Trentino Sparkle 2025
Le bollicine del Trentino in Sparkle 2025, ventitreesima edizione della guida dedicata ai migliori vini spumanti italiani
Lo spumante del Trentino è il Trentodoc. Ormai anche i consumatori si stanno abituando a questo marchio e anche al suono. Cresce la produzione, si incrementano i consumi, aumentano le aziende che lo hanno in gamma e anche le presenze in Sparkle: 129 i vini della denominazione Trento nell’edizione 2025 sono il record nella storia della guida e sono indicativi di un processo di allargamento della base produttiva e di crescita della qualità che è un aspetto profondamente condiviso nelle valli trentine. Infatti, sono ben 51 le aziende presenti con i loro Trento, la stragrande maggioranza associate all’Istituto Trentodoc, l’associazione di categoria che tutela gli spumanti rispondenti alla Doc Trento, consentendo agli associati di fregiarsi del marchio collettivo che ne rafforza l’identità e la comunione di intenti. Come avviene in tutte le denominazioni di origine pochissimi produttori, seppur obbligati a rispettare le regole del disciplinare della Doc che l’associazione tutela, preferiscono restarne fuori e in questo caso, quindi, non possono usarne il marchio distintivo Trentodoc.
Venendo al calice, anche in questa area si stanno rapidamente riducendo le quantità di zuccheri residui nei vini, visto che ora la maggioranza delle etichette sono tra extra brut e non dosati: rispettivamente trentadue e trentaquattro, contro i sessantatré brut, mentre sette anni fa i brut erano il doppio della somma delle altre due tipologie zuccherine. Anche in questo territorio, quindi, si ottengono più facilmente vini equilibrati con minori quantità di zucchero, segno inequivocabile dell’incremento medio delle temperature e di uve con maturità diverse dal passato. Tornando ai numeri, ora vediamo quelli di produzione. Nella campagna vitivinicola 2023-2024 i produttori della Doc Trento hanno spumantizzato vino per oltre 18.600.000 bottiglie, segnando una crescita superiore al 3% e consolidando il fatto di aver superato la soglia dei diciotto milioni. Lo spumante di Trento cresce, mentre la produzione totale della provincia è scesa sotto i venticinque milioni, per le riduzioni sia del Prosecco Doc (-13%, quest’anno a quota due milioni e quattrocentomila) che del Vigneti delle Dolomiti Igt (-22%, sceso repentinamente a due milioni trecentocinquantamila). Il Trento, il vino con le bollicine a posizionamento più alto, continua a crescere e questa è una ottima notizia. Il riflesso di una crescita quantitativa è sempre la crescita qualitativa che poi coincide con il numero di etichette selezionate dal nostro panel di degustazione per essere raccontate in Sparkle 2025. Il record di presenza in guida non è affatto casuale. Tra i tanti selezionati quelli che si sono distinti negli assaggi, le 5 sfere, sono 19 e rispondono evidentemente alla Doc, tre in meno della passata edizione. Osservando le liste dei premiati a confronto ci si accorge che quest’anno non sono presenti in guida importanti riserve che hanno saltato il millesimo successivo a quello presentato la scorsa stagione. (continua)
Molinar Rosé Extra Brut
Santacolomba Brut Nature
Trento 1673 Rosé Brut 2017
Trento 51,151 Brut
Trento 907 Collezione 15 Brut
Trento 907 Dosaggio Zero 2019
Trento Alpe Regis Brut 2018
Trento Alpe Regis Extra Brut 2018
Trento Alpe Regis Pas Dosé 2018
Trento Alpe Regis Rosé Brut 2019
Trento Altinum Pas Dosé 2020
Trento Altinum Rosé Extra Brut
Trento Antares Brut 2020
Trento Antares Brut Nature 2019
Trento Blanc de Blanc Bio Altinate Brut 2019
Trento Blanc de Blancs Brut
Trento Blanc de Blancs Nature 2021
Trento Blanc de Noir Extra Brut 2020
Trento Blanc de Noirs Blauen Extra Brut 2017
Trento Blanc de Noirs Brut 2020
Trento Brezza Riva Rosé Extra Brut 2021
Trento Brut
Trento Brut
Trento Brut
Trento Brut
Trento Brut
Trento Brut 2016
Trento Brut 2020
Trento Brut 2020
Trento Brut 2020
| BRUT | Trento Riserva Collezione Luciano Lunelli Rosé Brut 2009 | Abate Nero |
| Trento Riserva Graal Brut 2017 | Altemasi | |
| Trento Brut | Balter | |
| Trento R Rosé Brut | Cantina Rotaliana | |
| Trento Riserva R Brut 2016 | Cantina Rotaliana | |
| Trento 1673 Rosé Brut 2017 | Cesarini Sforza | |
| Trento Riserva del Fondatore 976 Brut 2013 | Letrari | |
| Trento Riserva Flavio Brut 2016 | Rotari | |
| EXTRA BRUT | Trento Riserva 907 Extra Brut 2018 | Cantina di Isera |
| Trento Riserva Lunelli Extra Brut 2016 | Ferrari Trento | |
| Trento Riserva Masnen-Vignal Blanc de Blancs Extra Brut 2019 | Klinger | |
| Trento Riserva Tracce Extra Brut 2011 | Moser | |
| Trento Riserva Maso Nero Blanc de Noir Extra Brut 2017 | Zeni | |
| NON DOSATI | Trento Riserva Pas Dosé 2017 | Balter |
| Trento Riserva Brezza Riva Pas Dosé 2019 | Cantina di Riva | |
| Trento Riserva Oro Rosso Dosaggio Zero 2018 | Cembra Cantina di Montagna | |
| Trento Riserva Dosaggio Zero 2019 | Maso Martis | |
| Trento Brut Nature 2018 | Moser | |
| Trento Maso Nero Dosaggio Zero 2019 | Zeni |
Il primo punto da evidenziare, leggendo la lista dei premiati, riguarda la suddivisione per residuo zuccherino che quest’anno vede primeggiare, come sempre, la tipologia brut in termini assoluti nelle stesse proporzioni delle presenze in guida; il tandem degli extra brut e non dosati supera i brut in una dialettica che in questa area vive una condizione di quasi pareggio da diversi anni. Solo otto anni fa, tra i premiati, i brut erano il doppio della somma delle altre due famiglie e, tranquillizzatevi, non abbiamo cambiato gusti, cerchiamo sempre l’equilibrio e ora si riesce a ottenere con meno zucchero, seppur si parli di differenze basse, fino a dodici grammi per litro.
Un aspetto normale che riguarda i premiati è il fatto che siano in maggioranza riserve e millesimati, in grado di riportare a noi “come nuove” vendemmie effettuate fino a quindici anni fa, mentre i vini più giovani ci “ricordano” l’annata 2019. Questo forse l’aspetto che continua a suscitare in noi stupore, assaggiare dei vini con tanti anni sulle spalle e talvolta giudicarli ancora troppo freschi e giovani. Andando a scavare nella lista si scopre invece l’aspetto più particolare: sono soltanto due i vini senza annata, entrambi brut, uno bianco e uno rosa, due Trento che interpretano la categoria di accesso alla denominazione con spumanti vitali e di bella pienezza e non agili e affilati come la maggioranza dei produttori propone.
Partiamo ora dalle novità, ovvero dalle aziende che per la prima volta si aggiudicano le 5 sfere. Sono due, Cantina di Isera, che seguiamo da almeno quindici anni, e Klinger, realtà con radici antiche, ma giovane, che alla prima presenza in guida raggiunge la vetta, dimostrando quanto sia possibile in un distretto spumantistico ottenere dei risultati in cantina, partendo con buone uve, in un prodotto così complesso come un metodo classico. Le altre aziende premiate confermano il loro valore, avendo già più volte ottenuto le 5 sfere, e tra tutte si devono evidenziare le prestazioni maiuscole di quattro di queste che si sono aggiudicate due allori, a partire da Balter, oltre al Brut la Riserva Pas Dosé pluridecorata, poi Cantina Rotaliana, alla prima doppietta, aggiunge alla “solita” Riserva R Brut l’R Rosé Brut, poi Moser, con il Brut Nature, più volte decorato, e la novità, la Riserva Tracce, chiudendo con Zeni e il suoMaso Nero Dosaggio Zero, pinot bianco in purezza unico,e laRiserva Maso Nero Blanc de Noir Extra Brut.