Trentino Sparkle 2024
Le bollicine del Trentino in Sparkle 2024, ventiduesima edizione della guida dedicata ai migliori vini spumanti italiani
Ventidue anni di racconto delle bollicine secche italiane ci hanno consentito di essere testimoni privilegiati di quanto avvenisse in ogni momento intorno alla produzione di questo vino meraviglioso. Tornando all’ormai mitica annata 2003, siccitosa e calda come non avevamo mai provato, almeno noi in vita, i colleghi che amano leggere il mondo in modo catastrofistico non smettevano di chiedere ai produttori trentini come avrebbero fatto a ovviare al cambiamento climatico ormai avvenuto. Il personaggio più in vista in quegli anni era ovviamente Mauro Lunelli, l’inventore della Riserva Giulio Ferrari, ora in pensione, che quietava gli animi spiegando che problemi a lungo termine non ce ne sarebbero stati perché in Trentino si poteva salire facilmente di altitudine per eventualmente ovviare a difficoltà produttive delle uve. Sì perché in Trentino il grosso della produzione viticola non era e non è in altitudine, l’influenza della montagna è talmente forte che arriva anche a fondo valle; c’è evidentemente un crescendo di vigneti fino a novecento e anche qualcosa in più, ma il grosso è decisamente sotto i cinquecento metri. Quei pochi produttori che già erano oltre i cinquecento metri nel 2003 in realtà ci raccontavano che finalmente avevano avuto un’annata senza problemi sanitari, con uve perfette che avrebbero dato grandi cose. I due rovesci della medaglia insomma. La montagna aiuta e custodisce il vigneto trentino che certamente andrà sempre più in alto ma sul lungo periodo, come spiegava Lunelli ai catastrofisti. Infatti le condizioni climatiche consentono ancora di produrre uve con un quadro acido perfettamente adeguato allo spumante, e con buoni margini. Per ora godiamoci un territorio, il Trentodoc, che in termini percentuali è quello che è cresciuto di più lo scorso anno. Il raffronto tra la campagna vitivinicola 2021-2022 e la 2022-2023 decreta un aumento produttivo del 19,3 %, addirittura (dati Icqrf); in Trentino hanno messo in produzione ben 18.095.000 bottiglie. Non dimentichiamo che al di la di nuovi vigneti, ovvero di vigne magari passate da varietà rosse a bianche da spumante, il Trentino vanta una superficie vitata a chardonnay di duemilaottocentocinquanta ettari (dati Consorzio Tutela Vini del Trentino), per un potenziale produttivo tra vini fermi e spumanti di quasi 30 milioni di bottiglie. Insomma, lo spazio di crescita è importante e il Trentodoc sta anticipando la domanda del mercato mettendo in produzione già 18 milioni di bottiglie, sapendo che può andare ancora oltre e di molto. Il Trentino produce anche altri spumanti e, per darvi il quadro completo, nell’ultima campagna la produzione ha superato 25,5 milioni di bottiglie, segnando una crescita del 12,3%. Dei 7 milioni abbondanti di bottiglie extra Trentodoc ce ne sono più di 3 milioni che rispondono alla Igt Vigneti delle Dolomiti, di stile fresco e consumo nell’annata, meno di 3 milioni di Prosecco Doc e oltre 1,5 di Vs e Vsq. (continua)
André Brut 2018
André Rosé Brut 2018
Rosé Brut
Santacolomba Brut
Trento 1673 Noir Nature 2018
Trento 1673 Rosé Brut 2016
Trento 51,151 Brut
Trento 907 Dosaggio Zero 2018
Trento Alpe Regis Brut 2017
Trento Alpe Regis Extra Brut 2017
Trento Alpe Regis Rosé Brut 2018
Trento Altinum Brut 2019
Trento Altinum Pas Dosé 2019
Trento Antares Brut 2019
Trento Blanc de Blancs Brut
Trento Blanc de Noir Extra Brut 2019
Trento Blanc de Noirs Brut 2019
Trento Brut
Trento Brut
Trento Brut
Trento Brut
Trento Brut
Trento Brut 2017
Trento Brut 2019
Trento Brut 2019
Trento Brut 2019
Trento Brut Nature 2017
Trento Cime di Altilia Brut 2017
Trento Cime di Altilia Extra Brut 2017
Trento Cuvée ’85 Brut
| NON DOSATI | Cantina di Riva | Trento Riserva Brezza Pas Dosé 2018 |
| Cesarini Sforza | Trento 1673 Noir Nature 2018 | |
| Letrari | Trento Riserva Dosaggio Zero 2017 | |
| Moser | Trento Brut Nature 2017 | |
| EXTRA BRUT | Ferrari | Trento Giulio Ferrari Riserva del Fondatore Extra Brut 2012 |
| Ferrari | Trento Giulio Ferrari Riserva del Fondatore Rosé Extra Brut 2012 | |
| Maso Martis | Trento Rosé Extra Brut 2019 | |
| Pisoni | Trento Riserva Erminia Segalla Extra Brut 2015 | |
| Revì | Trento Riserva 100 Mesi Re di Revì Extra Brut 2013 | |
| BRUT | Altemasi | Trento Riserva Graal Brut 2016 |
| Balter | Trento Brut | |
| Cantina Rotaliana | Trento Riserva R Brut 2015 | |
| Cesarini Sforza | Trento 1673 Rosé Brut 2016 | |
| Cesarini Sforza | Trento Riserva Aquila Reale Brut 2013 | |
| Ferrari | Trento Riserva Perlé Bianco Brut 2016 | |
| Letrari | Trento Riserva del Fondatore 976 Brut 2012 | |
| Mas dei Chini | Trento Riserva Inkino Carlo V Brut 2014 | |
| Maso Martis | Trento Monsieur Martis Rosé de Noir Brut 2018 | |
| Maso Martis | Trento Riserva Madame Martis Brut 2013 | |
| Ress | Trento Riserva Emilio Brut 2015 | |
| Revì | Trento Riserva Paladino Brut 2017 | |
| Rotari | Trento Riserva Flavio Brut 2015 |
Ora ci tuffiamo nel meraviglioso mondo delle 5 sfere trentine, non senza aver fatto una considerazione. Nei vini di accesso alla denominazione anche in questo territorio si riscontra una ricerca del frutto e dell’alleggerimento di beva, in qualche caso un po’ troppo spinto su una verticalità che assottiglia un sorso che diventa troppo acuto. Questo aspetto rientra in una tendenza generale che si riscontra in tutti i vini, a partire dai millesimati che sono la maggioranza in guida. Nel passato recente molti amavano arricchire i vini con un importante apporto del legno in vinificazione, rendendoli talvolta un po’ barocchi, ora c’è come una reazione a quello stile, con il rischio di appiattirsi sulla sponda opposta. Questa considerazione ci porta a evidenziare l’unico Trento non millesimato premiato, si tratta del Trento Brut di Balter, un vino il cui stile è affatto scollegato dalle mode e quest’anno porta a casa le 5 sfere. Salta agli occhi, guardano la tabella, che in Trentino quest’anno sia tornato il brut a fare la voce grossa, anche nel campo di riserve e millesimati, con il tandem non dosati ed extra brut indietro di poco, l’opposto dello scorso anno in una tendenza generale degli ultimi cinque anni, nell’ambito della denominazione, a prediligere le categorie più secche. Continuiamo a visitare la hall of fame trentina di Sparkle 2024 e troviamo ben tre aziende con la tripletta, Cesarini Sforza, Ferrari e Maso Martis, tutte realtà presenti da sempre nella nostra guida, le ultime due premiate dalla prima edizione senza interruzioni, l’altra da quattordici edizioni. Doppietta per Letrari, altro senatore della guida, e per Revì che torna alle 5 sfere dopo qualche anno. Restando nel campo delle aziende pluridecorate, quelle che hanno consolidato quindi un livello molto alto di qualità, troviamo quest’anno con l’alloro Altemasi, Cantina Rotaliana, Mas dei Chini, Moser, Pisoni e Rotari. Due le novità, a cui auguriamo di confermarsi negli anni a venire, la Cantina di Riva con il Trento Riserva Brezza Pas Dosé 2018 e Ress con il Trento Riserva Emilio Brut 2015, entrambi vini al top della rispettiva gamma, pensati e progettati con un certo anticipo, figli di due realtà agli estremi del mondo produttivo di qualità, una cantina cooperativa la prima, sintesi di centinaia di piccolissimi agricoltori, un piccolo produttore il secondo. (F.D’A.)