Trentino Sparkle 2022
Le bollicine del Trentino in Sparkle 2022, ventesima edizione della guida dedicata ai migliori spumanti italiani
Brut
Rosé Brut
Trento 1673 Noir Nature 2015
Trento 1673 Rosé Brut 2014
Trento 1907 Brut
Trento 1907 Extra Brut 2016
Trento 51,151 Brut
Trento 708 Chilometri Extra Brut 2016
Trento Alpe Regis Pas Dosé 2015
Trento Alpe Regis Rosé Brut 2016
Trento Altinum Brut 2017
Trento Altinum Pas Dosé 2017
Trento Antares Brut 2017
Trento Antares Brut Nature 2017
Trento Blanc de Blancs Brut
Trento Blanc de Noir Extra Brut 2018
Trento Blanc de Noirs Brut 2017
Trento Brezza Brut
Trento Brut
Trento Brut
Trento Brut
Trento Brut
Trento Brut
Trento Brut
Trento Brut
Trento Brut
Trento Brut 2016
Trento Brut 2017
Trento Brut 2017
Trento Brut 2017
C’è un aspetto che prima di altri ci ha stupito, quest’anno sono ben centoventicinque le referenze selezionate tra i vini della provincia di Trento, lo scorso anno novantasette, in Sparkle 2020 ottanta. Una crescita, rispetto all’edizione 2021, prossima al 30% in termini numerici, che sottolinea un livello medio veramente alto per le bottiglie che vanno sul mercato con il marchio TrentoDoc. Aspetto, questo, da non sottovalutare perché il mercato risponde molto fedelmente a una denominazione quando tutte le bottiglie non deludono.
Importante parlare dei numeri complessivi del TrentoDoc che quest’anno sfiorano dodici milioni novecentomila bottiglie poste in produzione, su un totale di oltre diciannove milioni di spumante a indicazione geografica (le denominazioni Vigneti delle Dolomiti e Prosecco si dividono grossomodo sei milioni di bottiglie a metà); si deve poi sempre aggiungere qualche centinaio di migliaia di pezzi di spumante generico. Lo scorso anno, rispettivamente, si registravano poco più di tredici milioni di bottiglie e oltre diciotto milioni di prodotti a indicazione geografica (tutti i dati sono di Icqrf). In sostanza il TrentoDoc è piuttosto stabile mentre gli spumanti più semplici, di prezzo allo scaffale decisamente inferiore, aumentano la produzione di un milione di pezzi, sicuramente per seguire la tendenza mondiale della crescita dei consumi di bollicine semplici, prodotte in pochi mesi, specialmente per aperitivo o happy hour. In sostanza il TrentoDoc ha superato i momenti difficili legati alla vendemmia 2017 e alla pandemia senza particolari cambiamenti, manifestando un posizionamento stabile e deciso, un po’ come è il carattere del vino e il luogo che lo genera. Un territorio collinare pedemontano che in alcune occasioni arriva con le vigne in altitudine, portando nel calice la freschezza netta delle Alpi; caratteristica questa che in passato veniva spesso gestita cercando di ingrassare i vini in legno, portando poi al naso toni decisamente boisé. Un aspetto che è andato scemando proporzionalmente alla crescita delle aziende spumantistiche e oggi è diventato, misurando al meglio l’apporto del legno, uno dei caratteri che rientrano nella complessità di molti TrentoDoc. Certo, anche qui si sente il cambiamento climatico, ma il territorio per il suo posizionamento soffre meno di altri, anzi oggi probabilmente fruisce di un meteo più asciutto nei periodi di maturazione rispetto a venti o trenta anni fa. La freschezza eredità del territorio è oggi più che mai un tratto distintivo dei vini dell’area e un valore sostanziale che talvolta, nelle cuvée più semplici, si gestisce meno bene, arrivando a vini molto decisi e un po’ troppo verticali. Insomma la dinamica del cambiamento qui è più lenta. E ora tuffiamoci nei vini da non perdere, i 5 sfere di Sparkle 2022. Li trovate rielencati nella tabella, ma presentati per residuo zuccherino decrescente, a prescindere dal colore del vino. Molti dicono che la richiesta di vini sempre più secchi sia legata a un cambiamento di gusto, noi pensiamo piuttosto che le condizioni climatiche e la competenza delle cantine riescano a finalizzare vini non dosati ricchi di carattere e piacevolezza. Quest’ultimo termine, su cui noi abbiamo costruito questa guida da venti anni, è la chiave: oggi senza aggiungere zuccheri si possono spesso ottenere vini più bilanciati che addizionandone in dosaggio.
| BRUT | |
| Trento Domini Nero Brut 2015 | Abate Nero |
| Trento Riserva Cuvée dell’Abate Brut 2010 | Abate Nero |
| Trento Riserva Graal Brut 2014 | Altemasi |
| Trento Riserva Aquila Reale Brut 2011 | Cesarini Sforza |
| Trento Riserva Piancastello Brut 2016 | Endrizzi |
| Trento Riserva del Fondatore 976 Brut 2010 | Letrari |
| Trento Riserva Madame Martis Brut 2011 | Maso Martis |
| Trento Riserva Flavio Brut 2013 | Rotari |
| Trento Maso Nero Brut 2017 | Zeni |
| EXTRA BRUT | |
| Trento Riserva 1673 Extra Brut 2013 | Cesarini Sforza |
| Trento Giulio Ferrari Riserva del Fondatore Extra Brut 2010 | Ferrari |
| Trento Giulio Ferrari Riserva del Fondatore Rosé Extra Brut 2009 | Ferrari |
| Trento Riserva Perlé Nero Extra Brut 2013 | Ferrari |
| Trento Riserva 8040 Extra Brut 2012 | Pedrotti |
| Trento Riserva Erminia Segalla Extra Brut 2013 | Pisoni |
| NON DOSATI | |
| Trento Riserva Pas Dosé 2014 | Balter |
| Trento Riserva Dosaggio Zero 2015 | Letrari |
| Trento Riserva Dosaggio Zero 2017 | Maso Martis |
| Trento Brut Nature 2015 | Moser |
| Trento Alpe Regis Pas Dosé 2015 | Rotari |
La nostra classifica mette al primo posto ancora una volta i Brut, tutti vini Riserva, salvo due, ovvero prodotti a lunga maturazione sui lieviti, anche oltre i centodieci mesi, che con nove referenze ottengono le 5 sfere. A tre lunghezze di distanza, con sei vini premiati, il gruppo degli Extra Brut, tutti Riserva a lunga maturazione sui lieviti, fino e oltre i centoventi mesi. I non dosati premiati in Sparkle 2022 sono cinque e anche qui la maggioranza sono della tipologia Riserva, ma con maturazioni più contenute, fino a settanta mesi. Sottolineiamo questa tendenza ai lunghi tempi di attesa del vino spumante a contatto con i lieviti della seconda fermentazione perché si tratta di un processo produttivo che porta innegabilmente a vini molto importanti, ma è fondamentale partire da una materia prima in grado di sopportare un trattamento così “invasivo”, facendo trovare lo spumante, all’appuntamento con la sboccatura, in perfette condizioni “atletiche”. Non è facile, e qui nelle valli trentine i produttori condividono una competenza che solo venti anni fa quasi non esisteva o era in mano di pochissimi. Entrando nel dettaglio dei nomi, partiamo con le novità portate da questa ventesima edizione: Pedrotti entra nel novero delle aziende premiate da Sparkle e si aggiudica il primo alloro nella storia della guida con un extra brut da ottantaquattro mesi sui lieviti, nato per celebrare gli ottanta anni del proprietario Paolo Pedrotti, e i quaranta dal primo metodo classico aziendale. Gli altri nomi vi sono noti da molto tempo, alcuni fanno parte della storia della spumantistica del Paese, tutti della nostra storia ventennale. Per una lettura più agevole giova riassumere i pluridecorati: Ferrari si aggiudica tre allori, Abate Nero, Cesarini Sforza, Letrari, Maso Martis e Rotari ne ottengono due. Il filo conduttore che quindi lega i nostri campioni del 2022, oltre che il territorio, è la lunghezza dell’affinamento, possibile grazie a un’uva eccellente. Un aspetto molto importante da considerare, dal punto di vista del consumo, è che un vino spumante dopo aver trascorso tanto tempo al buio, a temperatura costante, in un ambiente riducente, in contatto con i lieviti, ha bisogno di un affinamento dopo la sboccatura più lungo per concedersi al meglio, con capacità di mantenere per anni il suo straordinario livello di qualità. Andate a sfogliare la sezione Vintage e troverete qualche esempio.