non è solo un ingrediente, ma un vero “cibo puro per la pelle”. N&B Natural is Better gestisce un’intera filiera a Km 0: dalla coltivazione biologica nella propria tenuta agricola, passando per l’estrazione a freddo dei principi attivi, fino alla realizzazione del prodotto finito nei propri laboratori interni. Il legame tra l’azienda e ed il territorio ha dato vita nel 2017 al progetto “Martano Città dell’Aloe”: grazie alla donazione e piantumazione di circa 3.500 piante negli spazi pubblici, Martano è diventata un simbolo globale di biodiversità urbana. L’iniziativa, che ha avuto come madrine Helen Mirren e Licia Colò, non ha solo migliorato la bellezza dei luoghi, ma punta a stimolare i giovani a riscoprire l’agricoltura come fonte di lavoro innovativa.

Da N&B le persone prima del profitto

N&B è una Certified Benefit Corporation che pone gli obiettivi sociali e ambientali allo stesso livello di quelli economici. Il team è composto da circa 70 persone, con una forte presenza femminile (oltre il 60% nel personale complessivo) e una forza lavoro locale che vive quasi interamente entro 15 km dalla sede. Nel gruppo N&B non ci sono dipendenti ma collaboratori, come ama sottolineare il CEO Domenico Scordari affermando che “non si può raggiungere nessun obiettivo se non si parla di squadra”.

Nutrire la pelle, coltivare la salute

Dal 1989 la visione di Scordari trasforma i simboli del paesaggio salentino, dal vino all’olio arrivando alle storiche coltivazioni di tabacco, in una frontiera innovativa della cosmesi biologica. Nato come laboratorio artigianale dedicato a specialisti e spa, il progetto si è evoluto in una filiera d’eccellenza a chilometro zero che scardina il concetto tradizionale di bellezza per abbracciare quello di “nutrimento”. Al centro della filosofia aziendale vige infatti un rigore alimentare: l’idea che la pelle, in quanto organo assorbente, necessiti di principi attivi puri e incontaminati. Per Scordari, trattare il corpo con la stessa attenzione che riserviamo alla nutrizione non è solo una scelta produttiva, ma un impegno etico che eleva le materie prime della terra a veri e propri custodi della salute dermatologica.

Tecnologia, territorio e mercati internazionali

Nonostante le radici profondamente salentine, lo sguardo di N&B è globale: circa l’80% dell’attività si svolge all’estero, servendo più di 60 paesi tra cui Stati Uniti, Giappone e Germania. Con un fatturato che supera i 14 milioni di euro, l’azienda opera attraverso il concetto di Tailor-made, realizzando linee personalizzate per brand internazionali. N&B segue direttamente tutte le fasi della filiera produttiva, dalla coltivazione biologica delle materie presenti all’interno della nella Sua tenuta Naturalis in appezzamenti di oltre 20 ettari (Aloe Vera, Lavanda, Rosmarino, Salvia, Mirto, Timo, Menta, Grano, Olio d’Oliva, Melograno, Fico d’India, Arancio e molte altre), passando per l’estrazione a freddo dei principi attivi fino alla realizzazione del prodotto finito, completamente realizzato nei laboratori N&B dove ogni operazione viene effettuata con molta cura e nel rispetto delle più severe regole d’igiene. Il futuro prossimo vede il trasferimento in nuovi laboratori di 6.000 MQ dotati di tecnologie 4.0, una struttura green progettata per massimizzare l’efficienza scelta questa che rispecchia fedelmente il modello di business responsabile che caratterizza N&B. L’azienda infatti applica i principi dell’economia circolare: gli scarti di lavorazione vengono riutilizzati come compost organico per le coltivazioni, mentre il sistema d’irrigazione sfrutta antichi pozzi ripristinati per la raccolta di acqua piovana. Ogni prodotto è “Vegan Friendly” a conferma di un impegno che abbraccia un’etica globale del rispetto per le persone e per il pianeta.

Per info
Sito web istituzionale www.nbnaturalisbetter.com
Per info su linee cosmetiche www.naturalis.store

A Roma apre LUDO, il nuovo dining club in centro

Un progetto che intercetta una nuova idea di socialità urbana, più libera, trasversale e contemporanea. Mixology, musica e gusti mediterranei

Freschissima apertura per questa nuova realtà romana che unisce gastronomia, mixology e intrattenimento in un format fluido, magnetico e profondamente contemporaneo. Si chiama LUDO ed ha aperto i battenti la scorso 13 febbraio all’interno dell’hotel nhow Roma a due passi da Villa Borghese.

Un dining club contemporaneo

Situato in Corso d’Italia 1, tra Villa Borghese e Via Veneto, LUDO nasce come uno spazio ibrido che supera le categorie tradizionali della ristorazione e del clubbing. Un progetto che intercetta una nuova idea di socialità urbana, più libera, trasversale e contemporanea, dove il dining club diventa un linguaggio lifestyle e un punto di incontro per una community curiosa e cosmopolita. LUDO accoglie gli ospiti in un’atmosfera rilassata ma ricca di carattere, adatta tanto agli incontri informali quanto ai momenti business. Con il passare delle ore, il ritmo cambia: il bancone bar dal forte impatto scenografico diventa il cuore pulsante dello spazio, catalizzando relazioni, cocktail e conversazioni. Dalle 20:00 la cena prende vita e il locale scivola progressivamente in una dimensione più entertaining, tra musica, performance live e un’energia che cresce con il calare delle luci.

Piatti da condividere e gusti mediterranei

La proposta gastronomica affonda le radici nel Mediterraneo e nel Sud Italia, con uno sguardo contemporaneo e internazionale. Il menu alterna piatti iconici e comfort food dal carattere deciso: dalla pinsa romana con carpaccio di manzo marinato e puntarelle al vitello tonnato, dal timballo ‘ncasciato fino alla tomahawk pensata per la condivisione. Al tavolo è inoltre possibile vivere la Olive Oil Experience un percorso di degustazione che si snoda su un apposito vassoio su misura con quattro etichette italiane scelte per carattere e intensità, accompagnate da pane fresco: un gesto semplice che valorizza la materia prima e il piacere del gusto. La cocktail list racconta l’italianità attraverso una selezione accurata di distillati nazionali, inserendoli in una narrazione al cui centro c’è la ricerca. Gin, bitter e mezcal diventano la base per signature cocktail dal carattere deciso, affiancati da grandi classici reinterpretati e proposte pensate per l’aperitivo e il dopo cena, sempre in dialogo con la musica e l’energia del locale.

Musica tra dj-set e live band

Proprio la musica è uno dei pilastri del progetto LUDO e ne scandisce il calendario settimanale. Resident DJ si esibiscono il martedì e il mercoledì, il giovedì apre a una programmazione sperimentale con DJ set ricercati e non convenzionali; il venerdì è il momento delle live band, che accompagnano la cena e l’evoluzione della serata, mentre il sabato è dedicato ai DJ set, con una particolare attenzione alla selezione in vinile per un’esperienza sonora autentica.  Tra i format in programma, in un palinsesto in continuo divenire e che verrà svelato progressivamente, anche “Dischi spiegati con Federico Gallotti”, un dj set/podcast live in cui la musica si intreccia al racconto. Tra gli altri nomi di punta che si esibiranno da LUDO anche Pellegrino, produttore, DJ e fondatore della label Early Sounds Recordings, tra i pionieri di un nuovo sound mediterraneo che intreccia funk, disco, italo, jazz e radici partenopee. Ma LUDO va oltre la programmazione, dopo cena è la sua vibe a prendere il sopravvento e lo spazio si trasforma ancora, invitando gli ospiti a viverlo con maggiore libertà.

Ambienti pop dallo spirito internazionale

Il design riflette l’anima creativa e provocatoria di nhow Roma: elementi pop, materiali ricercati e un attento gioco di luci costruiscono un’estetica in continuo movimento, sospesa tra passato e contemporaneità, capace di trasformarsi nel corso della giornata e della notte. «LUDO rappresenta un progetto chiave all’interno di nhow Roma, perché incarna pienamente la nostra idea di ospitalità lifestyle, aperta e internazionale», commenta Gino Giacchetti, General Manager di nhow Roma. «Volevamo creare uno spazio capace di parlare a un pubblico cosmopolita, offrendo un’esperienza che unisse gastronomia, mixology e intrattenimento in modo naturale. LUDO nasce per diventare un punto di riferimento della scena romana, con uno sguardo costante alle grandi capitali internazionali».

In Italia arrivano le caramelle da “sbucciare”

Banana, mango e fragola. Tre i gusti di queste nuovissime caramelle pronte ad invadere il mercato italiano e farsi... sbucciare!

D&C Spa apre le porte del mercato italiano al futuro del confectionery: è ufficiale la partnership con Amos Food Group, il “globally candy innovator” che sta riscrivendo le regole della dolcezza. Da oggi, lo storico saper fare di D&C Spa nel brand building si unisce alla creatività dirompente di Amos per portare in Italia un concetto di “sweet treat” mai visto prima, dove il gusto incontra l’interattività e il puro divertimento. Si parte con una prodotto a dir poco originale, le caramelle che si sbucciano…!

Una partnership fondata sulla dolcezza

Nata nel 2004, Amos Food Group non è un semplice produttore di caramelle ma piuttosto un pioniere dell’innovazione alimentare. Con il payoff “A Moment Of Sweets, A Moment Of Smile”, sintetizza la sua filosofia produttiva: le caramelle non sono solo dolci, ma veri e propri strumenti di gioco. E arriva in Italia proprio quando i consumatori italiani — sia i giovanissimi che gli adulti — mostrano una crescente domanda di prodotti che offrano esperienzialità, innovazione e “social-shareability”. L’ingresso di Amos tramite D&C, quindi risponde alla necessità di riportare entusiasmo nei punti vendita e dando all’esperienza di gusto, quel “bit” ludico che tanto piace soprattutto legato alle caramelle. Come nel gesto di sbucciare la caramella, proprio come si sbuccia un frutto: un movimento istintivo, naturale, quasi rituale, che anticipa il piacere dell’assaggio.

Peelerz! Le caramelle da pelare

D&C introduce nel mercato italiano le referenze più amate del portfolio Amos, progettate per stimolare i sensi e la manualità: Peelerz: L’innovazione che si “sbuccia”. Rappresentano l’ultima frontiera del mercato candy. Si tratta di caramelle pelabili che simulano fedelmente il gesto di sbucciare un frutto reale. Caratterizzate da una texture esterna gommosa e un cuore interno incredibilmente tenero e succoso, sono ora disponibili nei gusti iconici di Mango, Banana e Fragola. Un’esperienza di consumo multisensoriale, inedita e profondamente divertente che sta già spopolando sui social media a livello globale.

E poi, le mascotte delle Olimpiadi e le caramelle 4D


Milo & Tina – Edizione Limitata Milano Cortina 2026: In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali, Amos firma la produzione delle caramelle dedicate a Milo e Tina, le mascotte ufficiali. Si tratta di una collezione esclusiva, disponibile solo per questo periodo celebrativo, pensata per celebrare lo spirito di Milano Cortina 2026 con l’iconico stile del brand: scopri la dolcezza di Tina ai gusti pesca e uva e l’energia di Milo al gusto cola e limone. 4D Gummy Blocks: I leggendari mattoncini “3D + Delicious”. Queste caramelle gommose tridimensionali non sono solo buone da mangiare, ma possono essere realmente assemblate come veri mattoncini, unendo la creatività delle costruzioni al sapore intenso della frutta. 4D Dinosaurs: Per i piccoli esploratori, Amos ha creato delle riproduzioni di dinosauri incredibilmente fedeli e impressionanti. Grazie alla tecnologia 4D, ogni dettaglio è curato nei minimi particolari, rendendoli quasi “vivi” alla vista. Sono caramelle gommose, succose e dalla consistenza perfetta, studiate per unire l’impatto visivo alla massima golosità.

Masciarelli, una storia di famiglia

Masciarelli ha tracciato la nuova via del vino abruzzese. Con Marina Cvetic e la figlia Miriam Lee al comando, afferma l'Abruzzo nel mondo

La famiglia Masciarelli è legata profondamente all’Abruzzo ed al suo territorio, luogo in cui il suo fondatore – l’indimenticato Gianni Masciarelli – ha dato vita all’azienda di famiglia verso la fine degli anni ’70. Ne ripercorriamo la storia, anche attraverso la degustazione di etichette iconiche.

Vigneti a San Martino sulla Maruccina

Quasi 50 anni di storia del vino d’Abruzzo

Nasce nel 1978 con l’idea di percorrere una strada diversa da quella comunemente adottata in regione, ma anche nell’Italia tutta; il primo vino è figlio della vendemmia 1981. Nel 1987 un passaggio fondamentale, Marina Cvetic entra nella vita e nell’azienda del fondatore, il visionario Gianni Masciarelli. Il successo dell’azienda arriva a fine anni Novanta ed è un risultato di coppia. Parte una decade straordinaria per l’azienda che porta l’Abruzzo vitivinicolo nel mondo, inanellando successi e crescendo continuamente. Fino all’estate 2008, quando Gianni Masciarelli viene a mancare ancora giovane, lasciando la moglie, tre figli e un’azienda in piena corsa che, fortunatamente, Maria Cvetic viveva e gestiva dai primi successi, riuscendo nell’impresa di non frenare l’evoluzione, anzi alimentarla. Oggi Masciarelli vede impegnate completamente, sia da un punto di vista manageriale che tecnico produttivo, la primogenita Miriam Lee (a destra nella foto di apertura) e anche Chiara Ludovica (al centro).

La bottaia nella cantina a San Martino sulla Marruccina

Masciarelli oggi

Era un vigneto poco più di due ettari nel 1978, in quel di San Martino sulla Maruccina, in provincia di Chieti sotto la Maiella. Oggi l’azienda dispone di sessanta appezzamenti nelle quattro province abruzzesi per un totale di circa due milioni di bottiglie e un export in sessanta Paesi che genera il 55% del giro di affari. Neanche a dirlo, la sostenibilità è uno dei valori fondanti in tutte le tenute e cantine aziendali, senza trascurare l’innovazione, l’ospitalità e l’arte. Infatti nel 2004 la coppia acquista il Castello di Semivicoli, residenza seicentesca, ricca di storia e bellezze artistiche che viene ristrutturata e oggi è diventata un imperdibile wine resort, ma anche luogo di ospitalità per artisti, chiamati a lasciarsi ispirare dalle atmosfere del Castello, immerso nei vigneti, per creare un’istallazione artistica e una etichetta ogni anno; questa va a impreziosire una edizione limitata del vino iconico aziendale, il Montepulciano d’Abruzzo Riserva Villa Gemma.

Il Castello di Semivicoli

Troppo facile parlare dei grandi rossi aziendali, che hanno reso famosa l’azienda nel mondo. L’impegno e i risultati sui bianchi non sono da meno. In un recente incontro con Marina Cvetic e sua figlia Miriam Lee, tra gli altri abbiamo potuto apprezzare due vini che si identificano nelle due persone, coppia nel lavoro e nella vita, che hanno reso grande l’azienda. E, nonostante l’impegno nel lavoro, hanno formato una grande famiglia e noi non vediamo l’ora di assaggiare il vino di Miriam Lee e quello di Chiara Ludovica.

Trebbiano d’Abruzzo Riserva La botte di Gianni 2019

Marina Cvetic trova in cantina due botti di rovere francese da 700 litri comprate da Gianni e mai utilizzate. Con la vendemmia 2010 decide di utilizzarle una per vinificare e affinare per 30 mesi un Montepulciano d’Abruzzo e un Trebbiano d’Abruzzo prodotti nel modo più artigianale possibile, fino alla tappatura manuale. Circa 900 bottiglie per tipo. Al naso è molto fine nel fondere freschezze di scorze di cedro con mandarino, arancia bionda e pompelmo, sfumati da respiri di salgemma e selce e da tratti di pietra focaia in bel contrasto. Pepe, zenzero e ancora frutto fino a note candite. Bocca elegante, vitale e vibrante, sapida e allungata sul grip salino che comanda rendendolo ancora giovane.

Trebbiano d’Abruzzo Riserva Marina Cvetic 2014


La linea di vini dedicati a Marina nasce nel 1991 come un dono, a suggello di un legame molto forte.
Oro liquido, è fuso e fascinoso al naso, sensuale nell’incontro tra agrumi polposi, in marmellata e canditi con un articolazione minerale di chiaro scuri che dal salgemma arriva alla polvere da sparo. La ricchezza del frutto si declina in aromi di pesca, ananas, banana, albicocca, espressi anche disidratati, accompagnati da mandorle e nocciole secche e vagamente tostate, tutti percorsi da gentili respiri balsamici. Suadente e seducente al palato, in una fase di grande equilibrio e bella dinamica acida che sollecita tutti gli angoli della bocca riportando la tavolozza del naso. Non si riesce a non bere di nuovo.

KFC lancia il suo Club Sandwich

Nei ristoranti del Colonnello arriva una interessante novità! Il Club Sandwich farcito con pollo fritto, insalata e formaggio... tutto da gustare

Elegante, stratificato, riconoscibile al primo sguardo. Il Club Sandwich è un simbolo di gusto cosmopolita e raffinatezza informale. Nato nei circoli esclusivi di fine Ottocento, ha attraversato epoche e continenti, ha resistito atendenze gastronomiche ed oggi è uno dei panini più apprezzati in tutto il mondo. e ovviamente KFC non se l’è fatto scappare!

Arriva il Colonel’s Sandwich

Il colosso americano del pollo fritto, continua a stupirci con nuovi prodotti tutti da gustare! Dopo il lancio dei SuperGlassati, la nuova linea di pollo fritto con glassatura estrema in limited edition, è il momento di un’altra novità entra infatti in menu il Club Sandwich ovviamente secondo lo stile Kfc! Arriva il Colonel’s Sandwich, esaltando l’anima autentica della ricetta con il suo inconfondibile tocco di carattere. Protagonista assoluto è il filetto di pollo croccante, preparato secondo la tradizione che ha reso celebre il brand, avvolto in una perfetta panatura dorata. E poi la farcitura con insalata, pomodoro, bacon, formaggio e l’incoica Colonel’s Sauce: la salsa del Colonnello dal gusto leggermente affumicato e agrodolce che aggiunge una nota distintiva e avvolgente. Il tutto racchiuso tra fette di pane tostato alla perfezione, per un equilibrio di texture e sapori che celebra la tradizione reinterpretandola in chiave contemporanea. Il Club Sandwich di KFC si trova anche in versione con aggiunta di cavolo rosso. 

KFC, un impero con oltre 30 mila ristoranti in tutto il mondo

KFC, società del gruppo Yum! Brands Inc, è l’azienda leader mondiale nel settore dei ristoranti che servono pollo fritto ed è un’impresa che vanta una storia ricca di successi ed innovazione. Tutto ha avuto inizio grazie al Colonnello Harland Sanders, fondatore del brand. È stato lui ad inventare l’Original Recipe, la ricetta che contiene un inimitabile mix segreto di erbe e spezie, preparata ancora oggi e tipica del brand.  Ogni giorno negli oltre 30.000 ristoranti in più di 145 paesi i cuochi KFC preparano il pollo al momento, lavorandolo a mano e seguendo con cura tutti i passaggi, dalla panatura fino alla cottura, per ottenere un prodotto fragrante e irresistibile. Yum! Brands Inc. comprende anche i marchi Pizza Hut, Taco Bell e The Habit Burger Grill. Con più di 53.000 ristoranti in oltre 155 Paesi, Yum! Brands è una delle più grandi aziende della ristorazione al mondo. In Italia, KFC è presente dal 2014 e conta oggi 152 ristoranti in 17 regioni. Di questi 21 sono a gestione diretta da parte del Corporate Franchisee.

www.kfc.it

Arte bianca e tradizione casearia al Festival di Sanremo

A Casa Sanremo in scena l’Italia del gusto. Con Ciro Salvo e i prodotti Sorì, le eccellenze campane nella Food Area del Gambero Rosso

Il Festival della canzone italiana ha un altro palcoscenico, quello del gusto. Accanto alle note del Teatro Ariston va in scena Casa Sanremo Chateau d’Ax, un vero e proprio santuario del gusto curato dal Gambero Rosso dove il meglio dell’enogastronomia italiana trova una delle sue vetrine più autorevoli. Show cooking, degustazioni e cene d’autore sono pronte a scandire le giornate del Festival, dal 22 al 28 febbraio, portando sotto i riflettori il talento di chef, maestri pizzaioli e produttori che rappresentano il meglio del patrimonio culinario italiano. Tra questi c’è Sorì, storica azienda casearia campana, pronta a raccontare la propria produzione d’eccellenza valorizzata all’interno di ricette e pizze d’autore.

Il cuore pulsante di questa esperienza è il Pizza Court dove la tradizione casearia campana si unirà ai più grandi interpreti dell’arte bianca, tra cui il maestro Ciro Salvo, brand ambassador del gruppo Sorì, che inaugurerà lo spazio il 22 febbraio. Un incontro che porta avanti la narrazione di due mondi, quello della pizza e quello caseario, in grado di valorizzarsi reciprocamente e accomunati da un’estrema attenzione per la materia prima e per la manualità artigiana.

“Entrare nel Roof di Casa Sanremo, accanto a grandi chef e ai migliori produttori di tutto il Paese è per noi un immenso riconoscimento del lavoro che portiamo avanti da cinque generazioni – dichiarano Antonello e Gaetano Sorrentino, al timone di Sorì -. Portare su un palco così prestigioso i nostri prodotti è una preziosa occasione per condividere, anche in un ambiente d’eccezione come questo, la storia di passione e di artigianalità che lega la nostra famiglia dal 1868. Vedere le nostre eccellenze ispirare la creatività di grandi chef ci emoziona profondamente: significa dare continuità a un lavoro che parte dai campi, passa per le mani sapienti dei nostri maestri casari e trova la sua massima espressione nell’arte bianca e nella cucina d’autore”.

Oltre alla pizza, i prodotti Sorì saranno protagonisti delle ricette dei talent chef del Gambero Rosso pensate per valorizzare le caratteristiche peculiari di questa produzione in dialogo con diversi stili di cucina. Nasce così un racconto corale fatto di incontri e fusioni, che dimostrano quanto la cucina italiana sia al tempo stesso, tradizione e ricerca, territorio e contemporaneità, dove Sorì si presenta non solo con la qualità dei propri prodotti ma anche attraverso le storie di passione e di artigianalità custodite al loro interno.

L’IA debutta tra i banchi dell’ortofrutta

Si chiama Aldo ed è un Artificial Ludic Digital Operator. Un totem guidato dall'AI che ci aiuterà tra i banchi dell'ortofrutta


Il settore ortofrutticolo segna una svolta tecnologica con il progetto Fruit&Veg Show AI, promosso da un’associazione di 16 aziende leader della filiera. Non si tratta di una semplice vetrina tecnologica, ma di un sistema operativo concreto volto a migliorare le performance di vendita. Il protagonista di questa innovazione è Aldo acronimo di Artificial Ludic Digital Operator, un sistema di comunicazione interattiva basato su IA progettato per dialogare con i consumatori e raccogliere dati strategici per i retailer.

Arriva Aldo, il totem-fruttivendolo interattivo


Secondo Claudio Dall’Agata, direttore del Consorzio Bestack promotore del progetto, la realizzazione di Aldo nasce da una maturità di settore che punta su tre pilastri: formazione, nuove narrazioni e integrazione dell’IA nei punti vendita. L’obiettivo primario è duplice: comunicare in modo più efficace con il cliente e trasformare ogni interazione in un dato misurabile, superando la logica delle decisioni basate su semplici percezioni. A differenza dei classici schermi informativi, Aldo introduce il concetto di “conversational signage”. Grazie alla tecnologia sviluppata da Proxima, il sistema non trasmette contenuti fissi, ma messaggi personalizzati che si adattano a: stagionalità dei prodotti, contesto di acquisto specifico e interessi reali di chi sta acquistando in quel preciso momento.

Un modello basato sui dati e sulla sostenibilità

La validità del progetto sarà testata attraverso una comparazione diretta: per otto mesi, i punti vendita dotati di Aldo saranno messi a confronto con “store gemelli” privi della tecnologia. Questo permetterà di valutare con precisione l’impatto sui KPI commerciali e sulla sostenibilità economica, creando un modello scalabile e replicabile su larga scala per l’intera filiera. Intanto però, si guarda al futuro ed è stata infatti annunciata la nascita del primo Fuorisalone dell’Ortofrutta, previsto per il 2027 in occasione di Marca by BolognaFiere.