La rivoluzione gentile della chef Paris (tra fegato e rognone)

Nel cuore del quartiere Monti a Roma, c'è un ristorante diretto da una giovane chef abruzzese che ha il coraggio di osare.

Uno chef’s table che avvolge la cucina, qualche tavolo sparso nel resto della piccola sala. Parliamo di Futura a Roma, il bistrot di cucina contemporanea nato dalla passione di Anastasia Paris, una giovane chef abruzzese di grande talento.

Cucina contemporanea nel cuore di Monti

Poco più che trentenne, occhi grandi e sorriso potente, Anastasia Paris a Roma ci ha messo le radici e per quanto ci riguarda, quelle della sua creatività stanno portando grandi frutti. È qui, nel cuore del quartiere Monti al 222 di via Panisperna, che la chef abruzzese ha deciso di dare forma alla sua prima esperienza da imprenditrice aprendo quasi un anno fa, Futura. Ristorante, bistrot piccolo e intimo: un bancone di marmo tutt’intorno la cucina a vista che diventa spettacolo in prima fila per i commensali, visto che a dividere gli uni dall’altra ci sono solo dei vetri. Dall’altra parta Anastasia Paris con Flavia Ercoli, socia e braccio destro in cucina. E poi ad accogliere gli ospiti occupandosi del servizio (e della carta dei vini) c’è Luigi Carofilis altro “partner in crime” di questa piccola brigata che – spolier – emoziona come quelle grandi.

Abruzzo, Australia, Roma

Anastasia Paris è nata a Celano nel 1994, a 19 anni conclude gli studi liceali e ripone il diploma nel cassetto per percorrere la strada verso la quale forse era predestinata. Parliamo ovviamente della cucina, Anastasia è figlia d’arte: la sua famiglia per anni è stata proprietaria di un grande ristorante lì a Celano e per lei quello è l’habitat natuarale tra fuochi e padelle, tavoli e tovaglie. Come tutti i giovanissimi, scalpita e inizia a viaggiare per formarsi nelle cucine internazionali e vola fino in Australia. Poi ritorna in Italia, un passaggio importante in un hotel 5 stelle sulla costa ligure, poi altre esperienze messe a segno in altre cucine stellate fino poi tornare a Roma, poco dopo il covid entrando all’Osteria della Trippa a Trastevere. Qui Anastasia, stranamente, non lavorava in cucina ma in sala scoprendo peraltro una dimensione che non le dispiacque affatto quella cioè di parlare con il pubblico, stare a contatto con gli ospiti, accoglierli e coccolarli. Ma il sacro fuoco della cucina, è proprio il caso di dirlo, difficilmente abbandona i “passionali” come Anastasia, quel passaggio in sala fu semplicemente un intermedio ma niente di definitivo, il suo posto era ed è in cucina e allora eccoci da Futura.

Il locale, che anche nella precedente gestione era sempre un ristorante, Anastasia lo conosceva da tempo. Innamorata di Monti e di via Panisperna, la chef abruzzese aveva anche collaborato con la precedente realtà ristorativa fornendo una consulenza e in quella occasione non nascose il suo interesse verso il locale. Passa il tempo, il ristorante si libera e per Anastasia arriva il momento di fare sul serio: chiede supporto a Flavia Ercoli e Luigi Carofilis che accolgono la proposta e sposano immediatamente il progetto di Futura entrando in società con la Paris. Era aprile dello scorso anno e fra poco meno di due mesi, sarà già un anno di Futura.

La rivoluzione gentile a colpi di fegato

Ma adesso andiamo al sodo, quindi al cibo, parliamo della proposta gastronomica e di come la Paris sia riuscita a condurre la sua personalissima rivoluzione gentile fatta di quinto quarto, fegato, note orientali e studio, tanto studio. Ci dice che da Futura il menu cambia spesso, quello attualmente in corso si chiama Rombo ed è il quarto, fra un paio di settimane, si ricambia. La grafica richiama il cubismo di Picasso, figure geometriche, colori nitidi. All’iterno i piatti, una dozzina in tutto tra “segnature” e 6 fuori menu. Per chi vuole, c’è il percorso degustazione affidandosi totalmente alla cucina che prepara sei piatti per 80 euro a persona che diventano 95 se si gradisce l’abbinamento vini. Prezzo giustissimo.
Si comincia e si chiude con due piatti, ovviamente diversi non fosse’altro perchè uno è un antipasto e l’altro è un dolce, che hanno un insolito filo conduttore. Parliamo del fegato, nell’antipasto arriva con acciuga e uva e poi il dolce, che sembra una parfait ai 3 cioccolati e invece è ai 3 fegati: pollo, fois gras e vitello. Nel mezzo, una serie di piatti che accolgono quasi in modo confortevole come nel caso dell’animella brasata o i tortelli di patate. Ma arrivano anche bocconi che sono quasi un cazzotto al confort palatale, come il rognone funghi e seppia oppure dei capellini al curry rosso e cachi fermentati. Pazzeschi. Per il bere ci si affida a Luigi, che ha messo su una carta dei vini sartoriale: 60 etichette, naturali e biologiche, ma senza troppi estremismi con ricarichi onesti.

Ecco perché l’abbiamo definita rivoluzione gentile, perché Paris ti prende e ti accompagna in un viaggio che forse neanche desideravi fare – tra fegati, rognoni e note orientali – ma appena finisce, hai voglia di ricominciarlo.

Futura
Via Panisperna, 222/A
00184 Roma
06 01903498
www.ristorantefutura.com

Amore e primo appuntamento. Vince il caffè!

Informale, veloce e poco impegnativo, il caffè è il perfetto gancio per il primo appuntamento!

“Ti va di prendere un caffè?” Sono tante le coppie che collezionano, tra i loro primi ricordi, quei timidi sorrisi scambiati al tavolino di un bar e tante le storie d’amore nate davanti a una tazzina. Dal cinema alla letteratura, dalla fotografia alla pittura, l’arte da sempre testimonia il forte legame tra un espresso e l’inizio di un’intesa. Uno per tutti, l’iconico film romantico Notting Hill (1999), dove il caffè è pretesto per avvicinarsi, per conoscersi. Hugh Grant e Julia Roberts si ritrovano più volte di fronte a una tazza, costruendo passo dopo passo una storia che parla di amore e quotidianità.

I risultati dell’indagine

Secondo l’indagine di AstraRicerche, condotta per il Comitato Italiano del Caffè di Unione Italiana Food, per il 55% degli italiani, bere un caffè insieme è l’occasione ideale per rompere il ghiaccio. In un bar, è possibile conoscere l’altra persona in un contesto in cui ci si sente pienamente a proprio agio. È la situazione preferita soprattutto in Campania, dove la percentuale sale al 70%. Ben 6 su 10 scelgono un caffè per il primo appuntamento sia nel Lazio sia in Emilia Romagna. Ad abbassare la media la Toscana, dove si resta ancorati alla tradizionale cena. A preferire il caffè sono più le donne (61%) rispetto agli uomini (50%) e i più adulti, tra i 25 e i 35 anni (60%).

Informale, poco impegnativo, ma autentico

Bere un caffè insieme è un modo per iniziare a conoscersi, senza creare troppe aspettative o generare “ansia da prestazione”. Minimo rischio, massima resa: un appuntamento per un caffè può durare pochi minuti oppure prolungarsi per ore, offrendo sempre una “via di fuga”, qualora l’incontro si rivelasse un flop. La possibilità di “tagliare corto” è apprezzata soprattutto dalle donne (70%) rispetto agli uomini (52%). Più di 8 italiani su 10 (con picchi in particolare fra i giovani Millennials) la considerano una situazione neutra e rassicurante, in cui è possibile conoscersi e chiacchierare senza troppe distrazioni e anche come un modo per vedersi senza l’impegno e lo stress di una situazione più formale come una cena al ristorante. Il clima naturalmente conviviale, tipicamente italiano, creato dal caffè conquista il 76% degli intervistati. A ciò si aggiunge il fatto che è una occasione semplice da organizzare o incastrare in agenda, che funge da “chiave” per aprire la porta a qualcosa di più impegnativo (76,2%).

Utile soprattutto se l’incontro è avvenuto online!

Se l’incontro con l’altra persona è avvenuto on line, secondo il 75,3% degli italiani, vedersi per un caffè è un modo semplice per verificare se la “chimica digitale” corrisponde a quella reale, prima di investire molto tempo nel rapporto. Inoltre, con il caffè oltre il 60% degli intervistati sente di andare “sul sicuro”: è considerato infatti un modo per non rischiare di sbagliare i gusti dell’altro e ricevere un rifiuto. “Il rito del caffè è, per eccellenza, il momento di massima convivialità, in cui le persone si uniscono e si godono i piccoli piaceri della vita – afferma Michele Monzini, Vicepresidente Comitato Italiano del Caffè di Unione Italiana Food – Secondo l’indagine che abbiamo commissionato ad AstraRicerche, è emerso come l’espresso non sia solo un fiore all’occhiello del nostro Made in Italy, ma anche un sinonimo di condivisione sociale e apertura all’ascolto e alla conoscenza. Davanti ad un buon caffè è possibile quindi scambiare confidenze, vivere momenti di leggerezza e perché no, anche aprirsi a nuovi amori”.

Il caffè: complice silenzioso dei sentimenti

La magia del caffè, simbolo per eccellenza di incontri e chiacchiere, si adatta perfettamente al cuore delle relazioni moderne. E, forse, questo è il vero segreto dell’amore di oggi: una dose di autenticità, di freschezza, di complicità, da assaporare lentamente, come un buon espresso. Quindi, che sia per un incontro di lavoro, per una chiacchierata tra amici o per un primo appuntamento, il caffè resta la bevanda perfetta per aprire il cuore a nuove possibilità. E magari, per questo San Valentino, l’invito perfetto potrebbe essere proprio: “Ti va di prendere un caffè?”

Dieci impertibili bollicine Rosé per San Valentino 2026

Celebrare l'amore a San Valentno con il rosa è quasi obbligatorio. Non sapete cosa scegliere? Ecco le nostre buonissime proposte

Sono molti anni che finalmente abbiamo scoperto le bollicine italiane e ora che apprezziamo consumarle tutto l’anno per il giorno dell’amore suggeriamo, come sempre, di lanciarsi sul rosa.

Rappresentano da sempre una nicchia produttiva perché spumanti meno semplici da realizzare e quindi più preziosi.

Ecco servite dieci proposte tra le migliori espressioni recensite in Sparkle 2026

Alta Langa Bera Rosé Extra Brut 2021
Bera (Piemonte)

Mattia Vezzola Grande Annata Rosé Brut 2019
Costaripa (Lombardia)

Franciacorta Rosé Brut 2021
Ferghettina (Lombardia)

Franciacorta Riserva Døm Rosé Dosaggio Zero 2012

Franciacorta Riserva Døm Rosé Dosaggio Zero 2016
Mirabella (Lombardia)

Trento Salìsa Rosé Extra Brut 2021
Villa Corniole (Trentino)

Rosa Bruna Cuvée 21 Brut 2014
Cecchetto (Veneto)

Alarosa Rosé Brut
Vigne del Patrimonio (Lazio)

Nicola Di Sipio Rosé Brut
Di Sipio (Abruzzo)

Rosé Brut
Marramiero (Abruzzo)

GF Rosato Dosaggio Zero 2020
Gianfranco Fino (Puglia)

Ambrosia Rooftop Restaurant & Bar a Roma

Nel cuore della Capitale, tra i tetti della città eterna c'è un luogo in cui la grande cucina, si fonde con mixology ricercata ed arte

C’è un luogo, nel cuore di via Nazionale, dove Roma si osserva dall’alto senza distacco e dove l’alta ristorazione sceglie la strada dell’accoglienza, prima ancora che quella della tecnica. È Ambrosia Rooftop Restaurant & Bar, all’ultimo piano dell’Hotel Artemide, un indirizzo che riesce in un equilibrio non scontato: essere raffinato senza risultare rigido, contemporaneo senza perdere calore.

Gusto e bellezza, insieme senza eccessi

Il nome Ambrosia richiama il cibo degli dèi, e qui l’allusione non è retorica: è piuttosto un invito a un piacere misurato, consapevole, dove gusto e bellezza convivono senza eccessi. L’atmosfera è uno degli elementi che colpisce fin dal primo momento. Elegante, curata nei dettagli, ma allo stesso tempo attraversata da una leggerezza rara nel fine dining. Il personale si muove con naturalezza, sorrisi sinceri e un approccio gioviale che mette immediatamente a proprio agio. Si percepisce un clima sereno, fatto di collaborazione e armonia: un segnale chiaro di una squadra che lavora bene insieme, guidata con visione e sensibilità. A orchestrare l’esperienza complessiva è Heros Tedesco, Food & Beverage Manager dell’Hotel Artemide. Il suo lavoro emerge nella coerenza del progetto: cucina, sala e bar parlano la stessa lingua, quella di un’ospitalità colta ma inclusiva, capace di rivolgersi tanto all’ospite internazionale quanto al pubblico romano più esigente.

La cucina di Massimo Gonnella: tradizione italiana reinterpretata

Sotto la guida dell’Executive Chef Massimo Gonnella, la cucina di Ambrosia si muove con naturalezza tra tradizione e contemporaneità, senza strappi né eccessi, privilegiando tecnica, equilibrio e materie prime di eccellenza. La proposta à la carte e il percorso degustazione si articolano in piatti che raccontano l’Italia in chiave contemporanea. Anche l’amouse bouche è memorabile: il cannolo di pasta fillo con tonno, lime e latte di cocco è delizioso! Tra gli antipasti da non perdere la trota salmonata marinata alla barbabietola con salsa allo yogurt greco e nocciole Piemonte IGP, equilibrio molto interessante e visivamente intrigante; il cappuccino di baccalà con spuma di patate e capperi essiccati alla tartare di Fassona con chips di carciofi e maionese al limone bruciato. Tra i primi, i gnocchi fumé con ragù bianco e aglio nero e lo spettacolare Tortello di burrata e mazzancolle, burro affumicato e colatura di alici sono esempi di come sapori noti si ritrovino in nuove combinazioni sensoriali che non tradiscono la memoria culinaria, ma la rinnovano. Bella anche la scelta dei secondi, con piatti come il lombetto di agnello al Porto con castagne e melograno o lo sgombro alla brace, carote agli agrumi e spinaci ripassati. Sul fronte dei dessert, proposte artigianali coronano il pasto con dolcezza e leggerezza. Segnaliamo il Babà alla brace, bagna al tè verde e Rum Samaroli e la torta di mele flambée al padellino. Il bere si sceglie da una carta dei vini ampia e ben calibrata.

E ancora mixology e spazio all’arte

Il rooftop di Ambrosia è anche — e sempre più — una destinazione per chi ama la mixology d’autore. Il Bar Manager Maurizio Zuddio firma una carta cocktail che va oltre la semplice accompagnamento alla cena, trasformando il bar in uno dei veri protagonisti dell’esperienza. I drink raccontano una ricerca accurata sugli ingredienti, sugli equilibri e sulle infusioni, con una forte attenzione alla personalità del cocktail e alla sua bevibilità. Ogni proposta è pensata per dialogare con la cucina, ma anche per vivere di luce propria, rendendo il rooftop una meta ideale sia per l’aperitivo che per il dopo cena. A rendere Ambrosia ancora più distintivo è la presenza della raccolta ART-emide, una piccola ma preziosa collezione d’arte privata ospitata all’interno dell’hotel. Non un semplice elemento decorativo, ma un vero percorso culturale che accompagna l’ospite. La collezione comprende opere di René Magritte, Giacomo Balla, Gino Severini e Giorgio De Chirico, inserite con discrezione negli spazi e capaci di aggiungere profondità e suggestione all’esperienza. Un dialogo riuscito tra arte, ospitalità e gusto, che rafforza l’identità dell’Hotel Artemide come luogo di cultura oltre che di accoglienza.

Ambrosia Rooftop Restaurant & Bar si conferma così come uno degli indirizzi più interessanti del panorama romano: un luogo dove cucina, cocktail e accoglienza procedono all’unisono, sostenuti da una squadra affiatata e da una visione chiara dell’ospitalità contemporanea. Un progetto che si inserisce armoniosamente in un hotel dove ristorazione, arte e spa concorrono a definire un’idea di benessere completa, fatta di eleganza non ostentata, qualità costante e attenzione sincera all’ospite. Un indirizzo capace di restare impresso non solo per ciò che si assaggia o si beve, ma per l’atmosfera serena e autentica che si respira.


Ambrosia Rooftop Restaurant & Bar at Hotel Artemide

Via Nazionale, 22
00184 Rome

Dolcissimo San Valentino! Ecco sette idee golose per festeggiarlo

Un carico di dolcezze per la festa più romantica dell'anno, tutte ovviamente da gustare in coppia!

Dai grandi classici come i Baci Perugina, alle idee più originali come la collaborazione di Lindt Italia con Disegni Depressetti e il San Valentino vegano di Koro. Insomma, l’amore non ha confini e nemmeno la golosità!

La Connection Box di Baci Perugina

Partiamo dal classico intramontabile, i Baci Perugina e gl’irresistibili cartigli! Per questo San Valentino 2026 però c’è una novità:  il cartiglio diventa promotore di un gioco conversazionale e nasce la Connection Box, pensata per stimolare il dialogo e creare momenti di connessione autentica con l’altro.
Il meccanismo è immediato: si scarta un Bacio Classico Fondente Luisa – che per l’occasione indossa un brillante incarto rosso – e al posto della frase tradizionale si trova una domanda che sorprende, fa sorridere, apre una parentesi, o a volte tocca quelle corde intime che nella quotidianità fatichiamo a sfiorare. Da lì in poi, il gioco prende vita da solo, una domanda ne chiama un’altra, un Bacio apre una conversazione, un secondo Bacio la approfondisce, un terzo la porta ancora più lontano. 

Rose e cuori di cioccolato al latte per Caffarel

Per celebrare l’amore, Caffarel propone la sua classica collezione San Valentino, che si presenta quest’anno con una veste grafica rinnovata, caratterizzata da cromie classiche della festività, affiancate da elementi botanici, floreali e romantici. Tra le novità spicca la Rosa di cioccolato con mini-cuori al latte: una romantica rosa di cioccolato, racchiusa in una confezione dalla grafica moderna e fresca, che nasconde al suo interno quattro praline a forma di cuore realizzate con finissimo cioccolato al latte. E poi, gl’immancabili cuori di cioccolato al latte, un irresistibile cuore di finissimo cioccolato al latte, elegante e goloso, presentato in un pratico sacchetto regalo.

Una tavoletta per due alla Città del Cioccolato

La Città del Cioccolato, dal 7 al 14 febbraio, invita chiunque voglia celebrare l’amore nel suo senso più ampio e attuale a scoprire le tante proposte del museo. A cominciare dalla promozione “Siete in due? Paga uno!” – per ogni biglietto intero venduto sarà riconosciuto un biglietto omaggio: un esempio lampante di un amore che unisce e non divide. A ogni visitatore sarà offerto anche un cioccolatino a forma di cuore. Segue lo stesso principio la possibilità di realizzare una tavoletta di cioccolato a tema LOVE presso la Fabbrica Bean to Bar. Lungo il percorso museale saranno posizionate delle postazioni selfie-love dove ci si potrà scattare una foto con la quale personalizzare la tavoletta (latte, fondente o bianco), presso il ChocoShop del Museo. Ma non finisce qui… all’interno della tavoletta ci sarà la possibilità di inserire una speciale dedica d’amore!

Lindor e la collaborazione con DISEGNETTI DEPRESSETTI

Tra le proposte dedicate a San Valentino Lindt ci sono ovviamente le iconiche Scatole Cuore LINDOR, contenenti gl’irresistibili cioccolatini a forma di cuore disponibili in quattro varianti – Latte, Pistacchio, Fondente – il packaging è caratterizzato dall’iconico rosso ed è impreziosito da eleganti dettagli dorati. Ma la bella novità per questo San Valentino 2026 è la collaborazione tra Lindt Italia e DISEGNETTI DEPRESSETTI, il progetto grafico nato nel 2019 dalla creatività di Elisa Shori che è riuscita a raccontare l’amore con un linguaggio nuovo, fatto tenerezza e quotidianità. Gli aforismi di Disegnati Depressetti sono presenti sulla tazza total pink colma di cioccolatini Lindor e il portachiavi presente nella Bag anch’essa ovviamente riempita di dolcezza firmata Lindt.

I cuori ricoperti di frutta secca di Gay-Odin

Con l’avvicinarsi del giorno di San Valentino la Fabbrica di Cioccolato Gay-Odin offre ai propri clienti l’opportunità di personalizzare tavolette e cuori di cioccolato con dediche e dichiarazioni d’amore fatto a mano dal maestro cioccolatiere Fabio Ceraso. Le Barrette e Cuori di Cioccolato diventano veri e propri cartigli d’amore con stralci di canzoni, versi di poesie o celebri aforismi. Per i più golosi Gay-Odin propone anche Cuori ricoperti di frutta secca – mandorle, nocciole e pistacchio – il Cuore Foresta avvolto da sottili sfoglie di Cioccolato Foresta, prodotto iconico della casa, ed i Cuoricini farciti con crema di nocciole e mandorle piccoli bon-bon da gustare in punta di dita.

La Limited Edition d’ispirazione francese a La Farmacia del Cambio

Si chiama Puits d’Amour – letteralmente, pozzo d’amore – ed è il dolce monoporzione che la Farmacia Del Cambio di Torino propone in occasione di San Valentino. Nella sua forma originaria, il Puits d’Amour era composto da pâte feuilletée con un caratteristico centro vuoto poi riempito con gelée di ribes o marmellata di albicocche. La limited edition firmata Farmacia Del Cambio ne propone una reinterpretazione più contemporanea quindi la base è realizzata in pasta frolla sottile, il centro è farcito con un gel fresco di ribes e la copertura è realizzata con una classica crema chiboust, a base di crema pasticcera e meringa all’italiana, caramellata in superficie, fedele alla tradizione originale. L’idea d’ispirarsi al Puits d’Amour nasce dalla volontà di valorizzare le radici storiche di Del Cambio e la sua filosofia gastronomica: un dialogo tra tradizione locale e cultura francese che da secoli caratterizza l’identità del luogo.

San Valentino vegano firmato da Koro

Ideali per un momento di piacere consapevole, grazie alla loro ricetta vegana e di alta qualità bio, i Nut Butter Cups Double Raspberry arrivano in una confezione doppia, per condividerne la dolcezza con la persona amata. Le praline sono disponibili in esclusiva sul sito online di KoRo e presso il KoRo Cafè di Milano, in edizione limitata. Ma KoRo per San Valentino ha deciso di esagerare con la dolcezza proponendo la Box Love at First Bite, ideale come regalo per la persona amata, al suo interno contiene la crema spalmabile proteica ai lamponi crucnhy vegan, il choc duo cioccolato fondente & fragole bio e le energy ball al pistacchio salato bio.





Servizio Civile Agricolo. Cia chiede la proroga fino al 2030

Ben 300 le candidature, 50 i profili idonei selezionati. CIA chiede uno sforzo programmatico oltre la sperimentazione

Rendere stabile il Servizio Civile Agricolo, prorogandolo fino al 2030. Questo l’appello lanciato oggi a Roma da Cia-Agricoltori Italiani e il suo Patronato Inac, al ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida, in occasione dell’avvio del primo bando storico in ambito agricolo al centro dell’evento confederale dal titolo “Giovani, valori e agricoltura”. 

L’agricoltura come concreta opportunità professionale

“Serve uno sforzo ulteriore per un progetto che fa da ponte tra generazioni. Non ruba braccia alla terra, restituisce menti al futuro”, hanno dichiarato i presidenti di Cia e Inac, Cristiano Fini e Alessandro Mastrocinque, delineando le prospettive e le sfide dell’iniziativa che deve poter superare la fase sperimentale per diventare misura strutturale con un orizzonte temporale ampio di almeno cinque anni.  Nel corso dell’incontro, infatti, è stato sottolineato come il lancio del bando rappresenti una risposta concreta ai pregiudizi che spesso circondano il settore primario. Fini e Mastrocinque hanno smentito con forza l’idea che il Servizio Civile Agricolo sia una forma di sfruttamento per lavori di fatica. “L’agricoltura italiana è un universo multifunzionale che spazia dall’agriturismo alle cooperative sociali ai servizi, coinvolgendo attività amministrative, di marketing, economiche e politiche”, hanno precisato i presidenti di Cia e Inac, ribadendo l’obiettivo di fondo che è quello di far scoprire ai giovani l’appeal di un comparto che necessita di innovazione e freschezza per restare competitivo.

Cristiano Fini Presinde CIA

L’emergenza del ricambio generazionale

Del resto, i dati parlano chiaro. Gli under 30 sono ormai una rarità nel settore, i titolari d’azienda under 40 sono appena il 9% del totale e la percentuale scende sotto il 3% per i giovani che non hanno ereditato l’azienda di famiglia. In questo scenario, il Servizio Civile è indispensabile al rinnovamento del sistema, ma anche allo snellimento burocratico. Infine, a dare forza alla richiesta Cia e Inac di prorogare il bando, ci sono i numeri reali quelli che certificano l’interesse dei giovani verso il mondo dell’agricoltura: 300 le candidature arrivate per circa 70 posizioni disponibili. Sono 50 i giovani idonei selezionati – anche per coadiuvare le attività del CAA, il Centro Assistenza Agricola di Cia – secondo criteri di rigorosa deontologia e già attivi dal 19 gennaio. E in ultimi, altro dato interessante, tra questi solo uno proviene dalla facoltà di Agraria a conferma che l’iniziativa attrae profili nuovi e diversificati verso il mondo rurale.

San Valentino in alta quota! 7 luoghi fantastici e romantici

Chalet e resort in alta quota, paesaggi imbiancanti, private spa e ovviamente una cena romantica a lume di candela!

Un weekend intimo e romantico da trascorrere tra il candore della neve e la bellezza della natura. Ecco sette luoghi meravigliosi dove trascorre il fine settimana più dolce dell’anno!

Benessere sulla neve a Livigno

Per le coppie che amano stupirsi e non temono le basse temperature, la Snow SPA Experience dell’Hotel Lac Salin di Livigno è un invito a vivere l’amore in modo fuori dall’ordinario. La neve diventa architettura e abbraccia una vasca idromassaggio colma di acqua calda, creando un angolo di puro relax all’aria aperta. Il cuore dell’esperienza è il Nef Jacuzzi (nef significa neve nel dialetto locale), dove si galleggia circondati dal bianco scintillante delle Alpi. All’interno del centro benessere è possibile riservare una private spa per rituali di coppia, alternando momenti di intimità a saune e aree relax. La sera, la romantica Stua da Legn propone un menu speciale vegetariano firmato dallo chef Andrea Fugnanesi. Per un soggiorno ancora più esclusivo, la SPA Suite offre sauna privata e vasca idromassaggio per due, in un ambiente dominato da legno, pietra, acqua e fuoco. I profumi del cirmolo, del larice e dell’abete antico avvolgono gli ospiti in un’atmosfera calda e quasi onirica.

A Ortisei, tra alta cucina e coccole in spa

Per San Valentino, l’elegante Gardena Grödnerhof di Ortiseipropone un soggiorno nella nuova Suite Chalet Seceda, un rifugio di 75 metri quadrati arredato in stile alpino contemporaneo, dove materiali naturali e dettagli raffinati creano un’atmosfera intima e sofisticata. Ogni suite offre una camera da letto di lusso e un bagno scenografico con sauna privata, perfetto per concedersi momenti di benessere in totale privacy. La serata continua con la cena al ristorante stellato Anna Stuben, guidato dallo chef Reimund Brunner e dal sommelier Egon Perathoner, che firmano un percorso gastronomico pensato per sorprendere. Nella spa, i trattamenti di coppia – come il massaggio Gardena, personalizzato con oli essenziali – completano un’esperienza dedicata al relax, alla bellezza e alla complicità.

Slitta trainata da cavalli a San Vigilio di Marebbe

Per le coppie che prediligono il ritmo lento, l’atmosfera romantica e l’osservazione silenziosa del bosco innevato, c’è la classica e nostalgica escursione in calesse, trainato da cavalli in abiti tradizionali, che parte nei dintorni di San Vigilio e si snoda tra boschi imbiancati. I possenti norici, con il loro alito che si condensa nell’aria gelida, avanzano sotto una coperta calda e accogliente, mentre il calesse scivola lentamente: un’immersione nel passato, nelle tradizioni ladine, quando le carrozze erano il mezzo d’elezione per muoversi tra valli e montagne.

Chalet Mirabell: un San Valentino che avvolge i sensi

Festeggiare il giorno di San Valentino in una spa privata, tra candele e oli aromatici, è il modo migliore per dirsi “ti amo” allo Chalet Mirabell di Avelengo, elegante resort sopra Merano dove ogni dettaglio è pensato per trasformare la festa degli innamorati in un’esperienza di puro benessere e complicità. Qui, la private spa Luis Trenker accoglie la coppia in un’atmosfera calda e avvolgente: cabina 2 posti a raggi infrarossi, doppia doccia sensoriale, lettini da massaggio e lounge privata creano la cornice ideale per abbandonarsi al relax. Tra i trattamenti dedicati alle coppie da non perdere il programma “Mirabell Love”quasi 2 ore e mezza di coccole che iniziano con un profumato bagno alle rose e proseguono con un delicato peeling al miele e un massaggio integrale con oli aromatici.Per chi desidera vivere l’esperienza Mirabell a 360°, i 6.000 mq di spa adults only offrono infinite possibilità di relax: piscina indoor e outdoor di 31 metri, docce emozionali e aromatiche, bagno turco alle erbe, bagno di vapore con acqua salina, saune panoramiche bio e finlandesi, fontana di ghiaccio, Ice Pool panoramica e infinity pool di 25 metri.

Due cuori e uno chalet. Emozioni in quota a Merano2000

Non esiste cornice più romantica di uno chalet privato immerso nel bosco e avvolto dal silenzio della neve per celebrare l’amore. A San Valentino, i 5 esclusivi Chalet Zuegg affacciati sulle piste di Merano 2000, a 1.820 mt, diventano il rifugio perfetto per chi desidera vivere un’esperienza romantica, intima e senza tempo. L’arrivo è già un momento speciale: il paesaggio alpino innevato, l’aria pura di montagna e il profumo del legno creano subito un’atmosfera magica. All’interno dello chalet il calore del camino acceso, le luci soffuse e gli arredi raffinati creano un’atmosfera accogliente e avvolgente, pensata per rallentare il ritmo e lasciare spazio alle emozioni. La giornata inizia con una colazione privata, si può proseguire con una passeggiata romantica nel bosco o una giornata sulle piste di Merano 2000. Tornati nello chalet ad attendere gli ospiti un momento di relax nella spa privata tra una sauna calda e un bagno nella hot tub in terrazza. A fine giornata una cena a lume di candela mentre fuori il silenzio e la luna avvolgono il nido d’amore rende San Valentino un’esperienza da ricordare. 

Tra poesie e leggende, Bolzano svela la sua anima romantica

Città da sempre legata al commercio e al vino, Bolzano rivela a San Valentino un’anima sorprendentemente intima e romantica, fatta di arte, storie d’amore e personaggi affascinanti. In occasione della festa degli innamorati, l’Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano invita tutti a lasciarsi guidare lungo un itinerario fatto di incontri e racconti legati all’amore. Tra poesie e leggende, palazzi storici e racconti nascosti, la visita guidata a tema “San Valentino” (sabato 14 febbraio alle ore 10.30 e alle 14.30) invita a scoprire la città da una prospettiva inedita, dove l’amore si intreccia con la storia e la vita quotidiana della città.  Il viaggio inizia in Piazza Walther, sotto lo sguardo del poeta dell’amor cortese, dove i versi del celebre Minnesänger introducono il tema delle passioni che attraversano i secoli. Camminando si raggiungono piazze animate che furono teatro di incontri, mondanità e soggiorni illustri, come quello di Giacomo Casanova che a Bolzano spezzò il cuore a qualche nobildonna. E poi la visita nel Palazzo Mercantile, dove fede, affari e sentimenti convivono nelle tracce lasciate da mercanti e viaggiatori. L’itinerario si conclude a Palais Campofranco e con un aperitivo sulla terrazza del ristorante META, un momento ideale per rilassarsi e prolungare l’esperienza in un’atmosfera suggestiva.

Love & gourmet all’Hotel Elephant di Bressanone

All’Hotel Elephant di Bressanone, San Valentino diventa un’esperienza indimenticabile per gli innamorati. Il 14 febbraio l’amore si celebra a tavola, con una cena a lume di candela firmata dallo chef stellato Mathias Bachmann, servita nell’atmosfera calda e accogliente delle storiche stube del Ristorante Elephant. Un menù speciale, pensato per l’occasione, accompagna gli ospiti in un percorso di sapori eleganti, esaltati da una selezione di grandi vini provenienti dalla prestigiosa cantina dell’hotel. Il soggiorno prosegue nelle magnifiche suite recentemente rinnovate all’ultimo piano, con una vista suggestiva sulle montagne ancora innevate e sulle luci di Bressanone. Il pacchetto “Valentine’s Day Special” include anche l’accesso alla nuova spa ricavata nelle ex scuderie: piscina panoramica, sauna finlandese e bagno di vapore in un ambiente elegante, per momenti di puro benessere condiviso. Per chi vuole c’è anche la possibilità di riservare una visita deluxe all’Abbazia di Novacella, uno dei complessi monastici più affascinanti dell’Alto Adige. Un percorso esclusivo per ammirare la bellissima biblioteca, i chiostri e il giardino e infine una degustazione dei rinomati vini prodotti dall’abbazia.

Lidl Italia accelera sulla regionalità e parte dalla Sicilia

Da inizio febbraio in tutti i punti vendita dell’Isola saranno disponibili nuovi prodotti locali per un totale di 110 referenze continuative

Lidl Italia, che ha fatto della valorizzazione del Made in Italy uno dei pilastri centrali della propria strategia commerciale, annuncia un ulteriore ampliamento dell’offerta regionale in Sicilia con l’estensione del progetto “Passione per il territorio”. A partire dal 9 febbraio, in tutti i circa 70 store dell’Isola saranno disponibili ben 110 articoli che celebrano l’eccellenza e la tradizione gastronomica locale.

Maria Lovecchio, Chief Merchandising Officer Lidl Italia

Provenienza locale come valore imprescindibile

L’attenzione alla territorialità non è una novità per il Brand, che da anni integra le eccellenze regionali italiane nella propria offerta. Ne sono un esempio gli assortimenti locali sviluppati in Sardegna, Trentino-Alto Adige e Puglia, solo per citarne alcuni. Tuttavia, oggi questa strategia accelera i tempi per intercettare la crescente domanda di trasparenza e tradizione. In questo contesto, il focus sulla Sicilia segna una nuova tappa fondamentale, confermando come i consumatori vedano nella provenienza locale un valore imprescindibile per la propria tavola. “Questa iniziativa consolida la scelta di rafforzare il legame strategico con i produttori del territorio, per offrire un assortimento che sia espressione di identità e qualità. È un impegno concreto per soddisfare le aspettative di chi ci sceglie ogni giorno.” Dichiara Maria Lovecchio, recentemente nominata Chief Merchandising Officer Lidl Italia.

Salumi, formaggi e tanti prodotti da fornitori locali

L’offerta regionale siciliana spazia dai freschi ai salumi, dando risalto ai prodotti a base di suino nero dei Nebrodi, come mortadella e pancetta, affiancati dalla mozzarella nuvoletta e da formaggi tipici, tra cui la provoletta e il cosacavaddu ragusano. La regionalità tocca anche il reparto panetteria e l’offerta di carne e pesce dove aumentano gli articoli provenienti da fornitori locali. Per quanto riguarda la dispensa dei prodotti secchi, arrivano i formati di pasta dello storico marchio Poiatti, come anellini, fusilli e caserecce, insieme al miele millefiori di Sicilia e a conserve tipiche quali la salsa al nero di seppia, il pesto di pistacchi e la passata di pomodoro ciliegino siciliano. Infine, la selezione di bevande e vini si amplia con l’Etna Rosso DOC, il Grillo Sicilia DOC, l’Amaro dell’Etna e le storiche bibite Tomarchio nelle varianti cola e agrodolce.

Per comunicare questo lancio, Lidl Italia ha previsto un’iniziativa speciale: un volantino dedicato ai punti vendita siciliani che presenterà tutte le nuove referenze, sottolineando il legame indissolubile tra il Brand e il territorio.

Splendide Royal a Lugano. Grande ospitalità da oltre un secolo

Questo raffinato hotel di Lugano, è il luogo perfetto per regalarsi un soggiorno all'insegna del relax e del buon cibo

Fin dal 1887, con il suo Palace in stile Belle Époque, lo Splendide è uno dei simboli dell’ospitalità luganese: la sua accoglienza fuori dal tempo coniuga comfort contemporanei e atmosfere ricche di storia, per un’esperienza di soggiorno da moderno Urban Resort.

Quasi 140 anni di storia

L’Hotel Splendide Royal, storica villa ottocentesca che si affaccia sulla città di Lugano e si specchia nelle azzurre acque del Lago Ceresio, rappresenta l’anima cosmopolita della città. Le sue camere, ognuna con una propria, elegante personalità, e le grandi sale panoramiche con i lampadari artigianali d’epoca, raccontano di famiglie reali, capi di stato, personaggi di spicco del mondo culturale e artistico europeo, che qui hanno soggiornato in quasi 140 anni di storia.  Dal 1977, la Famiglia Naldi accoglie gli ospiti allo Splendide con un tocco caloroso e un’ospitalità solare, ispirando in tal senso anche l’ampliamento e il restyling degli anni ’80 che hanno aggiunto un’ala più moderna allo storico Palace ottocentesco; il tutto, sempre nell’ottica di un servizio discreto e attento al dettaglio. 

Lo stile dell’ospitalità dello Hotel Splendide Royal si caratterizza dal voler essere fedele alla propria identità, resa però sempre attuale dalla capacità di assecondare o addirittura anticipare le richieste degli ospiti. Ad iniziare dall’avvolgente charme delle ampie e luminose camere e suite, da cui godere di un’imperdibile vista lago, o della quiete del parco: ciascun ospite potrà scegliere la sistemazione ideale, sempre circondato da ambienti arredati con gusto classico, caratterizzati da dettagli ricercati e immersi in un’atmosfera sospesa dove il tempo pare essersi fermato.  Un soggiorno che si fa vera e propria esperienza, anche grazie alla articolata proposta enogastronomica, ispirata ai sapori mediterranei e a base di ingredienti freschi che seguono il ritmo delle stagioni e provengono da selezionati produttori del territorio.

Tutti i momenti della giornata diventano speciali: dalla prima colazione, ricca di sfiziosità dolci e salate realizzate dai Mastri Pasticceri dello Splendide, al tradizionale Afternoon Tea, accompagnato dall’irresistibile Original Sacher-Torte, mentre l’iconico “Belle Epoque Bar” spazia tra cocktail della tradizione e interessanti novità della più quotata mixology. Nella bella stagione, la terrazza open-air vista lago ospita “La Piazzetta”, un bar dalle mille anime dove bere un caffè, gustare una pizza o sorseggiare il cocktail preferito. Il verde delle palme alternato al blu del lago, è la spettacolare cornice de “La Veranda”, il ristorante mediterraneo dello Splendide dove scegliere tra piatti dai sapori classici ispirati alla cucina mediterranea, con un tocco elegante. 

Cucina gourmet al ristorante I Due Sud

Per chi ama vivere esperienze gastronomiche più ricercate, “I Due Sud” è il gioiello gourmet dell’Hotel: qui si può compiere per un vero e proprio viaggio sensoriale tra proposte e sapori d’autore che conquistano anche i palati più esigenti. Alla guida di questo ristorante intimo e ricercato, troviamo lo chef Marco Veneruso al quale si deve una filosofia di cucina estremamente originale, concretamente ispirata alla sostenibilità, e che ha saputo creare un mix personale tra il meglio offerto da due territori, la Campania e il Sud del Ticino.  Un’identità ben precisa che racconta mondi diversi ma caratterizzati da sapori ispirati alle tradizioni, e materie prime di altissima qualità. Il Sud dell’Italia e quello della Svizzera si ritrovano dunque a metà strada nei piatti proposti da chef Veneruso e forse proprio questo concept culinario unico ha portato “I Due Sud” nella prestigiosa classifica internazionale dell’alta cucina italiana stilata dalla “Guida 50 Top Italy”, piuttosto che nella “Guida Michelin” che l’ha insignito di una stella.

Relax e benessere nella spa

La Splendide Experience non può che completarsi alla “Splendide Lifestyle Spa” dove relax, benessere e bellezza si fondono in un approccio olistico per armonizzare l’equilibrio tra mente e corpo.  Un’oasi di pura tranquillità, dai colori naturali e dalle forme sinuose ispirate alla natura, dove regalarsi il buongiorno dei sensi con una nuotata nella piscina panoramica o una sessione nello spazio dedicato al fitness, lasciar scorrere il tempo con lentezza tra sauna e bagno turco e scegliere quale coccola regalarsi tra i numerosi rituali proposti – come il trattamento detox con alghe marine – o quelli studiati per donare nuova luce e compattezza al viso favorendo il rinnovamento cellulare e la produzione di collagene.

Hotel Splendide Royal Lugano
Riva Antonio Caccia, 7
6900 Lugano CH
welcome@splendide.ch
www.robertonaldicollection.com/it/splendide-royal-lugano/index

Cappadocia da scoprire e gustare!

La Cappadocia entra nella Guida MICHELIN 2026: la cucina anatolica conquista una nuova geografia del gusto.

Con l’edizione 2026 della Guida MICHELIN, la Cappadocia entra ufficialmente nel racconto internazionale dell’alta gastronomia. Dopo Istanbul, İzmir e Muğla, la celebre regione dell’Anatolia centrale diventa una nuova destinazione gastronomica riconosciuta, portando sotto i riflettori una cucina profondamente radicata nel territorio e oggi capace di dialogare con i linguaggi della contemporaneità.

Terra agricola dalla grande ricchezza enogastronomica

Un ingresso che va oltre la semplice selezione di ristoranti, perché quello della Cappadocia è il riconoscimento di un sistema culturale e agricolo complesso, costruito nei secoli su un equilibrio tra paesaggio, risorse naturali e saperi tramandati. Un territorio scolpito dal tempo e dalla roccia vulcanica che oggi si racconta anche a tavola, attraverso una proposta gastronomica coerente, identitaria e sorprendentemente moderna. Famosa nel mondo per i camini delle fate, le città sotterranee e i voli in mongolfiera all’alba, la Cappadocia rivela nella selezione della prestigiosa guida un altro volto: quello di una terra agricola fertile, segnata da vigneti storici, orti familiari e tecniche di cottura antiche come il tandır e il forno a legna.

Una tradizione contadina raffinata

Sono 18 i ristoranti selezionati nella MICHELIN, indirizzi che restituiscono una cucina che nasce dalla terra e segue il ritmo delle stagioni. Verdure locali, legumi, cereali, carni cotte lentamente, frutta secca e spezie delicate compongono piatti che parlano di una tradizione contadina raffinata, oggi reinterpretata con sensibilità contemporanea e crescente attenzione alla sostenibilità. Tra le preparazioni più emblematiche spicca il testi kebabı, probabilmente il piatto-simbolo di un viaggio gastronomico in Cappadocia. Preparato in vasi di terracotta e cotto lentamente nel forno tandır, viene servito rompendo il recipiente davanti agli ospiti. E poi tante ricette tradizionali come il kayısı yahnisi (stufato di carne e albicocche secche), le mele cotogne ripiene con carne e frutta secca, o l’ağpakla stufato di fagioli bianchi e carne cotto in terracotta. I dolci chiudono il percorso con preparazioni legate alle festività e alla tradizione: fichi cotti nel burro, dessert di zucca, halva rustiche come il dolaz e il baklava “Damat” di Ürgüp, riservato alle grandi occasioni.

E ancora vini, formaggi e identità agricola

Il suolo vulcanico, l’altitudine e le forti escursioni termiche rendono la Cappadocia un territorio storicamente vocato alla viticoltura. I vini della regione nascono da vitigni autoctoni come Boğazkere, Narince ed Emir – quest’ultimo considerato l’uva simbolo della Cappadocia – e trovano oggi spazio crescente nelle carte dei ristoranti selezionati. Fresco, minerale e naturalmente acido, l’Emir accompagna con equilibrio la cucina locale. Anche la tradizione casearia contribuisce a definire l’identità del territorio: dal Niğde Mavisi al celebre Divle Obruk, stagionato in grotte naturali, i formaggi diventano ingredienti narrativi, capaci di collegare passato e presente.